Fox vs Netflix: 1-0 nella battaglia legale sul bracconaggio

Respinta la tesi di illegalità dei contratti lavorativi della Fox

Ebbene, ci siamo. Dopo ben 3 anni di braccio di ferro si è arrivati ad un punto di svolta. La Fox è stata infatti scagionata dall’accusa di illegalità dei propri contratti di lavoro. Secondo Netflix, essi non favorirebbero la libera concorrenza e terrebbero vincolati i dipendenti per un tempo superiore ai 7 anni massimi previsti dalla legge californiana.

Ma riavvolgiamo il nastro per capirci qualcosina in più.

L’inizio

Nel 2016, Fox intenta una causa a Netflix per aver braccato i migliori dirigenti della sua azienda: Tara Flynn (produttrice esecutiva) e Marcos Waltenberg (dirigente marketing) che avrebbero così rassegnato delle dimissioni forzate.

La piattaforma dello streaming si vede costretta a difendersi. Sfodera per l’occasione proprio quella tesi di illegalità dei contratti lavorativi della Fox, ora respinta da una Corte Superiore di Los Angeles.

L’errore di Netflix

Perché l’accusa di Netflix è ritenuta infondata?

La risposta proviene dalla Corte stessa che afferma che “Netflix non affronta la differenza tra il periodo di tempo in cui qualcuno ha lavorato per un’azienda e la durata di qualsiasi contratto di lavoro specifico.”

Per di più, il giudice Marc Gross ricorda i vantaggi di un impiego lavorativo duraturo: “può fornire sicurezza finanziaria e garantire a un dipendente che lui o lei sarà in grado di continuare a soddisfare i propri obblighi (mutuo, pagamento auto, tasse scolastiche, ecc.)”.

Per un pugno di dollari? No, per uno solo!

Qualora Fox vincesse la causa, il risarcimento avrebbe un valore del tutto simbolico: $ 1. Perché?

Perché si tratta di una vittoria di ordine morale più che economica. Infatti la posta in gioco è alta: la sentenza fungerebbe da modello per casi giudiziari simili. Potrebbe ad esempio spianare la strada a Viacom che ha, sempre con Netflix, un contenzioso di questo tipo.

Una vittoria parziale

Tuttavia, per la Fox non è ancora giunto il momento di riscuotere il suo dollaro simbolico, nonostante la confermata violazione dei contratti da parte dei due ex-dipendenti Fox su istanza di Netflix.

Infatti, il giudice Gross non dispone di prove sufficienti a definire il danno che ne sarebbe conseguito. Il colosso streaming sembra invece averne fornite di interessanti circa un presunto risparmio economico della Fox, la quale avrebbe così assunto dei dirigenti meno costosi in sostituzione dei precedenti.

Le tempistiche

Un prossimo processo è previsto a gennaio, anche se le parti in gioco dovranno riconsiderare le proprie mosse proprio alla luce di quanto è appena accaduto.

Per il momento Netflix non sembra quindi ancora disposta a cedere.

Ci sarà una sua rimonta? Staremo a vedere!

Se vuoi essere aggiornato su questa ed altre vicende targate Netflix, continua a seguire Fuori Series!

Fonte: The Hollywood Reporter