Black Mirror 4 | Black Museum

Ed eccoci arrivati all’ultimo episodio di questa quarta stagione. Dopo un po’ di alti e bassi, tra racconti angoscianti e quelli un po’ meno, Charlie Brooker decide di concludere questo ciclo di puntante con Black Museum. Strutturato come una matrioska russa, racconta tre diverse storie apparentemente scollegate tra di loro, ma che in verità, successivamente, si scopre non essere così.

Possiamo trasferire la coscienza umana? Come si fa a percepire il dolore delle persone? É etico ospitare qualcun altro dentro di noi? Tutte domande che trovano la propria risposta in questo racconto suggestivo. Questa volta siamo all’interno del famoso Black Museum, il museo del crimine dove ogni visitatore ha il piacere di conoscere tutti i deliri e i misfatti compiuti dall’uomo. Ovviamente la vera protagonista di questo episodio è la tecnologia utilizzata come strumento del Male.

Black Mirror: Letitia Wright in una scena dell'episodio Black Museum

In attesa che la sua macchina si carichi, Nish decide si ammazzare il tempo facendo visita al museo lì vicino. A fare da cicerone è Rolo Hayenes, il custode-fondatore della mostra e appassionato di storie noir che precedentemente si occupava di nuove tecnologie all’ospedale San Juniper. Quello che sembrava una normale visita si trasforma però in una vera e propria vendetta personale.

voto 8

Forse uno degli episodi migliori dello show. Una storia non memorabile, ma nemmeno deludente, che sicuramente verrà ricordata per la sua natura autocelebrativa. Infatti, all’interno del museo vengono disseminati qua e là piccoli tributi alla serie tra api assassine, fumetti, tablet e molto altro. Che le puntate siano ambientate nello stesso universo?

Alla fine mette in mostra tre diverse storie tutte accomunate dal medesimo desiderio di non arrendersi davanti alla morte e al dolore. Si parte sempre con le migliori intenzioni fino a quando non si rimane invischiati in situazioni squallide e folli.

Cosa ne pensate di Black Museum? Fatecelo sapere in un commento!

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