Maniac, il distopico mondo di Cary Fukunaga

Emma Stone e Jonah Hill sono i volti della nuova serie di fantascienza targata Netflix ed è chiaro fin dall’inizio che qualcosa non va nei due protagonisti. In Maniac, Annie e Owen interpretano infatti due persone così disperate che per combattere i loro demoni interiori cadono nelle grinfie di uno strano processo farmaceutico.

Forse non tutti lo sanno, ma Maniac di Cary Fukunaga prende ispirazione dall’omonima serie norvegese. Nell’originale recitava Espen PA Lervaag che interpreta una verietà di versione diverse di se stesso mentre fantastica in un ospedale psichiatrico. La storia però ha del comico a differenza del remake americano che fornisce una versione più assurda e distopica.

La domanda che ci sorge spontanea, quello che vediamo è ispirato a fatti realmente accaduti oppure è solo una realtà fittizia?

Il farmaco U.L.P.

Come ci si potrebbe aspettare tutti i segni e gli indizi ci portano a pensare che questo misterioso farmaco sia frutto dell’invenzione dell’autore. Il che è grandioso considerando che la droga manda le coscienze di Annie e di Owen in strane dimensioni alternative.

Poi un video promozionale fasullo della Neberdine Pharmaceutical Biotech delinea dettagliatamente tutti gli effetti che questo medicinale possa avere sui suoi paziente. Infatti, secondo il dott. James K. Mantleray e il suo socio Robert Muramoto, l’ansia, il disturbo da stress post-traumatico, la dismorfia corporeo, il desiderio sessuale ipoattivo e la depressione possano essere guariti con tre semplici pastiglie. L’idea in teoria sembra molto carina, ma anche molto sospettosa.



Come sostiene Justin Theroux, l’attore che interpreta Mantleray:

“Ci voglio decenni per fare in modo che la terapia sia efficace. Se funzionasse davvero sarebbe formidabile perché con tre pillole potrei curarmi da ogni problema. È un po’ come il mal di testa, se è insopportabile prendi un medicinale e stai bene.”

Il personaggio di Annie Landsberg

Una donna dall’aria misteriosa partecipa ad una sperimentazione farmaceutica con effetti collaterali inattesi. Questo incipit potrebbe essere estrapolato da una storia di fantascienza oppure da uno spaccato di vita reale. Il personaggio di Annie Landsberg, in Maniac, è però fittizio. Vi dirò di più non era nemmeno presente nell’originale versione norvegese cui la serie ideata da Cary Fukunaga prende ispirazione. È stata creata appositamente per Emma Stone.

“Era una di quelle persone con cui ho sempre voluto lavorare. Quando Michael Sugar, il produttore, mi ha chiesto chi volessi nella serie tv ho subito detto il suo nome.”




Nonostante non sia una persona realmente vissuta, gli spettatori riescono lo stesso a connettersi e a commuoversi per la sua storia. Stando infatti alla descrizione fornita da Netflix, Annie è una persona “insoddisfatta senza motivo” fissata su relazioni interrotte come quella della madre e della sorella.

Il personaggio di Owen Milgrim

Nemmeno il personaggio interpretato da Jonah Hill sembrerebbe basato su una persona reale. Lo schizofrenico Owen è un Milgrim, una delle famiglie più ricche di Manhattan ed in crisi a causa di uno scandalo sessuale. La sua malattia in combinazione con l’ansia, la complicata dinamica familiare e la perdita del lavoro portano il protagonista ad iscriversi al traial clinico della Neberdine Pharmaceutical Biotech.

Stando alla critica il personaggio di Hill non sembrerebbe particolarmente riuscito. Scrive Emily Nussbaum sul The New Yorker:

“Non c’è chimica, né comica, né romantica.”

L’attore americano tuttavia lotta dando un’interpretazione quasi convincente del personaggio come una figura scoraggiata, intrappolata ed isolata dal mondo reale.



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