A tu per tu con Francesco Maria Dominedò, il regista di La Banda dei Tre

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Abbiamo avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con Francesco Maria Dominedò su La Banda dei Tre. Leggi l’intera intervista!

Sbarcato su Sky Premiere a fine marzo, La Banda dei tre è il nuovo lungometraggio firmato Francesco Maria Dominedò basato sull’omonimo romando di Carlo Callegari. Una commedia diversa dal solito che stravolge i canoni classici del noir e che gioca sempre sul filo del grottesco e dell’ironia. Realizzarlo non è stato semplice, specialmente perché La Banda dei tre ha subito diverse battute d’arresto a causa della pandemia.

A tu per tu con Francesco Maria Dominedò, il regista di La Banda dei Tre 1

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A tu per tu con Francesco Maria Dominedò, il regista di La Banda dei Tre 2

Come è nata l’idea della Banda dei Tre?

È nato per caso. Ero a spasso con il mio cane e vicino a casa mia avevano appena aperto una libreria, la Libreria Fanucci. Come ben si sa i cani sono animali piuttosto abitudinari, ma proprio quel giorno ha voluto fare un nuovo percorso. Così sono capitato di fronte alla vetrina e c’era una copertina di libro con tre sagome di uomini e di fianco il titolo: LA BANDA DEI TRE, UN NOIR ITALIANO! Mi sono incuriosito e già alla terza pagina sono impazzito. È stato un vero e proprio colpo di fulmine.

È stato difficile riadattare il romanzo?

Devo ammettere che è stato piuttosto difficile. Non perché non fosse stato scritto in chiave cinematografica, ma piuttosto perché abbiamo dovuto sacrificare qualche parte. Conta che la prima stesura era di 250 pagine, in pratica quasi due puntate da un’ora e mezzo. Purtroppo, il taglio è stato inevitabile e necessario. Inoltre, sempre con il consenso dell’autore ho cambiato alcune connotazioni del personaggio di Pannofino, Silvano. Lui era un uomo alto due metri, ex tossico e senza denti. Lo trovavo poco divertente. La mia idea per la Banda dei Tre era quella di fare un pop di qualità.

Come è stato lavorare con il cast?

Sono dei professionisti ed ho amato lavorare con loro. Nel mio passato da attore avevo già avuto modo di lavorare con Francesco. Insieme avevamo già fatto un film sulla Banda della Magliana. Mi sono trovato benissimo anche con Marco Bocci. L’ho stravolto completamente: biondo e con le occhiaie. Due fuoriclasse!

La tua scena preferita del film?

Sicuramente il finale perché non c’è. Ho inventato una specie di tormentone con il personaggio del nano, un appassionato di Pupo. Così alla fine il cantante si è prestato e ha fatto pure una comparsa. In questa occasione ho messo il momento musical, il drone che si alza e fa la panoramica sulla città. Mi sono divertito come un matto e gli attori si prestavano ad ogni mia idea.

Il riassunto del tuo 2020…

Lo dico con vergogna. Sono stato molto fortunato: ho scritto una sceneggiatura che ha appena vinto il bando della Lazio Film Commision. In pratica ho vinto un finanziamento per la produzione. Inoltre, lavoro anche come creative producer e ho seguito tre film. Ho scritto un’altra sceneggiatura e ho appena acquistato i diritti di un altro libro di Carlo Callegari. Lo dico con vergogna perché ci sono persone molto più brave di me che purtroppo non stanno lavorando a causa di questa Pandemia.

Progetti per il futuro?

Nel mio futuro ho già in cantiere due film: “Le disobbedienti”, un film al femminile ambientato una settimana prima della Liberazione degli Americani, “Capitain Amerigo” ed è la storia di un personaggio picaresco del ‘600 che viene rincarnato nel corpo di una bambina down.