Chi sono i Chicago 7? La vera storia del processo raccontato nel nuovo film su Netflix

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Uno dei processi più famosi d’America viene messo a nudo nel nuovo film Il Processo ai Chicago 7. Scopriamo insieme la vera storia di questi sette attivisti…

Inutile dire che il processo di sette persone accusate di cospirazione per aver incitato una vera e propria rivolta popolare durante la Convenzione Nazionale Democratica del 1968 a Chicago ha decisamente solleticato il nostro palato e quello di Netflix. La piattaforma, infatti, ha acquistato i diritti di Il Processo ai Chicago 7. Il film era destinato per il grande schermo, ma a causa della pandemia ha dovuto ridimensionarsi ed accontentarsi di essere distribuito globalmente tramite il colosso dello streaming.

Background: Chicago 7 trial - Chicago Tribune

Curiosi di gustarvi il nuovo prodotto? Noi di Fuori Series abbiamo deciso di raccontarvi la vera storia dietro al processo ai Chicago 7 e come questa faccenda sia giunta fino ad oggi in uno splendido film con un cast stellare che annovera nomi come: Sacha Baron Cohen, Joseph Gordon-Levitt, Frank Langella, Eddie Redmayne, Mark Rylance e molti altri.

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Da Chicago Eight a Chicago 7

In realtà le persone arrestate nel 1968 il giorno della Convenzione Nazionale Democratica furono otto: i leader hippie Abbie Hoffman e Jerry Rubin, il leader dei Black Panther Party Bobby Seale, gli attivisti Tom Hayden e Rennie Davis, il liberale David Dellinger, John Froines e Lee Winer. Il numero si ridusse a sette perché Seale fu processato separatamente dal momento che non poteva avere un suo avvocato in quanto persona di colore.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel processo iniziato il 20 marzo 1969 mattina si sarebbe protratto per oltre 4 mesi e mezzo arrivando a delineare una situazione caotica che altro non ha fatto che accentuare il divario crescente tra le generazioni.

In A Year Of Imponderables, Aaron Sorkin's 'Chicago 7' Is One Of Many –  Deadline

Come mai furono arrestati?

Il gruppo di attivisti furono arrestati furono arrestati nell’agosto del 1968 a Chicago nell’Illinois a causa della manifestazione contro la guerra del Vietnam durante la Convenzione Nazionale Democratica. Quel giorno numerosi gruppi contro il conflitto e antiestablishment si erano riuniti per protestare contro la partecipazione dell’esercito statunitense nello stato del Sud-Est-Asiatico. Tra questi comparirono i SDS, Yippies, Black Panthers e MOBE.

Tra il 25 e il 29 agosto gli scontri contro la polizia furono molteplici i quali armati di gas lacrimogeni e manganelli cercavano di far rispettare il coprifuoco delle 23 nei parchi della città. Furono arrestate più di 100 persone, ma solamente sette passarono alla storia con quello che poi verrà definito il processo del secolo. Accusati di aver fabbricato bombe puzzolenti, i Chicago 7 furono processati con l’accusa di cospirazione criminale e istigazione alla violenza.

Il Processo ai Chicago 7 e i disordini per strada

A presenziare il processo fu il giudice conservatore Hoffman, un maniaco del decoro in aula, che fu continuamente sfidato dagli imputati e dai loro modi di fare. In poche parole, il processo ai Chicago 7 divenne in pochissimo tempo una specie di guerra a tre facce che coinvolse gli imputati con i loro rispettivi avvocati, i pubblici ministeri Thomas Foran e Richard Schultz e il giudice.

Un conflitto che non si disputò solamente in aula, ma anche per le strade con quotidiane manifestazioni nel South Loop. L’11 ottobre ci fu un raduno di Loop che divenne subito violento. Nei famosi Days of Rage, i membri della fazione Weatherman si scatenarono per le strade della città rompendo tutto ciò che capitasse a tiro, scontrandosi con la polizia ed attaccando Richard Elrod, un assistente legale che rimase parzialmente paralizzato.

Richard Avedon. The Chicago Seven: Lee Weiner, John Fronies, Abbie Hoffman,  Rennie Davis, Jerry Rubin, Tom Hayden, Dave Dellinger. Chicago. September  25, 1969 | MoMA

Com’è finito il processo?

La vicenda dei Chicago 7 si concluse con la decisione da parte della giuria che cinque degli imputati (Rubin, Hoffman, Hayden, Devis e Dellinger) avevano istigato le rivolte, ma non avevano mai cospirato per farlo. Mentre Lee Winer e John Froines sono stati assolti completamente da ogni accusa. Ciò nonostante, tutti e sette furono condannati per oltraggio alla corte da parte del giudice Hoffman.

I sette, infatti, dovevano scontare la pena di cinque anni di prigione e pagare ciascuno una multa di 5 mila dollari. Alla fine, però questo genere di condanna fu archiviato dai tribunali superiori e ritirate dal governo.

I Chicago 7 dopo il processo

La domanda che sorge spontanea, una volta letto questo articolo, riguarda principalmente alla fine dei Chicago 7. Come è andata avanti la loro vita dopo il processo? Inutile dire che dopo il tanto e sperato verdetto i sette si sono separati. Hayden è diventato un’attivista politico nella California. Abbie Hoffman ha cercato di evitare il carcere negli anni ’70 per il possesso di cocaina. Dellinger, il più anziano di tutti, ha continuato la sua missione per la pace.

7 Reasons Why the Chicago 8 Trial Mattered - HISTORY

Davis divenne un motivatore sulla consapevolezza di sé, mentre Froines insegnò per anni all’Università della California a Los Angeles. Weiner restò un’attivista e si specializzò principalmente sulle cause ebraiche. Infine, Rubin è diventato un uomo d’affari che negli anni ’80 lavorò a Wall Street. Seale, l’ottavo, ho continuato a battersi per i diritti delle persone di colore.

Non hai ancora visto il nuovo film originale? Il processo ai Chicago 7 è disponibile da oggi su Netflix!

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