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The Space Between Us | Commedia, romanticismo e fantascienza

Durante una missione su Marte un’astronauta si scopre incinta e dà alla luce un figlio sul Pianeta Rosso, morendo durante il parto. Il ragazzo, Gardner, per via della diversa gravità, ha un cuore debole ed è costretto a crescere su Marte finché, arrivato ai sedici anni, non giunge la sua occasione e gli scienziati con cui è cresciuto tentano terapie sperimentali per riportarlo sulla Terra. Qui è in contatto con una ragazza conosciuta online, Tulsa, e spera insieme a lei di ritrovare suo padre, di cui ha solo una foto.

Questo è un brevissimo riassunto del film “Lo spazio che ci unisce”, un film che, se guardato con le giuste premesse, può rivelarci molto di più di quello che sembra.

Il protagonista è Asa Butterfield (giovane attore che abbiamo già visto in altri ruoli importati: come “Il bambino con il pigiama a righe”), in questo film interpreta Gardner, l’unico abitante di Marte, cresciuto tra gli scienziati e allevato, dopo la morte della madre naturale, dall’astronauta Kendra. Gardner inoltre è un grande studioso della Terra su cui spera presto di ritornare.
Ma non è solo la curiosità e lo studio che lo spingono nel desiderio di tornare sul “suo” pianeta, tutto è collegato a Tulsa (Brit Robertson che avete visto in Girl Boss sempre su Netflix): una ragazza molto diversa da Gardner, cresciuta tra una casa famiglia e l’altra, che ha imparato a cavarsela da sola celando i suoi veri sentimenti dietro ad una finta maschera da dura.

Se le relazioni nate sul web, a distanza, sono difficili di per se, Tulsa non può nemmeno immaginare con chi sta comunicando e sopratutto da dove arrivano i messaggi del sul amico di video-chat!

Ma cosa si nasconde dietro questa commedia romantica con ambientazione sci-fi?

Tutti abbiamo attraversato quella fase dell’adolescenza in cui non sapevamo chi eravamo, ne a quale luogo appartenevamo.
In un certo senso, questo film esprime questo concetto, elevato all’ennesima potenza. Gardner è il tipico pesce fuor d’acqua: sa tutto sulla Terra, ma non ha la minima idea di come comportarsi con gli esseri umani. Le informazioni che ha appreso provengono da vecchi film dimenticati nella stazione marziana da alcuni astronauti stranieri venuti in visita, e quindi lasciano non poche domande in lui, creando anche parecchi equivoci.

Gardner è un ragazzo molto solo, il concetto viene ben precisato all’inizio del film: lo si vede con il suo unico amico, un robot costruito da lui, e continua per tutta la pellicola chiarito dallo stesso protagonista, che sa perfettamente che il mondo non conosce la sua esistenza.

Il pianeta su cui vive per lui è come una “bolla” che lo contiene, quasi intrappolandolo, un proseguo del ventre della madre: lo tiene al sicuro, ma gli impedisce di fare esperienze, muoversi da solo e vivere davvero!

Gardner è un ragazzo isolato e ci siamo passati tutti a un certo punto, specialmente da teenager, con quella sensazione di non appartenere a niente o di non essere importanti. Ovviamente il suo è un caso estremo ma è alla base motivato da un sentimento del tutto umano.
-Asa Butterfield

Come ingannare la gravità?

Forse molti di voi non sanno, che il regista di “The Space Between Us”, Peter Chelsom (lo ricordiamo anche per Serendipity e Shall We Dance?) è stato anche un attore e conosce benissimo gli sforzi che bisogna compiere sul set.
Però qui stiamo parlando dello spazio, del Pianeta Rosso, la gravità è forse uno dei punti fondamentali di questo film: Gardner si è sviluppato nel ventre materno a gravità 0, quindi i suoi organi e le sua ossa sono meno sviluppati di quelli di un normale essere umano.

Il regista ci ha tenuto molto nel voler ricreare una gravità differente, servendosi di ganci, cavi ed imbracature (che poi sono state tutte cancellate in post-produzione, con la computer graphic), e per chi ne capisce un pò di ripresa e video, sono state utilizzate diverse velocità di otturazione per alterare i movimenti.
C’è voluto molto tempo e tante riprese, però il risultato è impeccabile… forse anche voi vi sentirete un po’ troppo “pesanti” dopo aver visto questo film!

 

voto 7 2

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