Consigli sotto l’ombrellone #21: 3 ragioni per vedere Boris in loop per tutta l’estate

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Andata in onda dal 2007 fino al 2010 su FOX, Boris compie 10 anni. Ecco 3 motivi per vederla su Netflix a distanza di così tanto tempo!

A maggio Netflix ci ha fatto un grandissimo e formidabile regalo per il lockdown caricando tutte e tre le stagioni di Boris sulla piattaforma. La serie comica italiana, diventata un must per gli appassionati di genere, è sicuramente un prodotto da recuperare durante la calura estiva. Ecco dunque 3 ottimi motivi per gustarvi in loop Boris sotto il vostro ombrellone.

STAGIONI: 3
STATUS: conclusa

DURATA: 30 min
PIATTAFORMA: Netflix

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Boris in pillole

Alessandro è un giovane appassionato di cinema e spettacolo e proprio per coltivare questa sua passione ha deciso di trovarsi uno stage in questo settore. La sua più grande fortuna arriva quando ha l’opportunità di lavorare per la produzione di Gli Occhi del Cuore 2, la solita fiction all’italiana con un regista incompetente dal nome René Ferretti. Lì farà conoscenza di Stanis, un attore mediocre che sogna l’America, Corinna, la solita protagonista bella, ma senza talento, e di Arianna, l’assistente alla regia tutto fare capace di risolvere ogni problema.

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Una serie molto poco italiana

Al centro di Boris c’è tutta la produzione di Occhi del Cuore, la classica fiction molto all’italiana che impazza tra le casalinghe ma che alla fin della fiera non ha tutto quel successo sperato. Alla direzione di questo fantastico progetto di serialità contemporaneo c’è il regista René Ferretti, il genio dietro la macchina da presa, colui che preferisce i lavori fatti “alla cazzo de cane”.

La novità di questa serie è che non deve essere preso sul serio, una presa in giro di tutta la peggio spazzatura che gira(va) in televisione raccontata in chiave comica senza ovviamente esagerare. In mezzo a tutto ciò risplende Boris, una serie che di italiano ha veramente poco!

Smarmella tutto!

Ma cosa sarebbe Boris senza i suoi protagonisti? Senza René Ferretti, il suo regista scoppiato, Duccio, il direttore della fotografia con il vizio di smarmellare tutto, e Stanis La Rochelle, il protagonista antipatico che si crede ultrafamoso? La risposta è sempre la stessa: NIENTE! Il cast di questa serie è un ecosistema altamente controllato e studiato in ogni singolo dettaglio. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno il suo perché, ma soprattutto lo stereotipo che si porta dietro.

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Un po’ “a cazzo di cane”

Questo ci porta al terzo ed ultimo motivo che abbiamo selezionato per voi. Sicuramente avrete già sentito ognuno dei titoletti che vi abbiamo riportato, magari un vostro amico o un vostro conoscente se n’è uscito con una frase tipo: “Facciamo come facciamo tutto: a cazzo di cane”. Insomma, Boris è stato un vero e proprio fenomeno in Italia e le sue citazioni hanno letteralmente fatto storia.

Se invece vi risultano nuove, non vi resta far altro che premere play e gustarvi questa serie televisiva fino allo sfinimento. Dopotutto, parafrasando il grande Ferretti: “La qualità c’ha rotto il cazzo… Viva la merda!”

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Pronti? Buona visione da Fuori Series!