Francesca Della Ragione ci racconta la sua Patrizia in La Banda dei Tre

66

La nostra intervista esclusiva a Francesca Della Ragione, attrice protagonista di La Banda dei Tre. Il ruolo di Patrizia le ha regalato numerose soddisfazioni!

Da giovedì 25 marzo su Sky Premiere è disponibile il film “La Banda dei tre” di Francesco Maria Dominedò. Dopo aver fatto quattro chiacchiere con il regista abbiamo avuto l’opportunità di parlare anche con l’attrice Francesca Della Ragione, l’interprete di Patrizia. Il ruolo della cameriera maltrattata dal marito nullafacente le ha regalato tante soddisfazioni. Infatti, grazie alla sua interpretazione ha vinto il premio come Miglior Attrice Emergente al XXIV Terra di Siena Film Festival e il premio come Miglior Attrice non Protagonista al CROFFI 2020.

Francesca Della Ragione ci racconta la sua Patrizia in La Banda dei Tre 1

Prima di continuare nella lettura mi piacerebbe invitarti nel nostro canale Telegram dedicato a tutte le news sul mondo Netflix. Iscriviti a NEWS NETFLIX ITALIA e rimani sempre aggiornato in tempo reale sulle tue serie tv e i tuoi film Netflix preferiti! Non preoccuparti, non è un canale esclusivo, lo abbiamo esteso anche a Disney Plus e Amazon Prime Video!

Francesca Della Ragione ci racconta la sua Patrizia in La Banda dei Tre 2

Come è stato lavorare con tutto il cast di La Banda dei Tre?

Con alcuni di loro avevo già avuto l’opportunità di lavorare insieme in qualche film. Invece Francesco ho avuto modo di conoscerlo lì sul set. È una persona fantastica, incredibile ed è proprio brillante nella vita vera. Marco invece è una persona gentilissima, è un ragazzo alla mano ed umile. Si è subito sentita una certa alchimia.

Qual è stata la tua scena preferita?

Oddio ce ne sono state tante. Paradossalmente la mia preferita e la più divertente in un certo senso vede il mio personaggio con poco dialogo. La scena è quella di quando siamo nel garage. Ero in mezzo alle due gemelle biologiche che sono le fidanzate del nano e parlavano in sincronia o una finiva la frase dell’altra. La situazione era troppo surreale.

Come è stato interpretare Patrizia? È stato difficile? Ci sono dei tratti in comune?

Tratti comuni ce ne sono e forse è proprio per quello che ho vinto il provino. Patrizia è un personaggio melanconico e ce l’ha nello sguardo. Un po’ come me. La parte più difficile da mettere sul grande schermo sicuramente è la questione della violenza domestica. Non avendo esperienze di questo genere, la ricerca del giusto stato d’animo è stata una sfida. Quello che ho simile a lei è l’essere sognatrice, il non arrendersi mai e cercare una seconda possibilità dalla vita. Continuare a sognare nonostante i problemi.

Come ti sei avvicinata alla recitazione?

Ho iniziato danza classica a quattro anni in una scuola affiliata al Balletto di Roma. Qui la televisione attingeva bambini da mettere all’interno dei propri studi come semplici comparse. Io me li sono fatti tutti e avevo cinque sei otto anni. Andare lì era un’emozione pura. Il palcoscenico mi ha subito rapita e poi con il fatto che mio padre è un patito dei classici hollywoodiani, sono cresciuta a pane e Hitchcock e La Vita è Meravigliosa. Non ho mai avuto alcun dubbio: volevo fare l’attrice.

Cosa ti piace della recitazione?

Questa risposta l’ho cambiata più volte durante tutta la mia carriera. Se sei un attore lo sei sempre nella vita: uno è attore 365 giorni l’anno. Mi ha reso capace di conoscere più profondamente che cos’è l’essere umano. Devi sapere il perché si comporta così, ad ogni azione corrisponde una reazione.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho appena finito di girare una commedia sul Natale, un po’ all’americana. Sembra di essere in Mamma Ho perso l’Aereo con Pannofino, Bova e Ornella Muti. Poi ho girato Piove ed infine ho in cantiere un nuovo film in Sicilia.

Meglio TV o cinema?

Cinema sicuramente! Magari prendere parte a qualche serie di un certo spessore come Netflix o Sky Original.

Che film consiglieresti ai lettori di Fuori Series?

Una domanda che mi ha colto un po’ in castagna. Sono molto legata alla pellicola di Gabriele Muccino: La Ricerca della Felicità. Quel film smuove qualcosa dentro di me, emozioni indescrivibili. Ha un significato profondo e personale. È stata una svolta per me. Dopotutto i film devono fare questo effetto: ti rapiscono, ti portano dentro di loro e ti lasciano qualcosa.