Giffoni Film Festival: Alessandro Borghi racconta i suoi futuri progetti

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Tra i moltissimi ospiti del Giffoni Film Festival anche Alessandro Borghi che ci ha parlato dei suoi progetti futuri.

Non servono molte presentazioni: Alessandro Borghi è uno dei talenti italiani nel campo della recitazione. Questo è stato il suo anno, dal momento che ha recitato in ruoli importantissimi e ha portato a casa numerosi premi e riconoscimenti, ultimo il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista per la toccante interpretazione di Stefano Cucchi in Sulla mia pelle, produzione Netflix diretta da Alessio Cremonini e presentata al Festival di Venezia 2018.

La carriera

I primi ruoli di successo sono del 2015 con Suburra- il film, in cui interpreta Aurealiano Adami, ruolo che riprenderà nella serie Suburra, che costituisce un prequel del film.

Nel 2017 è il padrino della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nello stesso anno ha interpretato il ruolo del cantante Luigi Tenco nel film biografico Dalilà ed selezionato per rappresentare l’Italia allo Shooting Stars Award, premio per i giovani attori che viene assegnato alla Berlinale.

Il 2018 è l’anno delle riprese de Il primo Re, kolossal Rai diretto da Matteo Rovere, in cui interpreta con Alessio Lapice i fratelli Romolo e Remo. Ma è anche l’anno di Sulla mia pelle, acclamatissimo film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi.

La conferenza: i progetti futuri e un messaggio per i ragazzi

Alessandro Borghi come possibile Francesco Totti in una serie tv? Ecco cosa ha risposto l’attore:

Non ho mai pensato di interpretare Francesco Totti, né penso che lui sceglierebbe me come prima opzione. Ma non credo neppure che stiano girando una serie su Totti, poi si è parlato di un documentario, poi non si sa se si fa proprio o chi lo dirige. In realtà, non mi interessa molto, perché non ho amore per il calcio!”.

L’attore è, inoltre, intervenuto sulla querelle tra Netflix e Cinema:

Con Sulla mia pelle ho litigato con tutti gli esercenti d’Italia, perché hanno boicottato il film, si sono sentiti messi in pericolo dal sistema Netflix. Dissi loro che agendo così pensavano di combattere il sistema Netflix, ma se avessero messo il film in sala, avrebbero guadagnato 5 milioni. C’erano persone accalcate fuori dai cinema, hanno fatto proiezioni nei prati, erano persone che sarebbero andate al cinema, è stata un’occasione mancata.

La mia necessità di andare al cinema non deriva dal voler vedere un film, ma dal volerlo vedere al cinema. Chi si accontenta di guardare il film a casa, chi non va al cinema, non ci andava già prima di Netflix.
Non credo che un amante della sala si accontenta del 50 pollici che ha in casa.

Netflix ha cambiato anche la scena per il ruolo delle donne nel cinema. In Italia nel nostro campo siamo più indietro rispetto a questa tematica. Per “Diavoli”, per esempio, ho incontrato donne con cariche altissime ad appena trent’anni. Per molti anni si è scritto al maschile, con temi maschili e personaggi maschili, ma con l’avvento di Netflix e questo tipo di piattaforme è tutto cambiato fortunatamente”.

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Alessandro Borghi si è poi apertamente schierato contro Facebook:

I giovani hanno un problema enorme: Facebook. Ha sviluppato tutto ciò che c’è di brutto negli esseri umani, dovrebbe implodere su se stesso. Perché Facebook e non tutti i social? Perché ha una struttura diversa: su Twitter puoi smettere di parlare con qualcuno che è stupido, Instagram si basa solo sulle foto. Facebook, invece, è concepito in modo tale che una discussione può durare anche mesi, perché ha eliminato quella cosa bellissima che era il contatto tra le persone. Per dire a una persona che si comporta in maniera stupida, prima, bisognava avere coraggio e dirglielo in faccia.

Ora, invece, tutti sono diventati supereroi dietro quelle tastiere e tutti sono esperti di tutto: siamo tutti informatici, esperti di chimica, politica e a me questo spaventa molto. Instagram lo uso volentieri, invece. Twitter di meno, perché è un social molto politico e io sono l’uomo meno politico di tutti.

I giovani avranno più problemi di quanti ne abbiamo noi, a partire dal fatto che a Londra, oggi, fanno 39 gradi, quindi, c’è un leggero problema di surriscaldamento globale. Le cose cambieranno, sono già cambiate rispetto a quando ero piccolo io ed è un processo irreversibile. C’è un sistema inquinato, bisogna trovare un modo di ridurre l’impatto sui giovani, che hanno un cervello molto più avanti rispetto al nostro”.

Alla domanda su quali siano i suoi progetti futuri, Alessandro Borghi risponde divertito:

In realtà, in questo momento non sto preparando nulla. Come obiettivo principale della mia vita vorrei andare in vacanza ed è il film più difficile da fare! Ho lavorato un po’ sulla post-produzione di Diavoli (produzione internazionale Sky). Tra un po’ inizieremo la terza stagione di Suburra. Ci sono molti progetti a cui vorrei lavorare, ma c’è un problema di incastri: tra Suburra, la seconda di Diavoli e la vacanza non è molto facile!”.

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Durante la conferenza con i giovani giffoners, all’attore si è unito anche Giancarlo Ferrara, alias Spadino nella serie Suburra e grande amico dell’attore.

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