Netflix&Cult | 2001: Odissea nello spazio

2001: Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick che ha segnato una svolta nella storia del cinema, è da oggi disponibile su Netflix.

2001: Odissea nello spazio è una sorta di monumento, non solo del cinema, ma dell’arte tout court. Rappresenta uno sguardo feroce, allucinato e al tempo stesso lucido e oggettivo rivolto all’evoluzione umana. Kubrick cattura su pellicola la storia dell’uomo e la sua possibile direzione verso un futuro incerto: la ricerca di una conoscenza esatta che conduce però ad altre incertezze. Una vera e propria odissea ambientata negli abissi dello spazio!

Andiamo a capire perché questo film è considerato una pietra miliare!

Monolite
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Trama (riassunta che di più non si può)

Il film inizia con una delle scene più famose del cinema: un gruppo di ominidi ottiene conoscenza e abilità tecniche grazie ad un monolite nero, di probabile origine aliena. Queste nuove capacità consentono loro di sovrastare gli altri esseri viventi: è il primo passo verso la razza umana.

2001: Odissea nello spazio

Milioni di anni dopo, nel 1999 (ricordiamo che il film è del 1968), durante una spedizione lunare, viene ritrovato lo stesso monolite il quale, illuminato dai raggi solari, emette un segnale radio indirizzato verso Giove.

Sulla luna

A questo punto l’odissea ha inizio. Pochi mesi dopo un team composto di cinque astronauti (tre ibernati) e dall’intelligenza artificiale HAL 9000 parte alla volta di Giove. Solo il computer sa il vero scopo della missione: indagare fenomeni extraterrestri. Il dover nascondere informazioni agli umani crea un contrasto interiore nel computer, e questo fa sì che i membri svegli dell’equipaggio vogliano disattivarlo. HAL comprende il piano ed uccide gli ibernati assieme ad uno dei due astronauti presenti, finché, dopo un’estenuante lotta, il comandante Bowman riesce a spegnerlo e a scoprire il vero obiettivo della missione.

HAL 900
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Arrivato presso l’orbita di Giove, Bowman trova un ulteriore monolite. Tentando di avvicinarsi, egli viene inghiottito da un tunnel spazio-temporale (molto simile ai viaggi a velocità della luce di Star Wars), per poi ritrovarsi incomprensibilmente in una stanza. Qui spazio e tempo sono tutt’uno: infatti il capitano può vedere se stesso mentre attraversa i diversi stadi della vita. L’ultimo tentativo di toccare il monolite lo farà rinascere in una forma di vita superiore. L’odissea è finalmente terminata

2001: Odissea nello spazio

Interpretazioni: Nietzsche e il super uomo

Molte sono le possibili interpretazioni di 2001: Odissea nello spazio. La più gettonata sottolinea alcuni punti di contatto tra il film e la filosofia di Friedrich Nietzsche.

Innanzi tutto il percorso di evoluzione che porta l’uomo allo stato primitivo a venerare un monolite (identificabile con Dio) fino ad arrivare all’uomo moderno che venera e ricerca a tutti i costi un’altra divinità: la Scienza

Capitano Bowman

Sarà proprio tale ricerca, per forza di cose fallimentare, a dar vita alla possibilità di un uomo migliore, in grado creare il proprio mondo con la sola forza di volontà: parliamo del Super Uomo, ossia del capitano Bowman dopo la “rinascita“. 

2001: Odissea nello spazio

Tutto il film esprime il continuo conflitto tra Apollineo (l’orine, la scienza) e il Dionisiaco (il caos, l’ignoto e la follia). Sicuramente la scelta di Kubrick ambientare il film nello spazio non è casuale: lo spazio infatti è il luogo in cui l’unica arma dell’uomo è la scienza, che si deve confrontare con qualcosa di infinitamente più grande.

Il viaggio
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Conclusioni

Indipendentemente dalle riflessioni filosofiche, 2001: Odissea nello spazio è un film che deve essere visto. Il fatto di poterlo vedere su Netflix non fa che rafforzare questa tesi: ogni appassionato di cinema e televisione non deve (e non può) perdersi questo capolavoro senza tempo!