Sulla Stessa Onda: un flop in piena linea!

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Uscito il 25 marzo, Sulla Stessa Onda non ci ha convinto per niente. Ecco la recensione dell’Inguaribile Romantica assolutamente e rigorosamente spoiler free

Uscito a fine marzo su Netflix, Sulla Stessa Onda è uno di quei cinque film nati dal celebre accordo tra la piattaforma di streaming e Mediaset. Una storia d’amore tragica adolescenziale ambientata nella bella e solare Sicilia. Riuscirà a scaldare il nostro cuore da inguaribili romantiche?

Sulla stessa onda", su Netflix il film di Camaiti girato a Palermo e Màcari  - Giornale di Sicilia

Per quanto le premesse possano sembrare buone con un trailer accattivante e una trama delle più convincenti, il film però non riesce mai a spiccare il volo. Risulta piatto e decisamente poco coinvolgente. Insomma, una noia mortale dalla durata di un’ora e mezza. Vediamo però insieme cosa non ha convinto!

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Sulla Stessa Onda: un flop in piena linea! 1

Una trama con un enorme potenziale mai espresso

Partiamo sicuramente dalla trama di Sulla Stessa Onda che dalle premesse lanciate sembrava avere tutte le carte in regola per essere un piccolo gioiellino nostrano. La fine dell’estate, un’isola in Sicilia e un corso di vela. Sara e Lorenzo si incontrano per la prima volta e si innamorano subito. Lui è un giovane istruttore lei invece un’alunna piuttosto testarda.

Per entrambi è il primo amore e le emozioni infatti viaggiano veloci. La magia però svanisce una volta ritornati a casa quando Sara si fa sempre più sfuggente. Dopotutto la ragazza nasconde un segreto: è malata di distrofia muscolare e le resta poco tempo. I due saranno costretti a crescere in fretta per rendere eterno ogni singolo momento della loro storia.

In arrivo su Netflix il film Sulla stessa onda: la trama, il cast ed il  trailer

Nessuna emozione solo tanta fretta

Se da una parte Sulla Stessa Onda ripercorre tutti i clichè di genere dei film sulle malattie, non riesce però a commuovere lo spettatore che alla fin della fiera si ritrova particolarmente annoiato. Il coinvolgimento emotivo è pari a zero, non traspare alcuna emozione se non un grande sensazione di noia e di cambiare film. Questo è dovuto principalmente a due fattori: una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti e degli attori particolarmente giovani alle prime armi con la recitazione.

Se forse possiamo sorvolare su quest’ultimo punto, non possiamo certamente chiudere un occhio sulla sceneggiatura. Per una buona riuscita è strettamente necessario che sia ferrea o per lo meno non presenti così tanta confusione. Questo è dovuto principalmente alla fretta di concludere la storia. Molti spunti buttati lì che non trovano un cerchio conclusivo, senza parlare del finale completamente apatico. Non basta mettere una canzone triste per emozionare, ma è un percorso graduale che porta alla commozione.

Sulla stessa onda è una bella storia d'amore» | Metro News

Un tema poco sfruttato

Altra nota particolarmente amara, sempre a livello narrativo, è la scelta di trattare la distrofia muscolare in maniera così superficiale, come se fosse una nota descrittiva della protagonista al pari del colore dei capelli o degli occhi. Insomma, un’occasione mancata per poter approfondire una tematica molto importante e che si discosta per così dire dai classici di genere, come il tumore o la leucemia.

Trattata come una mera ombra nera che incombe su Sara, la distrofia muscolare è molto di più. Sarebbe stato bello vedere com’è convivere con la malattia, ma soprattutto come si sarebbe evoluta la storia d’amore quando questo terribile male si è fatto ancora più persistente dopo la regata.

In conclusione…

Sulla Stessa Onda è assolutamente bocciato, su Netflix ci sono film nettamente superiori capaci di emozionarci e di farci trasportare letteralmente in un altro mondo. Però allo stesso tempo mi piace vedere anche il lato positivo delle cose e sono sicura che questo lungometraggio abbia per lo meno aperto una via alla produzione maggiore di young adult nostrani. O almeno spero!

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