The Silence: la recensione dell’horror di Netflix con protagonista Kiernan Shipka

Il 10 aprile è stato distribuito sulla piattaforma streaming The Silence con protagonisti Stanley Tucci e Kiernan Shipka.

Vediamo un po’ insieme cosa ci ha convinto e cosa, invece, non ci ha particolarmente entusiasmati.

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Diretto da John R. Leonetti, The Silence si inserisce nel genere di film horror/post-apocalittici che da sempre ha riscosso successo presso il pubblico (da La terra dei morti viventi, passando per Io sono leggenda, fino ai più recenti A quiet place e il meno riuscito Bird box, quest’ultimo anch’esso prodotto da Netflix).

Nel cast sono presenti alcuni volti noti : Stanley Tucci (Il caso Spotlight), Kiernan Shipka (Le terrificanti avventure di Sabrina), Miranda Otto (Le terrificanti avventure di Sabrina), John Corbett (Il mio grosso grasso matrimonio greco).

Di cosa parla The Silence?

Dopo l’apertura di una grotta sotterranea, alcuni speleologi liberano nel mondo una tremenda minaccia: le vispi, animali simili a piccoli pterodattili o a pipistrelli, incapaci di vedere, ma dall’udito super sviluppato, che si riversano come una piaga sulla Terra e seminano morte e distruzione.

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Ally Andrews (Kiernan Shipka) è un’adolescente che ha perso l’udito in un incidente e da allora il suo mondo si è ridotto al silenzio. Ha una famiglia molto amorevole e unita su cui contare, gli iperprotettivi genitori (Stanley Tucci e Miranda Otto), un fratellino, la nonna materna e un combattivo zio acquisito (John Corbett). Quando i notiziari danno l’allarme degli attacchi delle vispi, alla famiglia non resta che cercare riparo in luoghi più sicuri. L’imperativo categorico per sopravvivere è restare in silenzio.

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Un film che non decolla mai

Nonostante un cast affiatato e degno di nota, con Stanley Tucci sempre molto bravo, il film non decolla mai del tutto. Kiernan Shipka ha abbandonato la chioma argentea di Sabrina e il suo carattere deciso, dal momento che, in questo film, ha un’aria più malinconica e tranquilla, ma è adatta al ruolo. Miranda Otto convince nella parte della madre protettiva e capace di affilare gli artigli quando serve.

Alla base di The Silence c’è l’idea di adattarsi per sopravvivere: le vispi si sono adattate al buio delle grotte in cui sono vissute e hanno sviluppato enormemente l’udito, allo stesso modo, agli esseri umani è richiesto di evolversi per sopravvivere in un mondo dove non è possibile comunicare con le parole.

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Tuttavia, il film inizia e prosegue senza eventi degni di nota, non si può definire neppure un vero horror, ma più un film splatter, dal momento che sangue e smembramenti sono piuttosto comuni.

I soliti di clichè

Ritroviamo una serie di clichè tipici dei film post-apocalittici: l’abbandono in massa delle città, la perdita dei membri più coraggiosi della famiglia, la ricerca di un rifugio e di alimenti/medicine, da cui le scene in luoghi disabitati e in rovina, come farmacie e supermercati, dove, però, è in agguato il pericolo.

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L’arrivo delle Vispi comporta, inoltre, l’affermarsi di gruppi estremisti religiosi che predicano l’imminente fine del mondo e una necessaria purificazione del genere umano.

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Anche la famiglia Andrews ne incontrerà uno, inizialmente pacifico, sebbene sinistro, ma che si rivelerà non meno pericoloso delle Vispi. I 90 minuti di film trascorrono in maniera abbastanza scorrevole, con un finale un po’ frettoloso e aperto, in cui la lotta tra umani e vispi continua.

The Silence vi regalerà qualche momento di suspense e pochi di vera paura. Un prodotto godibile per chi ama le atmosfere post-apocalittiche e le guerre per la sopravvivenza, ma non memorabile.

Voto: 6