13 Reasons Why 2: verrà rimandata?

Un gruppo di conservatori ha chiesto a Netflix la possibilità di rimandare 13 Reasons Why 2 fino a quando non sarà ritenuto “sicuro” per gli adolescenti.

L’attesa della seconda stagione si è fatta ormai insostenibile e moltissimi fan stanno portando avanti moltissime lamentele riguardo al mancato rilascio della serie. Il 31 marzo 2017 è arrivata su Netflix la prima stagione ma ancora non si sa nulla della seconda.



Dopo essere diventato un vero e proprio fenomeno, 13 Reasons Why è stato coinvolto in un vortice di critiche da tutto il mondo riguardanti il modo in cui è stato trattato un argomento delicato come il suicidio. Tutto lo show ruota attorno all’annunciato suicidio di Hannah e alle 13 cassette lasciate ai suoi compagni di classe.
La scena che ha lasciato tutti a bocca aperta però è proprio quella in cui la ragazza si toglie la vita; scena che viene mostrata interamente nella sua crudezza.

Il gigante dello streaming non ha potuto rimanere indifferente e ha reagito sensibilizzando la comunità attraverso schede di avvertenze nella prima stagione e la diffusione di un video contro il suicidio di cui si sono fatti portavoce tutti i membri del cast.



Le novità però non finiscono qui. Netflix ha pubblicato i risultati di uno studio globale commissionato al Centro Media e Sviluppo Umano della Northwestern University intitolato “Exploring How Teens and Parents Responded to 13 Reasons Why” con il quale ha annunciato moltissimi cambiamenti all’interno dello show tra cui delle risorse online scaricabili sul sito 13reasonswhy.info. L’obiettivo è la discussione con membri del cast, esperti e produttori su alcuni temi difficili dello show.

13 reasons why 2

Il PTC chiede il rinvio

Mercoledì, il Parent Television Council ha elogiato Netflix per le nuove protezioni attuate per li spettatori, ma ha richiesto l’aggiunta di ulteriori salvaguardie:

L’impatto della prima stagione di 13 Reasons Why, che è culminato con una scena di suicidio di un personaggio di una scuola superiore, è stato potente ed intenso: milioni di ragazzi lo hanno guardato. Il termine di ricerca di Google su come suicidarsi è aumentato del 26%; sono stati riportate diversi casi di suicidio dopo il rilascio della serie.

Ha affermato il presidente della PTC che inoltre ha evidenziato alcune raccomandazioni, riguardanti l’accesso dei ragazzi ai contenuti per adulti sui servizi di streaming, che vorrebbe vedere anche su Netflix. Oltre ad avere esperti che stabiliscano che lo show è “sicuro”, il gruppo vorrebbe che fosse applicata una struttura dei prezzi di abbonamento per rinunciare alla programmazione di contenuti per adulti o espliciti in cambio di una riduzione del canone mensile.


La risposta del creatore dello show

Il creatore della serie, Yorkey, ha dichiarato che l’autenticità dello show rimarrà intatta per la seconda stagione. Durante un incontro con The Hollywood Reporter ha detto:

Fin dall’inizio, sapevamo di dover raccontare le storie nel modo più onesto possibile, che dovevamo ritrarre i personaggi con più autenticità possibile, specialmente a causa degli argomenti su cui è basata la storia, al fine di creare qualcosa in cui i ragazzi si riconoscessero. Questa era la nostra missione fin dall’inizio.

Dopo l’incontro, Brian Wright ha aggiunto:

Il contenuto dello show non è cambiato, ma la ricerca che abbiamo fatto dimostra che le persone hanno bisogno di più informazione e desiderano aiuto. Quello che abbiamo riscontrato nella prima stagione è la possibilità di avviare un dialogo davvero importante che ha permesso alle persone di comportarsi in modo migliore le une con le altre.
Questo è il potere dell’arte.”

Ciò che vogliamo dire riguardo alla vicenda è che c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarvi: ragazzi parlatene perché qualsiasi problema può essere risolto!


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Greta Nicoli

Commentatrice seriale che tra un episodio e l'altro frequenta l'Università.

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