Love Death and Robots: la classifica degli episodi secondo Fuori Series

Da più di un mese dal debutto sulla piattaforma di streaming e già Love Death and Robots ha incantato tutti al punto da diventare il binge watching del mese. Il motivo di tanto clamore? L’originalità dei temi trattati, ma soprattutto l’animazione dettagliata e precisa.

La serie antologica di David Fincher e Tim Miller presenta 18 cortometraggi a sè stanti non solo dal punto di vista della trama, ma anche dell’animazione, dello stile narrativo e del messaggio che vuole trasmettere. Si perchè se pensate che sia un cartone per bambini, mi spiace dirverlo, ma vi state sbagliando completamente.

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Un prodotto pensato da adulti per un pubblico diversamente adulto. Ogni storia infatti affronta un particolare livello di maturità presentando un messaggio di sottofondo ponderato e complesso.

Per questo motivo, noi di Fuori Series, abbiamo deciso di stilare la nostra personale classifica basandoci prima di tutto sui nostri gusti personali e poi sul messaggio che ogni storia vuole trasmettere.

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18.

Il succhia anime

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Diretto da Owen Sullivan, con animazione di Studio La Cachette, basato sul racconto di Kirsten Cross, e interpretato da Michael Benyaer, Fred Tatasciore, Laura Waddell, Jonathan Cahill e Scott Whyte.

Tradizionale animazione in 2D con fotogrammi dipinti a mano questa è la peculiarità di “Il succhia anime”, e azzarderei anche l’unica peculiarità che ha. La trama è inconsistente e molti punti potevano essere sviluppati nettamente meglio. In definitiva è una fantasia horror piuttosto che fantascientifica, non ha nulla a che vedere nè con l’amore nè con i robots.

17.

Dare una mano

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Diretto da Jon Yeo, con animazione a cura di Axis Studios. Le voci di Elly Condron e Chris Parson.

Dotato di animazione CG fotorealistica, questo corto ha temi simili a Gravity e The Martian, anche se il suo breve tempo di esecuzione impedisce agli spettatori di essere emotivamente connessi all’astronauta arenato. L’animazione è stupefacente, il suo sacrificio un po’ meno. Certo ha un finale più promettente di quello che ci aspettavamo, ma a stuzzicare è il gioco di parole.

16.

La discarica

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Diretto da Javier Recio Gracia, con animazione di Able & Baker e con le voci di Nolan North, Andre Sogliuzzo e Gary Cole.

Ugly Dave si discosta completamente dalla stragrande maggioranza dei protagonisti di Love Death and Robots per via delle sue umili origini. Ama la sua discarica e tutto ciò che essa contiene. Una storia che non ha molto da offrire se non un piccoli virtuosismi con l’animazione.

15.

Guerra Segreta

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Diretto da István Zorkóczy e tratto da un racconto di David W. Amendola. Nel cast figurano Stefan Kapicic, Bruce Thomas, Jeff Berg, Antonio Alvarez e Victor Brandt.

A primo impatto quello che rimane impresso è sicuramente lo stile di animazione molto realistico che assomiglia ad un videogioco. La storia segue le vicende di alcuni soldati russi alle prede con creature diaboliche ed assassine responsabili del massacro di un villaggio. Con questo racconto concludiamo la nostra esperienza con Love Death and Robots. Una chiusura un po’ misera.

14.

Punto Cieco

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Diretto da Vitaliy Shushko, che ha anche scritto la storia originale, con il produttore di animazione Elena Volk e interpretato da Aaron Himelstein, Carlos Alazraqui, Jill Talley, Brian Bloom e Chris Cox.

Quando Mad Max incontra Fast and Furious viene fuori Punto Cieco. Non è un brutto mash-up, anzi il contrario. Questa breve avventura con ladri cibernetici ci ha tenuti incollati allo schermo, l’unica pecca è che non offriva niente di nuovo.

13.

Zima Blue

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Diretto da Rob Valley, animazione a cura di Passion Animation Studios con le voci di Kevin Michael Richardson e Emma Thornett.

Lo so direte, sei pazza a piazzare Zima Blue al tredicesimo posto?! Cosa ti dice il cervello? Beh purtroppo non l’ho capito al punto da piazzarlo nemmeno nella mia top 5 degli episodi di Love Death and Robots. La storia, caratterizzata da uno stile di animazione altamente stilizzato con linee pesanti, neri profondi e contrasti netti in una palette di colori audaci, è incentrata su un giornalista che ha l’opportunità di intervistare l’artista famoso e riluttante al mondo, Zima. Ma non è solo l’arte ad essere al centro di questa storia, piuttosto lo stesso artista.

12.

Mutaforma

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Diretto da Gabriele Pennacchioli con animazione di Blur Studio e con le voci di Graham Hamilton, Adam Bartley, Jim Pirri, James Horan e Ike Amadi.

Animazione molto bella, ma un po’ fallace per quanto riguarda le espressioni facciali. La storia segue una squadra di marines in Afghanistan, guidati da Decker e dal suo amico. Questo team speciale composto da guerrieri potenziati crea un forte conflitto con i soldati normali al punto da essere denigrati. Una fantastica storia che esplora meglio il sentimento di amicizia tra i due commilitoni.

11.

Tute Meccanizzate

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Diretto da Franck Balson, con animazione di Blur Studio, basato sul racconto di Steven Lewis, e interpretato da Neil Kaplan, G.K. Bowes, Scott Whyte, Courtenay Taylor e Tudi Roche.

Ostili alieni e contadini con tute meccanizzate di ultima generazione che cercano di difendere il pianeta, ma soprattutto la loro comunità e il loro raccolto. Una storia molto interessante e ben raccontata con risvolti emotivi verso la fine. Niente di così originale e profondo da lasciarti un messaggio particolare e profondo.

10.

Il Dominio dello Yogurt

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Diretto da Victor Maldonado e Alfredo Torres, con animazione da Blow Studio, adattato da Janis Robertson, e nel cast: Maurice LaMarche (come narratore) e Alexia Dox.

L’idea di fondo è molto carina ed originale, l’unica pecca forse è la lunghezza che rende questo episodio troppo scarno e certe volte anche frettoloso. L’idea che una coltura di Lactobacillus geneticamente modificata possa risolvere tutti i problemi del mondo portando la terra al massimo splendore è divertente. Dopotutto ribalta completamente il mito dell’invasione.

9.

Dolci 13 anni

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Diretto da Jerome Chen, con l’animazione di Sony Pictures Imageworks, i doppiatori sono Daisuke Tsuji, Nestor Serrano, Stanton Lee, Noshir Dalal, Jeffrey Pierce, David Paladino, Jeff Śchine e Melissá Sturm.

Ambientazione molto realistica grazie al CG che permette anche di riconoscere alcune facce note dello star system. La storia si concentra infatti su una giovane pilota, Samira Wiley, che guida la navicella più sfortunata della flotta che da quel momento diventa invece la più fortunata. Il numero 13 è il centro focale del cortometraggio non a caso è anche l’episodio 13 ed è lungo 13 minuti. Ciò che distingue Lucky 13 è quel qualcosa di speciale difficile da definire, ma che emerge solo quando l’hai finito di vedere. Un legame indissolubile tra macchina e essere umano.

8.

Oltre l’aquila

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Diretto da Léon Bérelle, Dominique Boidin, Rémi Kozyra e Maxim Luère, con animazione di Unit Image e con Henry Douthwaite, Madeleine Knight, Rebecca Banatvala, Delroy Brown e Grahame Fox.

Speriamo che ti piaccia l’animazione realistica, perchè come avete notato moltissimi corti di Love Death and Robots hanno questa peculiarità e Oltre l’aquila è uno di questi. Probabilmente è il prodotto più “sci-fi” dell’intera stagione, sembra far parte del franchise di Alien. Ambientato nello spazio a bordo di una massiccia nave che sembra essere finita fuori rotta. Mentre tutto l’equipaggio dorme, il capitano è sempre sveglio e vigile. Fortunatamente per lui, una vecchia fiamma sembra essere lì ad aspettarlo.

7.

L’Era Glaciale

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Diretto da Tim Miller, il corto è un adattamento del racconto di Michael Swanwick, adattato da Philip Gelatt e interpretato anche da John DiMaggio e Roger Craig Smith.

L’Era Glaciale è forse uno dei pochi cortometraggi che hanno come protagonisti persone umane. Topher Grace e Mary Elizabeth Winstead scoprono una civiltà nascosta nel loro congelatore e ne rimangono affascinati. Infatti passano l’intera giornata ad assistere all’ascesa e alla caduta dei piccoli inquilini. A parte alcuni dialoghi un po’ forzati, è il primo a presentare un’idea interessante ed originale.

6.

Il vantaggio di Sonnie

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Diretto da Dave Wilson, con animazione di Blur Studio e con le voci di Helen Sadler, Hayley McLaughlin, Time Winters, Omid Abtahi, Christine Adams, Hakeem Kae-Kazim e Braden Lynch.

Quando si dice partire con il botto! Il vantaggio di Sonnie è infatti il primo corto che lo spettatore guarda e credo proprio che ne rimane anche leggermente scosso da quanto sia cruento. Siamo immersi nella malavita di una città oscura e sporca, la protagonista è una lottatrice o meglio un pilota neuronale di creature piuttosto macabre. In poche parole dovete pensare ad un Fight Club di stile fantascientifico.

5.

Tre Robot

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Diretto da Victor Maldonado e Alfredo Torres, con animazione di Blow Studio, con le voci di Josh Brener, Gary Anthony Williams e Chris Parnell.

Tre robot rimane subito in mente per via dell’umorismo. Questa sua peculiarità la fa diventare un vero e proprio racconto fuori dal coro. Dopotutto un po’ di leggerezza fa solo che bene, ma in questo particolare caso si tratta di satira noir. I protagonisti esplorano un mondo privo di umani, tranne che per alcuni cadaveri ben decomposti.

4.

Alternative Storiche

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Diretto da Victor Maldonado e Alfredo Torres, con animazione da Sun Creature Studio, il cortometraggio presentava le voci di Rebecca Riedy, Dieter Jansen, Scott Whyte e Chris Cox.

Se hai bisogno di una pausa da violenza e tette, beh questo episodio non fa al caso vostro, ma almeno posso garantirvi che è divertente. In poche parole Alternative Storiche è un app multiversity che consente agli utenti di cambiare il corso della storia. Prende come esempio Hitler e sei suoi diversi scenari di morte. Caratterizzato da uno stile d’animazione molto più fumettistico presenta però sfondi realistici.

3.

La notte dei pesci

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Diretto da Damien Nenow, con animazione da Platige Image Studio e interpretato da Kirk Thornton e Yuri Lowenthal.

Non so voi, ma io quando ho visto questo breve episodio mi sono sentita trascinata in un cartone di Miyazaki. In una sequenza notturna splendidamente animata, i fantasmi fluorescenti di tutti i tipi di pesci prendono vita in una splendida danza. Non ha una storia consistente, ammetto, ma la grafica è di una bellezza inaudita.

2.

La testimone

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Prodotto originale del regista e scrittore Alberto Mielgo, con l’animazione di Pinkman.TV, e nel cast Emily O’Brien, Ben Sullivan, Matt Yang King, Nolan North e Anastasia Foster.

Un episodio davvero particolare che colpisce nel profondo. La testimone oltre ad essere una tavolozza rigogliosa e colorata che porta in vita volti dipinte, neo-geishe e paesaggi urbani futuristici, approfondisce meglio il senso di angoscia e terrore che ti assale quando assisti a qualcosa di veramente brutto. Completamente mind-blowing!

1.

Buona Caccia

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Diretto da Oliver Thomas, con animazione a cura di Red Dog Culture House, e con le voci di Elaine Tan, Matt Yang King, Gwendeline Yeo, Maddox Henry, Sumalee Montano e JB Blanc.

A prima vista, questa tradizionale animazione 2D è simile a quella di Avatar, non il prodotto di Cameron, ma The Last Airbender. Questa similitudine emerge specialmente per quanto riguarda lo stile del personaggio e dello storytelling, ovviamente fino a quando non arriva anche la nudità. Questa storia copre un certo numero di anni, dalla prima caccia del ragazzo con suo padre, alla sua giovane età, al suo eventuale viaggio a Hong Kong per lavorare al servizio degli inglesi. È anche una sorta di storia d’amore tra il giovane e uno spirito volpe.

Qual è il vostro episodio preferito? Fatecelo sapere in un commento!