ENOLA HOLMES: la recensione del film con Millie Bobby Brown

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Enola Holmes è arrivata su Netflix soltanto ieri, ma già su Rotten Tomatoes ha totalizzato un 91% di gradimento da parte del pubblico. Ecco la nostra recensione!

Nata dalla penna di Nancy Springer, Enola Holmes è la protagonista di una serie di romanzi per ragazzi, arrivati, finalmente, anche in Italia grazie alla casa editrice De Agostini.

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Il film vede protagonisti Millie Bobby Brown nel ruolo di Enola Holmes, Henry Cavill in quello di Sherlock, Sam Clafin è Mycroft e Helena Bonham Carter è la matriarca della famiglia Holmes, Eudoria. Nel cast ci sono anche Louis Partridge che interpreta il Marchese Tewksbury, Fiona Shaw nei panni della severa direttrice dell’istituto femminile, Miss Harrison e Adeel Akthar è l’ispettore di Scotland Yard, Lestrade.

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La trama di Enola Holmes

Terzogenita della famiglia Holmes, Enola è cresciuta dalla madre Eudoria nella tranquillità della casa di famiglia, nelle campagne londinesi, ma vivendo ogni giorno emozionanti avventure grazie alla madre e apprendendo arti altrimenti proibite al genere femminile di quell’epoca. Tuttavia, la mattina del suo 16 compleanno, Eudoria scompare misteriosamente, inscenando un rapimento e a Enola non resta che contattare i suoi fratelli maggiori, l’arrogante Mycroft e il geniale detective Sherlock Holmes.

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Inizia così una rocambolesca fuga verso Londra, l’incontro con un giovane marchese dalle idee progressiste e una catena di messaggi cifrati e codici misteriosi che condurranno Enola a scoprire cosa si cela dietro la sparizione di sua madre e, aspetto più importante, a scoprire quale sarà il suo futuro.

Enola Holmes – omen nomen

Omen nomen: un nome è un presagio, si dice, e nel caso di Enola Holmes non potrebbe essere più vero. Non soltanto Enola ha sulle spalle il peso della fama che il suo cognome comporta, ma l’anagramma del suo nome, come è più volte rimarcato nel film, è alone, cioè sola. Una doppia fatica da portare per una ragazza così giovane.

Enola Holmes - Wikipedia

Sua madre Eudoria le ha dato questo nome e le ha insegnato tutto ciò che una signorina di buona famiglia non dovrebbe sapere: letture progressiste, chimica, arti marziali. Plasma il suo mondo ed è l’unica presenza costante della figlia, dal momento che i due fratelli maggiori, Mycroft e Sherlock, sono andati via di casa e hanno una costruito una vita a Londra. Enola, pur non avendo molti ricordi di entrambi, li ama e ha per Sherlock una particolare predilezione, tanto  da conservare i ritagli di giornale che parlano dei suoi casi.

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Eudoria, Enola e Sherlock, inoltre, condividono l’intelletto sopraffino e la passione per i codici e i misteri da risolvere ed è interessante che il regista faccia derivare questo talento proprio dal lato materno della famiglia e non da quello paterno. Ma, in generale, nel film di Harry Bradbeer, sono le donne a promuovere il cambiamento nel mondo, mentre spesso, agli uomini è riservato il ruolo di spettatori o di oppositori.

Un personaggio cucito su misura per Millie Bobby Brown

Enola Holmes è un fresco e ironico film di formazione: osserveremo Enola, in costante bilico tra i problemi legati alla sua età e un mondo intorno a lei che cambia rapidamente, muoversi come sull’orlo di un precipizio, attenta al passo successivo, perché il rischio di una caduta è molto alto.

Enola Holmes, Recensione del film Netflix con Millie Bobby Brown

Millie Bobby Brown dà vita a un personaggio frizzante, coraggioso e pieno di fuoco, e libera dall’ombra di Eleven di Stranger Things. L’attrice offre un’ottima interpretazione di questa giovane donna alla scoperta di se stessa, cucendo su di sé il personaggio e rompendo continuamente la quarta parete (come in Fleabag, dopotutto il regista è lo stesso) con ammiccamenti, commenti sarcastici e spiegazioni, alcune, però, non necessarie. La passione con cui Enola si muove e compie ogni azione non può non coinvolgere lo spettatore e farà sicuramente presa sul pubblico più giovane.

Il viaggio dell’eroina

Quando il giorno del suo compleanno (16 candeline, un numero importante, che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta) sua madre scompare, Enola sperimenta la solitudine che ha inciso nel suo nome fin dalla nascita. Il processo di separazione è doloroso, perché per tutta la vita le due donne hanno vissuto l’una per l’altra e nei ricordi della ragazza c’è sempre e solo la madre, una donna impavida, forte, anticonformista. Il suo abbandono richiama un po’ con quello dei protagonisti delle favole (Hansel&Gretel, Pollicino), ma è anche la prima tappa del Viaggio dell’Eroina, che vede la figlia e la madre separarsi.

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Da quel momento Enola dovrà fare affidamento su se stessa e su ciò che la madre le ha insegnato (decidendo ogni volta, tuttavia, di disattendere a ciò che ha appreso) per sopravvivere ed è qui che incontra già il primo ostacolo: Eudoria l’ha preparata per combattere e trovare indizi nascosti ad altri, ma non le ha spiegato come muoversi in un mondo caotico e in rapido mutamento come Londra.

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A brave new world

Come nella Londra dello Sherlock Holmes di Guy Ritchie, ci sono in corso cambiamenti importanti, ventate di novità che sconvolgeranno lo status quo e che alcuni sono intenzionati a ostacolare. Parliamo del diritto al voto e perché no, del suffragio universale.  Il problema della Riforma costituisce la sottotrama del film e diventerà fondamentale per lo scioglimento di tutti i nodi e non sembra un caso che se ne parli anche alla vigilia delle elezioni americane…Enola Holmes sembra invitare a prendere una posizione, non dice apertamente quale (o forse sì), ma invita a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e decisioni.

The Big Brother(s)

Enola è la protagonista indiscussa del film, merito come abbiamo detto di Millie Bobby Brown e delle tematiche apertamente femministe e teen del film, mentre ai due più famosi fratelli maggiori è affidato il ruolo di comprimari: Mycroft è l’arrogante fratello maggiore, un agente del governo che cerca di incanalare la vivacità di Enola in qualcosa di più appropriato per una signorina dell’epoca e Sam Clafin fa un buon lavoro nell’interpretare il pomposo Mycroft.

Enola Holmes recensione film con Millie Bobby Brown Henry Cavill [Netflix]

Henry Cavill ha il compito (più arduo) di portare sulla scena il detective più conosciuto del mondo, dovendosi confrontare con l’interpretazione del moderno Robert Downey Jr. nel film steampunk di Guy Ritchie e la versione ancora più raffinata di Benedict Cumberbatch creata da Mark Gatiss e Steven Moffat. Ci riesce in parte, mostrando un lato più emotivo del personaggio, che è valso al film le critiche dell’Arthur Conan Doyle Estate, che detiene i diritti delle opere dello scrittore, ma è interessante il suo rapporto con Enola, in cui Sherlock si rivede e per cui prova affetto e ammirazione.

In conclusione…

Enola Holmes è un ottimo teen movie, che coniuga bene le tematiche del genere (ricerca della propria identità, rapporti famigliari, crescita emotiva, romanticismo, ecc.) con scene d’azione, momenti di humor british e sentimentalismi. Parla ai giovanissimi, creando un’eroina per le nuove generazioni, ma sa anche catturare l’attenzione di chi gli anni dell’adolescenza li ha passati da un po’.

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