Tutto su Felix Gallardo, il villain di Narcos: Mexico, dalla caduta del suo cartello ad oggi


La nuova stagione di Narcos, o meglio il nuovo spin-off, racconta le vicende di Felix Gallardo, uno dei volti più noti del narcotraffico messicano. Forse la stragrande maggioranza di voi, prima di venerdì 16, non sapeva neanche chi fosse; altri, invece, sì poiché avranno avuto una certa familiarità con le storie sul commercio di droga. Ciò non toglie che la storia valga la pena né di essere raccontata e di essere vista 

Dopotutto la fama di Escobar non ha impedito il successo della serie. 



Che fine ha fatto Miguel Ángel Félix Gallardo? 

Ai giorni nostri il noto narcotrafficante sta scontando una pena detentiva di 37 anni. Come ha riportato l’Associated Press il motivo principale è per l’uccisione dell’agente della DEA Enrique “Kiki” Camarena. Ovviamente a questo bisogna aggiungere anche una condanna iniziale di 40 anni per traffico di stupefacenti e corruzione.  

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La caduta di Gallardo è stato un momento cruciale nella storia del cartello messicano. L’omicidio di Camarena infatti attirò per la prima volta l’attenzione sulle barbarie che lui ed altri leader del narcotraffico stavano attuando per mantenere vivo il loro commercio. La sua incarcerazione ha permesso ad altri signori della droga di prendere in mano il potere. Tra questi non bisogna dimenticare ovviamente il famigerato Joaquin Archivaldo Guzman Loera, meglio conosciuto come El Chapo.  

La famiglia di Gallardo sulla questione carceraria 

Nel 2011, come ha riferito il Washington Post, la moglie e figli hanno aperto una pagina dove hanno pubblicato una lettera aperta al segretario messicano Genaro Garcia Luna affermando che l’ex signore della droga subiva le peggio atrocità in carcere.  

“Per più di tre anni, senza alcuna giustificazione, le autorità carcerarie lo hanno tenuto segregato ed isolato impedendogli di partecipare a qualsiasi attività fisica, sportiva ed educativa.” 

Lo stesso Gallardo firmò poi una lettera scritta dal compagno El Chapo sostenendo che le condizioni nel carcere federale di Almoloya, in Messico, fossero disumane.  

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L’attenzione mediatica di Gallardo 

Nonostante fosse rinchiuso in un carcere federale, Miguel Ángel Félix Gallardo è riuscito lo stesso a comunicare con il mondo esterno. Nel 2008, infatti, in collaborazione con il giornalista Diego Osorno, è riuscito a far passare di nascosto una raccolta di memorie. La rivista messicana Gatopardo è riuscita a pubblicarle in esclusiva. Un racconto molto interessante ed avvincente che tratta di tutto: dalla sua famiglia fino alle difficoltà riscontrate nell’essere uno spacciatore. 



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