La Lettrice Seriale #1: Bridgerton

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Inauguriamo la rubrica mensile La lettrice seriale con Bridgerton. Insieme scopriremo differenze e curiosità sui libri e sulla serie Netflix più vista e chiacchierata delle ultime due settimane!

La serie più vista di Netflix (63 milioni di visualizzazioni tra Natale e Capodanno, come riportato dall’account ufficiale Twitter della piattaforma) è tratta dalla saga letteraria di Julia Quinn, composta di 8 libri – come gli otto fratelli Bridgerton – ognuno dei quali racconta le vicende sentimentali dei rampolli di questa nobile famiglia.

La storia d’amore tra Daphne (Phoebe Dynevor) e il Duca di Hastings (Regé-Jean Page) è la colonna portante del primo romanzo, intitolato Il duca e io (è anche il titolo dell’episodio 5 con il tanto sospirato matrimonio).

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Julia Quinn e il genere romance

Julia Quinn, pseudonimo di Julie Pottinger, è una scrittrice statunitense, i cui libri sono stati inclusi nella classifica dei Best Selles del New York Times per ben 19 volte. Nel 2010 entra nella Romance Writers of America Hall of Fame e nel 2018 stringe un accordo con Shondaland, la casa di produzione di Shonda Rhymes per trasporre sul piccolo schermo la saga letteraria dei fratelli Bridgerton.

I suoi romanzi appartengono alla categoria che vende di più in tutto il mondo e che ha un vasto pubblico di lettori: il romance. Caratteristiche di questo genere letterario sono le storie d’amore, sempre a lieto fine, arricchite da intrighi, passioni e lunghe difficoltà da superare prima di coronare il sogno d’amore. Il romance nasce come opposizione al genere novel, rifiutandone la rappresentazione fedele di vicende quotidiane e inoltre, il romance, soprattutto, di epoca vittoriana, dà voce alle prime eroine letterarie, che lottano per la propria felicità personale e la propria realizzazione.

Il primo libro, nonostante tutte le premesse, non è però all’altezza della serie: in 250 pagine è molto difficile mostrare le dinamiche dei personaggi e lo sviluppo delle loro relazioni in maniera approfondita, risultando così piuttosto sommario. I personaggi hanno una buona caratterizzazione, ma con la serie assumono sfumature e una profondità maggiore.

Oltre agli 8 libri, Julia Quinn ha scritto anche un ultimo libro, che contiene gli epiloghi di tutte le love stories e narra anche la storia della matriarca Bridgerton, Lady Violet (Ruth Gemmell).

Bridgerton e l’epoca Regency

Bridgerton è ambientato durante l’epoca Regency (1811-1820), ultima fase dell’era Giorgiana e chiamata così perché re Giorgio III, incapace di regnare per una forma di instabilità mentale, era stato sostituito dal figlio in qualità di Reggente, con l’appoggio della Camera dei Lord.

Questi anni sono segnati dal conflitto delle monarchie nazionali contro Napoleone Bonaparte (1803-1815) con la vittoria delle truppe britanniche a Waterloo su quelle francesi. L’epoca Regency segna anche l’avvio della Rivoluzione industriale e dei primi movimenti sociali che caratterizzeranno il periodo successivo della storia industriale inglese.

bridgerton epoca regency

Dal punto di vista culturale, tra i personaggi più noti di quel periodo abbiamo Lord Byron, arbiter elegantiae della società inglese e noto poeta. Sono gli anni in cui Jane Austen darà vita alle sue opere più note, così come sono attivi gli esponenti del Romanticismo, come Keats, ma anche autrici del calibro di Mary Shelley.

Cuore pulsante della mondanità dell’epoca è la Stagione: periodo dell’anno compreso da dopo Natale fino alle porte dell’estate in cui il mercato matrimoniale era fiorente e le giovani dame dell’alta società venivano presentate a corte, al sovrano, per poter fare ufficialmente il loro ingresso nel mondo adulto e trovare marito. La Stagione iniziava nel momento in cui il Parlamento riapriva le sedute e tutti i Lord, impegnati fino a quel momento nelle tenute di campagna o in villeggiatura alle terme di Bath, tornavano nella capitale.

Non tutte le fanciulle potevano sperare di debuttare a Londra per la Stagione, ma era lì che si trovavano i migliori partiti.

Bridgerton inizia esattamente con l’apertura della Stagione e l’ingresso in società di Daphne Bridgerton, 4 figlia della prolifica famiglia Bridgerton. Nella serie e nei romanzi si può notare come tutto ciò che ruota intorno alla Stagione sia codificato con una serie di regole precise che devono essere rispettate a ogni costo, pena la perdita di un possibile buon partito e matrimonio.

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Femminismo e sesso in Bridgerton

Al contrario dei libri, nella serie sono maggiormente approfondite le dinamiche sociali, i regolamenti a cui le ragazze dovevano sottostare e la vergogna che avrebbero attirato su di loro, nel caso in cui fossero state disonorate. Tra un salto dalla modista, un giro in carrozza e un ballo, Bridgerton ci mostra un microcosmo pulsante di vita, di passione, ma anche profondamente maschile e patriarcale, in cui alle donne non è concessa molta libertà di movimento.

In quel periodo, infatti, alle donne non era permesso amministrare le proprie terre, dovevano sottostare all’autorità paterna, o nel caso di Daphne del fratello maggiore Anthony, che spesso stipulava contratti di matrimonio con il partito più vantaggioso o stabiliva chi dovesse frequentare, quali omaggi accettare e quali no. Tutto questo nella serie ci viene mostrato chiaramente e non soltanto illustra le dinamiche sociali dell’epoca, ma tratteggia anche la considerazione in cui erano tenute le donne all’epoca (ma anche oggi).

L’opinione di Daphne non viene presa in considerazione da Anthony, il fratello ritiene di essere l’unico in grado di stabilire cosa sia meglio per lei. Persino nella scena in cui Daphne e Simon si baciano nel giardino durante il ballo a corte, nonostante entrambi fossero consenzienti, Daphne diventa nelle parole di Anthony e nella sua ottica una vittima, incapace di prendere le proprie decisioni.

In tutta la serie i ritratti femminili sono numerosi e incarnano diverse tipologie di donne, ognuna delle quali con diversi obiettivi e desideri. Daphne desidera il matrimonio, non lo vive come una scelta impostale da qualcuno, ma vorrebbe essere lei a decidere chi sposare e farlo per amore. Eloise (Claudia Jessie), al contrario, rifiuta l’idea di diventare la moglie trofeo di un qualsiasi buon lord londinese e vorrebbe indipendenza e libertà. Lady Danbury ( Adjoa Andoh) è, invece, una donna libera e dotata di tutte le disponibilità economiche che le permettono di non dover sottostare all’autorità maschile e riunisce intorno a se un circolo tutto al femminile.

15 Posts That Prove Eloise Bridgerton Is The Best Character

La rappresentazione spazia anche dal punto di vista più fisico: Penelope (Nicola Coughlan) è chiaramente un personaggio con un corpo non normativo, ma che non è in conflitto con se stessa e non sente di essere inferiore alle altre, nonostante le prese in giro delle altre debuttanti. Il suo personaggio contribuisce a mandare avanti la storia e l’amicizia con Eloise e i loro dialoghi sono frizzanti e ironici: non a caso sono tra i miei personaggi preferiti.

Altra tematica importante della serie è il sesso, dall’autoerotismo alla sua accezione procreativa. Già altre serie avevano portato sullo schermo la pratica della masturbazione femminile (da Sex&TheCity, a Streghe a Fleabag), ma è interessante notare che venga affrontata anche in una serie come Bridgerton, di genere romance e rivolta a un vasto pubblico: in questo modo, viene mostrato un argomento considerato, ancora oggi, tabù – come anche le mestruazioni – e che nella serie viene affrontato con delicatezza e tranquillità, senza richiami alla sfera religiosa o morale, ma come atto per conoscere meglio se stesse e procurarsi piacere. Tutto questo, sfortunatamente, manca completamente nel libro: un’occasione sprecata, decisamente.

BRIDGERTON (L to R) REGÉ-JEAN PAGE as SIMON BASSET and PHOEBE DYNEVOR as DAPHNE BRIDGERTON

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Multiculturalismo e colour blind alla corte d’Inghilterra

Oltre a essere la serie più vista degli ultimi giorni, Bridgerton è stata anche oggetto di numerose polemiche, sterili e raziali, per la presenza di un cast multietnico. La regina Charlotte (Golda Rosheuvel) è, infatti, mulatta, così come Simon, il duca di Hastings. Nel libro, la regina non è neppure nominata, mentre il duca è un affascinante nobile bianco e con penetranti occhi azzurri.

Innanzitutto, bisogna chiarire che Bridgerton rappresenta un mondo ucronico: un mondo reale in cui, tuttavia, alcuni avvenimenti si sono verificati con esisti diversi. In questo caso, il re George si è innamorato di una donna nera, la principessa Charlotte e il loro matrimonio ha permesso l’ascesa sociale della comunità black tra i ranghi più alti della nobiltà.

In realtà, secondo numerose fonti storiche, la principessa Charlotte vantava ascendenze portoghesi e africane ed era, molto probabilmente, di carnagione scura: i ritrattisti di corte la raffiguravano con la pelle molto più chiara per nascondere tali ascendenze.

Le polemiche che si sono sviluppate sono razziste e vuote e dipendono da una concezione della narrazione seriale che vede i ruoli per la black community relegati a quelli stereotipati di servitù e mere comparse. Si tratta di una concezione narrativa bianca stereotipata e che, finalmente, sta perdendo sempre più potere. Bisogna, inoltre, ricordare che Bridgerton è un prodotto di Shondaland, diretto da uno dei collaboratori più stretti di Shonda Rhymes, Chris Van Dusen: il retaggio black delle opere di Rhymes vive in Bridgerton, dal momento che già nel lontano 2005, al debutto su ABC, Grey’s Anatomy vantava una donna nera, Chandra Wilson nel ruolo di Miranda Bailey, tra i regular del cast.

Eccoci giunti alla fine del primo appuntamento con la rubrica La lettrice seriale! Ci rivediamo il prossimo mese con un nuovo appuntamento in cui approfondiremo un libro e la serie o il film da cui sono tratti! Fatemi sapere se ci sono libri in particolare di cui volete sentir parlare!

E come sempre, continuate a seguire Fuori Series!