Seven Seconds | La vera storia di Brenton Butler

Arrivata su Netflix da appena una settimana, la nuova serie originale, creata dalla penna di Veena Sud, dipinge un brutale quadro sulla corruzione della polizia. Segue con maestria le vicende attorno alla morte di Brenton Butler, un giovane adolescente di colore investito da un poliziotto bianco, e come questo caso diventi successivamente il fulcro di una questione razziale.
E se vi dicessi che Seven Seconds si ispira ad una storia vera?
Pochi infatti sanno che Brenton Butler è realmente esistito, ma le sue vicende sono andate diversamente da come racconta la serie TV. Come ha dichiarato la stessa showrunner:

“La scelta del nome del personaggio si è ispirata al vero Brenton Butler perchè la sua storia è così straziante ed intensa da aver messo in luce i vari problemi del sistema giudiziario americano che criminalizza incondizionatamente giovani uomini neri innocenti.”

Seven Seconds però si limita esclusivamente a citarne il nome, per quanto riguarda la trama invece si collega ad altre storie di ingiustizie con al centro sempre un giovane di colore. Le vicende di Butler dunque non vengono propriamente ricostruite nella serie, ma, a nostro avviso, è bene conoscerle.

Chi è dunque Brenton Butler veramente?

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La sua storia divenne abbastanza nota a livello internazionale grazie al noto documentario Murder On A Sunday Morning che vinse pure l’Oscar.

“Brenton Butler è stato fermato quella mattina … perché era un maschio nero”

Siamo nel maggio del 2000, stazione di Jacksonville, Butler viene arrestato con l’accusa di omicidio di un turista georgiano in un motel. Il giovane confessa il crimine anche se l’arma del delitto non è mai stata trovata e mancano inoltre numerose prove fisiche determinanti. Al momento si avevano solamente testimonianze di impiegati d’ufficio, niente di concreto. Lo stesso Butler dichiarò di essere stata costretto a confessare dopo essere stato picchiato.
Nel novembre del 2000 viene finalmente assolto, il procuratore di stato Harry Shorstein e lo sceriffo Nat Glover ammisero di averlo ingiustamente arrestato e accusato. La famiglia di Butler allora citò in giudizio la città di Jacksonville per il calvario sostenendo la profilazione razziale. Purtroppo però una giuria ha stabilito che non ci furono illeciti penali e la cittadina fu assolta.
Il film Murder On A Sunday Morning, un documentario sull’arresto di Butler e il processo che seguì, è stato pubblicato solo un anno dopo e ha affrontato il modo in cui l’opinione pubblica ha influenzato il caso.

” Tutti sono venuti da noi e hanno detto: Sei pazzo, questo ragazzo è colpevole “.

Questo pregiudizio apparentemente razziale è ciò che collega la storia del vero Brenton Butler e l’immaginario Brenton Butler di Seven Seconds.
Avete già visto Seven Seconds? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere in un commento e ovviamente non dimenticatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook.
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