BRIDGERTON: la recensione SPOILER FREE della prima serie Netflix targata Shondaland

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Noi di Fuori Series abbiamo visto in anteprima Bridgerton, serie targata Shondaland e disponibile a partire dal giorno di Natale. Vale o non vale la pena guardarla? Scoprilo nella nostra recensione spoiler free!

Frutto dell’accordo pluriennale tra Shonda Rhimes e il colosso di Reed Hastings, Bridgerton segna il tanto atteso debutto della regina dei drama sulla piattaforma streaming dopo aver concluso un accordo di quasi vent’anni con il canale statunitense ABC. Shondaland, la sua casa di produzione, ha dato vita ad una storia che prende vita nell’alta società londinese dei primi dell’800. Sarà riuscita di nuovo a colpire nel segno? Scoprilo in questa recensione assolutamente spoiler free!

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Di cosa parla Bridgerton?

Tratta dalla saga best seller firmata da Julia Quinn, la serie segue le vicende di Daphne Bridgerton (Phoebe Dynevor), la figlia maggiore di una potente famiglia, mentre cerca di trovare un marito. Purtroppo però viene presa di mira dalla misteriosa Lady Whistledown che si diverte a far trapelare notizie private sulla sua gazzetta. Nel frattempo la giovane incontra il ribelle Duca di Hastings (Regé-Jean Page) e i due escogitano un piano per proteggere la sua reputazione.

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BRIDGERTON (L to R) PHOEBE DYNEVOR as DAPHNE BRIDGERTON and REGÉ-JEAN PAGE as SIMON BASSET in episode 101 of BRIDGERTON Cr. LIAM DANIEL/NETFLIX © 2020

Scandali e amori nell’alta società

Fin dall’inizio del primo episodio lo spettatore è colpito dalla cura maniacale con cui Bridgerton è realizzata specialmente dal punto di vista visivo con meravigliose location e sontuosi abiti dei protagonisti. Quest’ultima fatica firmata Shondaland risulta pressoché ineccepibile purtroppo non si possa dire lo stesso della sceneggiatura.

Nel corso degli otto episodi che compongono questa prima stagione veniamo introdotti a una miriade di personaggi che, per motivi legati al sviluppo stesso delle vicende, altro non sono che di contorno alla love story di Daphne e del duca di Hastings. I due infatti occupano la maggior parte del tempo del minutaggio degli episodi. Se da un lato quindi possiamo ritenerci più o meno soddisfatti di come ci vengono presentati e descritti i protagonisti, i personaggi secondari sono piatti e insapore.

Il mistero di Lady Whistledown

In questi otto episodio gli eventi vengono narrati e collegati dalla voce narrante della misteriosa Lady Whistledown. Giusto per essere chiari potremmo considerarla una sorta di “Gossip Girl” ottocentesca e la ricerca della sua identità è una delle sottotrame più interessanti della serie. Oserei dire uno dei motivi che spinge lo spettatore a continuare la visione che in più occasioni risulta davvero poco interessante e portata avanti forzatamente. Pur senza svelare la sua vera identità per buona parte degli episodi la presenza della narratrice senza peli sulla lingua si percepisce e riesce in più occasioni ad influenzare e non poco lo sviluppo della narrazione.

In conclusione

Bridgerton è un serie in pieno stile Shondaland con intrecci amorosi e drammi sentimentali ad ogni angolo ambientati però in un contesto completamente diverso ossia quello ottocentesco. Ciò ha permesso a costumisti, scenografi, truccatori e parrucchieri di dare sfogo alla loro creatività e di creare qualcosa di visivamente spettacolare. Lo stesso non si può dire della sceneggiatura che risulta spesso banale tranne per la questione di Lady Whistledown che mantiene l’attenzione dello spettatore fino all’ottava ed ultima puntata.

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