Nomination Time | Icarus

Con un pochino di ritardo torna anche Nomination Time, la nostra rubrica esclusiva che presenta tutti i prodotti originali Netflix candidati agli Academy Awards 2018. Per questa speciale settimana di chiusura delle Olimpiadi invernali, abbiamo scelto per voi il documentario Icarus, candidato per la categoria Best Documentary Feature.
Vi siete mai chiesti come mai gli atleti russi non abbiano gareggiato sotto il nome della loro patria, ma con l’appellativo Atleti olimpici dalla Russia?
A spiegarlo è Bryan Fogel, un giornalista appassionato di ciclismo, che decide di tuffarsi in prima persona nel mondo del doping sportivo. Egli cerca un esperto che possa doparlo senza però mai risultare positivo ai test anti-doping. Icarus è quindi un documentario che mostra come questo sistema di controllo sia facilmente eludibile.


Nel corso delle sue ricerche Bryan entra in contatto con Grigory Rodchenkov, supervisore del laboratorio olimpico di Mosca ed ideatore di un programma di doping di stato atto a migliorare le condizioni fisiche degli atleti russi ai giochi olimpici di Sochi dove hanno vinto 13 medaglie d’oro.

La Russia è un Paese che ha investito 50 miliardi di dollari nelle Olimpiadi e ha usato quelle Olimpiadi per consolidare la propria situazione politica interna e invadere un altro Paese per orgoglio nazionale. Questa è una situazione straordinaria, ma penso che sarebbe poco saggio dire che altri non facciano lo stesso in merito al doping, anche se non c’è un’altra nazione che possa aver progettato un sistema così complesso come quello russo. La verità è che non è stato un solo il caso di Sochi, c’è stata Londra, c’è stata Pechino, si risale molto indietro e non è mai finita. Non c’è mai stato un anti-doping in Russia, non è mai esistito.

Una volta fatto il suo ingresso, la storia di Grigory è diventata Icarus. Il ciclismo è passato  subito in secondo piano dando maggiore spazio alle vicende olimpiche, alla confessione del medico russo contro il suo governo e alla sua incolumità.

voto 9


Un documentario estremamente interessante che mostra i veri retroscena di un mondo che pensavamo etico e giusto. Una ricerca interessante che mette in luce una realtà disarmante al punto da diventare un vero e proprio thriller politico.
Cosa faresti pur di conquistare la medaglia d’oro? 
Secondo Grigory nessuno riuscirebbe a vincere i giochi olimpici senza alcun aiuto farmacologico. Un’affermazione molto dura specialmente riferita ad un mondo, quello sportivo, dove vigono eticità e correttezza, ma che molto probabilmente ha il suo fondo di verità, dal momento che il suo sistema risulta efficace.
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