Venezia 78, Spencer: la recensione in anteprima

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Spencer: uno dei titoli più attesi di questa 78esima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica a Venezia, Pablo Larraìn torna a raccontare un’altro personaggio femminile dopo la Jackie Kennedy di Natalie Portman

Dopo l’enorme successo di The Crown, uno dei personaggi più amati della storia della Corona inglese torna a far parlare di sè. Questa volta però sul grande schermo e diretta dal regista cileno Pablo Larrain. Ad interpretarla sarà una biondissima Kristen Stewart. Noi di Fuori Series lo abbiamo visto in anteprima a Venezia e questa è la nostra recensione…

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Spencer: la trama


Il matrimonio della principessa Diana e del principe Carlo è da tempo in crisi. Sebbene le voci di tradimenti e di divorzio abbondino, in occasione delle feste di Natale nella residenza reale di Sandringham viene decretato un periodo di pace. Si mangia e si beve, si spara e si caccia. Diana conosce il gioco, ma quest’anno le cose saranno molto diverse. Spencer immagina cosa potrebbe essere accaduto durante quei pochi giorni decisivi.

Una fiaba tratta da una storia triste

Con questa frase ad effetto si apre la pellicola di Larraìn, facendo così una sorta di dichiarazione d’intenti. Quello che vediamo non è la riproposizione fedele di quanto accaduto durante le feste natalizie del 1991 ma è frutto dell’immaginazione del regista e dello sceneggiatore Steven Knight (Peaky Blinders) che vogliono raccontare il dramma di una donna chiusa nella “gabbia d’oro” della royal family da cui però è in procinto di scappare divorziando dal principe Carlo.

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Una realtà in cui come viene detto “non esiste futuro, ma solo presente e passato che sono sostanzialmente la stessa cosa”. Un continuo ripetersi di tradizioni secolari che mettono la nostra Principessa del Galles, già vessata dai problemi alimentari e dal burrascoso rapporto con Carlo, in difficoltà.

Il rapporto con i figli Harry e William e le corse solitarie in auto nella campagna inglese sono i gli unici momenti in cui “la principessa triste” riesce effettivamente a liberarsi.

La Lady D di Kristen Stewart

Era uno degli argomenti più discussi e che più avevano creato scalpore fin dall’annuncio del progetto: la scelta di Kristen Stewart nei panni della protagonista. Quello che ci troviamo davanti è più che altro un tentativo di emulare l’accento britannico della principessa oltre alle sue movenze tipiche ma nulla di più.

La Stewart è sicuramente un’attrice capace, nonostante tutti la ricordino per la monoespressività di Bella nella Twilight Saga. Qui riesce in parte nel suo intento anche per il fatto che la pellicola è un one-woman show in cui i personaggi di contorno, eccezion fatta forse per la confidente Maggie interpretata da Sally Hawkins. Sono figurine poste su una scacchiera scritte in maniera piuttosto stereotipata.

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Promosso o bocciato?

In conclusione Spencer diventa allora un dramma angosciante che sfiora a tratti il thriller psicologico, dove la regia di Pablo Larraín costruisce sequenze claustrofobiche, inseguendo costantemente Diana tra i corridoi del palazzo. Menzione d’onore a tal proposito alla fotografia tutta giocata sui toni freddi.

Il comparto tecnico pazzesco salva un film sulla carta interessante ma che, per raccontare il dramma, svuota, almeno in parte, la Principessa del Galles dei suoi tratti caratteristici: la sua umanità e il rapporto con gli altri dipingendola unicamente come “vittima del sistema”.