Suburra | A chi sono realmente ispirati i personaggi?

Ed è subito Suburra Mania!!

Una Roma maledetta, monumentale e apocalittica, un regno di perdizione e di criminalità dove tutto può succedere: dall’attacco cardiaco di un sacerdote durante un’orgia alle dimissioni del sindaco che scatenano un’ondata di criminalità per ottenere il controllo assoluto della città.

Quello che sembra una favola noir ideata per creare una storyline di successo è invece ispirata a fatti realmente accaduti raccontati nelle inchieste su Mafia Capitale. I lidi ostiensi sono stati gestiti da anni da clan mafiosi che si accaparravano aree e stabilimenti balneari per mezzo della corruzione di pubblici ufficiali. Dal 2003 fino ad oggi sono state denunciate numerose infiltrazioni di stampo mafioso che dal porticciolo di Ostia si sono estese fin dentro all’economia di Roma.

Così come maggior parte della produzione seriale italiana come Romanzo Criminale e Gomorra è possibile notare una serie di similitudine tra i personaggi rappresentati sullo schermo con alcune figure storiche della malavita romana.

quattro re di roma 3

QUALI SONO QUESTI PERSONAGGI?

I paragoni con Mafia Capitale sono subito lampanti, specialmente nella creazione e nell’identificazione di Samurai, Francesco Acquaroli, con il malavitoso Massimo Carminati. Visto il trascorso storico del personaggio raccontato più nel dettaglio nell’omonimo libro di De Cataldo e Bonini e dal film di Sollima, dalle inchieste è venuto fuori che durante la perquisizione in casa di Carminati venne trovata una katana. Un dettaglio particolarmente interessante dal momento che Suburra il libro si apre proprio con una strage attuata dal Samurai utilizzando proprio quel genere di armi.

Per quanto riguarda il clan degli Anacleti, gli zingari della serie TV cui appartiene lo stesso Spadino, sono la perfetta trasposizione dei Casamonica specialmente per l’associazione alle loro origini. Mentre invece il personaggio di Aureliano, o meglio gli Adami, si rifanno al clan dei Fasciani che fanno di Ostia il loro personale feudo.

Coma ha affermato lo stesso De Cataldo in un intervista:

“È una Roma che ha elementi di realtà, ogni racconto è una metafora e una metafora è, appunto, un’interpretazione dei fatti.”

Se non avete ancora visto Suburra, direi che è arrivato il momento di guardarla!

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