La Teoria del Tutto: tre interessanti curiosità sul film su Stephen Hawking

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La Teoria del Tutto è una pellicola biografica del 2014 sulla vita del celebre astrofisico Stephen Hawking. In questo articolo troverete tre curiosità di cui, probabilmente, non eravate a conoscenza. Vediamo quali!

La Teoria del Tutto è l’adattamento cinematografico del libro Verso l’infinito, scritto da Jane Hawking, ex-moglie di Stephen. Oltre a narrare la progressiva affermazione del fisico nella comunità scientifica internazionale, affermazione che va di pari passo con il progredire della malattia degenerativa, il film si focalizza anche sul rapporto con Jane e su come questo abbia aiutato Stephen a superare delle sfide veramente enormi.

La mente geniale di Hawking è stata interpretata magistralmente da Eddie Redmayne, tanto che questa prova attoriale gli ha permesso di conquistare l’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Tuttavia, nonostante la fama mondiale che il film ha conquistato, ci sono alcune curiosità che non tutti conoscono e che rendono la pellicola ancora più affascinante.

La teoria del tutto, 3 curiosità.
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La meticolosa preparazione di Eddie Redmayne

Eddie Redmayne si incontrò con Hawking solo una volta prima dell’inizio delle riprese. Lo stesso attore disse: “Durante le tre ore passate con lui disse a malapena otto frasi“, aggiungendo poi, “Non mi sembrava di essere nella posizione di poter chiedere cose intime“.

Nonostante ciò Redmayne trovò vie alternative per preparasi al ruolo. Perse quasi dieci chili e si allenò per quattro mesi con una ballerina, così da poter controllare alla perfezione il proprio corpo. Conobbe malati di SLA, si segnò in un grafico l’ordine in cui i muscoli dello scienziato degenerarono e passò svariate ore al giorno di fronte ad uno specchio per imparare a gestire le proprie espressioni facciali. Inoltre trascorse giornate intere curvo sul proprio letto per assumere la posizione di Hawking sulla carrozzina, tanto da arrivare a disallineare la propria colonna vertebrale.

La teoria del tutto, 3 curiosità.

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L’attore dichiarò in seguito di essere un “maniaco del controllo” e di “essere stato fin troppo ossessivo, un comportamento sicuramente non sano“.

Stephen Hawking e La Teoria del Tutto

Il fisico, dopo aver visto la pellicola, inviò una mail al regista James Marsh dicendo che in alcuni punti l’interpretazione di Eddie Redmayne era stata tanto perfetta da dargli l’impressione di guardare se stesso. Inoltre Hawking commentò il film dicendo che è “in linea di massima veritiero“. Non a caso egli prestò la sua voce per alcune delle battute finali.

Stephen Hawking e Eddie Redmayne.

Lo sceneggiatore Anthony McCarten disse di aver visto un’infermiera asciugare una lacrima dal viso di Stephen alla fine della proiezione del film. A testimonianza di come La Teoria del Tutto abbia toccato l’astrofisico e i suoi familiari, sia Eddie Redmayne che Felicity Jones (Jane Hawking nel film) furono presenti al suo funerale.

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Una canzone per la (fanta)scienza

La citazione “Daisy, Daisy. Give me your answer, do […]” detta da Hawking mentre sperimenta l’allora nuovo dispositivo vocale è tratta dal famoso brano Daisy Bell (1892) di Harry Dacre. Questa canzone venne usata nel 1961 per la prima dimostrazione pubblica di composizione testuale da parte di un computer. Infatti venne “cantata” da un IBM 704.

Come tributo a quell’evento, Daisy Bell venne cantata anche da HAL 9000 in una delle scene più famose di 2001: Odissea nello Spazio, ossia quando il computer, dopo essere stato disattivato, lentamente deteriora le proprie abilità comunicative. Coincidenza con il deterioramento fisico di Stephen Hawking?

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La Teoria del Tutto su Netflix

Il film sarà disponibile a partire dal 1 Gennaio 2020 sulla piattaforma streaming, e consiglio a tutti coloro che non lo avessero ancora visto di recuperarlo durante le festività, perché sicuramente merita almeno una visione.

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Ah, per i più curiosi sulla pagina di IMDB dedicata alla pellicola potete trovare numerose altre curiosità!