Dov’è il mio corpo: Netflix ci racconta una fiaba moderna

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I Lost My Body Netflix

Dov’è il mio corpo è un film d’animazione francese del 2019, distribuito da Netflix e che possiamo definire una fiaba ambientata ai nostri giorni. Vediamo perché!

Una mano amputata “cammina” per le strade di Parigi alla ricerca del suo corpo, appartenente a un ragazzo che a sua volta cerca una ragazza di cui conosce solo la voce. Questo è il concept di Dov’è il mio corpo. Non male come idea di base. Se poi aggiungiamo un’animazione simil-acquerello il risultato è un film profondo, stravagante e alternativo. Non tanto per la storia che ci racconta ma per il punto di vista attraverso cui ci viene mostrata.

Una storia di pezzi di corpo e cuori fatti a pezzi. Detto così sembra quasi macabro, invece tutto è delicato, come i colori dell’animazione. I Lost My Body (in inglese) è un dramma che colpisce (la colonna sonora azzeccatissima aiuta) diritto in pancia. È un flusso di emozioni che non lascia spazio a troppi pensieri. E ovviamente è bello da vedere, tanto da meritarsi la nomination agli Oscar 2020 come Miglior Film di Animazione (tra gli altri anche Klaus, sempre prodotto Netflix).

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Un nuovo talento nell’animazione internazionale

La storia è un adattamento del libro Happy Hand, scritto da Guillaume Laurant, autore nominato agli Oscar per la sceneggiatura de Il Favoloso Mondo di Amélie. Intrecciando abilmente trama, suono e animazione il regista e scrittore Jérémy Clapin ha creato un mondo onirico. Una Parigi misteriosa e romantica, dura e malinconica. Dov’è il mio corpo inserisce a pieno titolo questo giovane autore “tra i grandi nomi dell’animazione internazionale“, come riporta il The Guardian.

Dov'è il mio corpo

Naoufel, Gabrielle e La Mano

La sequenza iniziale del film è senza dubbio degna di nota. Una mano amputata evade dalla sala operatoria in cui si trovava. In pochi minuti si passa da una stanza angusta e buia alla grandezza di Parigi. Che, ovviamente, dal punto di vista di una mano è un posto abbastanza pericoloso… a questo punto dei flashback legati alla memoria tattile dell’arto ci fanno capire a chi appartiene il resto del corpo: un bambino di nome Naoufel.

Mano Dov'è il mio corpo Netflix

Di colpo veniamo catapultati nella vita di Naoufel, ormai ragazzo. Una vita non semplice sicuramente, priva di significato finché non conosce (indirettamente, molto indirettamente) Gabrielle. Da qui il film diventa un susseguirsi di situazioni che piano piano vediamo stringersi attorno ad un nucleo che è l’incontrarsi dei tre protagonisti (di cui uno, vi ricordo, è una mano).

Kinsugi: l’arte di riattaccare i pezzi assieme

Mentre la nostra Mano, stile Famiglia Adams, sopravvive alle minacce che una metropoli nasconde, scopriamo sempre di più su Naoufel. Un ragazzo che aveva perso tutto e all’improvviso trova uno scopo: conoscere Gabrielle! E lo vuole così tanto che cambia casa, lavoro, vita pur di starle vicino. Velocemente i nodi iniziano a venire al pettine, i pezzi si riattaccano. Ora, non voglio spoilerare o raccontare tutta la trama, ma le cose non andranno come previsto. E questo sarà l’evento che ci farà capire il perché della Mano, ma non il suo significato.

Dov'è il mio corpo
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Corpo, tempo e affetti

Per il significato dobbiamo aspettare la fine, la catarsi finale. Quando i protagonisti si incontrano, si trovano nello stesso posto, ma in momenti diversi. Questo perché così come le varie parti del corpo e, in fin dei conti i protagonisti, anche il tempo viene sezionato: tre linee temporali che si intrecciano continuamente senza mai incontrarsi veramente. Un gioco di realtà e fantasia, ombre e luci, che solo l’animazione poteva essere in grado di rendere in maniera così bella.

Tornando a noi, la catarsi finale racchiude, perlomeno dal mio punto di vista, il significato del film. Una breve odissea emotiva che ritrae “la lotta necessaria per trovare la bellezza in un mondo che ci costringe a dimenticare parti di noi stessi lungo la strada“, spiegato perfettamente su IndieWire.

Semplificando, nonostante la sfiga sia sempre in agguato e gli astri possano non sempre coincidere proprio come l’amore, siamo ancora in grado di stupirci. Di vedere il bello anche quando tutto sembra essere esattamente l’opposto. Già solo il messaggio vale la pena di vedere questo film, fidatevi.

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