Unicorn Store: un film per sognatori mai cresciuti

Il 2019 è un anno veramente importante per Brie Larson non solo per il successo ottenuto con Captain Marvel, ma soprattutto per il suo debutto alla regia con Unicorn Store. Il 5 aprile i suoi fan hanno infatti avuto l’opportunità di gustarsi il film presentato nel 2017 al Toronto International Film Festival.

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Da una parte abbiamo l’eroina della Marvel che trae ispirazione da un fumetto, dall’altra invece una realtà completamente fantastica fatta di sogni e immaginazione. Kit è una studentessa d’arte che viene espulsa per la sua esuberante creatività. Nessuno sembra comprendere realmente le sue esigenze e la sua immaginazione. Per questo motivo si rende conto che è arrivato il momento di adattarsi agli altri spegnendo la sua anima fanciullesca.

Il lavoro temporaneo, che ha scelto tramite un agenzia interinale, non la soddisfa. Si sente rifiutata dal momento fino a quando non riceve un misterioso invito. Samuel L. Jackson la trascina in un negozio da favola e le offre quello che ha sempre desiderato: un unicorno. Prima di averlo deve però dimostrare di essere sicura di volerlo. Riuscirà Kit a realizzare il suo sogno?

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Unicorn Store: la nascita del progetto

Siamo tutti consapevoli che gli unicorni non esistono nella realtà, ma questo non significa che la storia sia del tutto fittizia. Samantha McIntyre, la sceneggiatrice del progetto, ha infatti dichiarato:

“Tutti mi chiedono sempre se fossi in qualche modo ossessionata dagli unicorni da piccola. No non lo ero. Il mio desiderio più grande era che Hello Kitty prendesse vita. Era sempre un sogno per così dire dolce e amaro dal momento che ero abbastanza sveglia per sapere che era impossibile.”

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Eppure, nonostante questa premessa, il lungometraggio che ha scritto racconta proprio di come questi sogni fanciulleschi possano diventare realtà. Vi immaginereste se arrivasse qualcuno, come Samuel L. Jackson, che vi dicesse che in realtà è possibile?

“Per Kit quel sogno era l’unicorno, il simbolo magico che ognuno di noi ha acquisito. Per me era invece Hello Kitty. Non concentriamoci sulla particolarità, piuttosto su quello che significa.”

Il ruolo della Larson

Nella prima versione del film il ruolo di Kit era dipinto su Rebel Wilson. Brie Larson aveva fatto un provino, ma era stata scartata subito. Solamente dopo la sceneggiatrice ha voluto rivalutare la candidatura dell’attrice statunitense invitandola a pranzo.

“Io e lei abbiamo pranzato insieme ed è stato veramente molto, ma molto divertente. Ricordo che dopo parlai subito con uno dei nostri produttori dicendo: Brie è di un delizioso strambo ed è perfetta come Kit.”

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Come ben sappiamo la Larson non è solamente l’attrice protagonista, ma anche la regista di questa bizzarra storia. Prima di Unicorn Store si era già cimentata in diversi cortometraggi. Come ha dichiarato lei stessa ad IndieWire:

“Ovviamente è un film un po’ fuori luogo, è persino surreale. Alla fine però penso che anche il mondo in cui viviamo è così. Dovremmo essere tutti autorizzati ad avere i nostri sogni anche se ci fanno sembrare un po’ pazzi.”

Un film per chi non ha mai smesso di sognare

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“Se ti è piaciuto Harry Potter forse ti piacerebbe anche questo”

Unicorn Store non è un film per tutti e questo concetto è veramente assodato. Penso che sia quel genere di prodotto che divida lo spettatore in due: o ti piace o non ti piace. Non esistono vie di mezzo.

“È per i sognatori”

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