Britney vs. Spears: 6 scioccanti verità

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Il documentario originale Netflix, Britney vs. Spears, porta alla luce sei rivelazioni a dir poco scioccanti…

Il 28 settembre su Netflix ha fatto il suo debutto Britney vs. Spears, un documentario che cerca di far luce sulla controversa tutela e su tutto ciò che l’acclamata popstar ha dovuto subire in questi anni. Il film è stato pubblicato dalla piattaforma esattamente il giorno prima dell’udienza in tribunale dove si è deciso, una volta per tutte, che il padre, Jamie Spiers, non sarà più il tutore legale di Britney.

Una vittoria dal sapore dolceamaro specialmente dopo le rivelazioni scioccanti della pellicola. Noi di Fuori Series ne abbiamo trovate sei che ci hanno letteralmente lasciato sbigottiti, vediamole insieme!

Britney vs Spears il Documentario su Britney Spears su Netflix: quando esce?

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Britney vs. Spears: 6 scioccanti verità 1

Britney non voleva che suo padre fosse il suo tutore fin dall’inizio

Nel 2009, prima del Circus Tour, Britney Spears ha iniziato a lavorare insieme all’avvocato Adam Streisand. All’epoca la popstar era disposta ad accettare la custodia, ma ha sottolineato più volte che non voleva che suo padre Jamie fosse coinvolto in alcun modo.

“Vostro onore, non vuole che suo padre sia il tutore. Vuole che una persona esterna ricopra questo ruolo.” Ha ricordato l’avvocato nel documentario. “Aveva compreso chiaramente il concetto di tutela.” Peccato che il giudice aveva ormai approvato la dichiarazione secondo cui la Spears non era capace di intendere e volere stando al parere del medico. “Quando ho detto al giudice cosa voleva Britney questo ha controbattuto: “Mr. Streisand mi risulta che la sua assistita non ha la capacità di avere un avvocato e non potrà rappresentarla. Le devo chidere di lasciare l’aula.”

Da quel momento alla giovane popstar fu affidato Samuel D. Ingham III come suo rappresentante legale.

Un messaggio vocale e una lettera documentano le minacce sulla custodia dei figli

Andrew Gallery, amico e fotografo di Britney Spears, ha ricordato gli anni mentre lavorava al fianco della star per il documentario For the Record. In una lettera confida le sue parole sulla tutela dei figli. A quanto pare il padre ha infatti minacciato Britney.

“Ciao, mi chiamo Britney Spears, ti ho chiamato anche prima e chiamo nuovamente per assicurarmi che tu sapessi che durante il processo mio padre mi ha minacciato più volte. Mi porterà via i miei figli. Voglio quindi essere sicura che andrà tutto bene e che vi prenderete cura anche dei miei ragazzi.” Conferma un messaggio in segreteria.

Britney vs Spears: trama, teaser e data di uscita del documentario Netflix  su Britney Spears

Una giornalista ha incontrato segretamente la Spears per assumere un nuovo avvocato

Eliscu ha affermato di aver tentato di aiutare la popstar nell’assumere un nuovo avvocato nel 2009. La donna infatti è stata incaricata di consegnare un documento da firmare segretamente dove manifestasse insoddisfazione per l’operato di Ingham. Le due si sono incontrate in un bagno di un hotel.

“Mi ha guardato e mi ha ringraziato. Sembrava decisamente spaventata. Lei era riconoscente.” Peccato che anche questa volta il giudice la dichiarò incapace di intendere e volere. Solamente lo scorso 14 luglio fu permesso a Britney di poter scegliere e assumere un suo legale rappresentate: Matthew Rosengart.

“Gli abusi di Jamie rivelati in questo film confermano ciò che Britney e io abbiamo detto in tribunale: Jamie Spears è una persona tossica per il benessere di Britney e lei merita di essere libera”.

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