La lettrice seriale #2: His Dark Materials

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Torna la rubrica mensile Le lettrice seriale, questa volta parleremo di His Dark Materials e di un mondo parallelo al nostro per raccontarvi di una trilogia e di una serie molto particolare

His Dark Materials (Queste oscure materie) è la trilogia creata da Philip Pullman, pubblicata tra il 1995 e il 2000 e composta da: La bussola d’oro, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra e prendono il nome dagli strumenti che appaiono nei vari volumi e risultano centrali nella narrazione. La trilogia trae il titolo da un verso del ‘Paradiso perduto’ di John Milton:

«In questo abisso selvaggio,
Il grembo della natura e forse la sua tomba,
Né di mare, né terra, né aria, né fuoco,
Ma tutti questi al concepimento mischiati
Confusamente, e quindi sempre in conflitto,
Finché il creatore onnipotente ordini loro
Da queste oscure materie di creare altri mondi,
In questo abisso selvaggio il cauto demonio
Sta ai margini dell’inferno e intanto osserva,
Ponderando la sua traversata…»

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Pullman ne rimase folgorato e da lì iniziò a sviluppare la sua idea di un mondo, parallelo al nostro, in cui gli esseri umani sono dotati di un’anima che vive al di fuori del loro corpo e prende il nome di daimon. Il daimon può mutare la propria forma in qualsiasi animale quando l’umano è ancora un bambino, poi con il raggiungimento della maturità della persona, assumerà una forma stabile.

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Pullman aveva scritto His Dark Materials in aperta polemica contro Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, impregnate di riferimenti alla religione cattolica (il leone Aslan non sarebbe altri che Dio), a cui Pullman opporrà le sue Oscure Materie in cui la polemica anti-clericale e la difesa dell’ateismo e, soprattutto, del libero pensiero sono centrali.

Quando Pullman pubblicò la trilogia, si scatenarono numerose polemiche da parte di gruppi cattolici e religiosi, che vedevano in quest’opera un tentativo di sabotare la Chiesa e la sua importanza. Ciò che nessuno sembrava comprendere era che Pullman non si schierava contro l’ideologia cristiana in senso stretto, ma piuttosto contro la strumentalizzazione della religione per fini politici.

His Dark Materials: una trama che ci porta in mondi infiniti

Lyra Belacqua (Dafne Keen) è un’orfana dodicenne che vive nel prestigioso Jordan College, a Oxford, e trascorre il tempo correndo sui tetti dell’edificio e vivendo mille avventure con il suo daimon, Pantalaimon, e il suo amico Roger. Durante una delle visite di suo zio, l’affascinante Lord Asriel (James McAvoy), Lyra scopre l’esistenza di una particella elementare, la Polvere, che mette in agitazione gli accademici del College e che non è visibile a occhio nudo.

Asriel si era recato al Nord per studiarla e seguire le tracce di una spedizione perduta, guidata da uno studioso Stanislaus Grumman (Andrew Scott), e aveva scoperto che attraverso le luci dell’Aurora Boreale, la Polvere permette di vedere i contorni di una città lontana, sospesa tra le nuvole: questa scoperta confermerebbe che esistono altri mondi oltre il loro e che il Magisterium non può controllare.

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Nell’Universo di His Dark Materials, infatti, la suprema autorità è costituita dal Magisterium (di cui fa parte anche la Corte Concistoriale di Disciplina), un’organizzazione religioso-politica, assimilabile per struttura alla Chiesa Cattolica, ma di idee più vicine al Calvinismo. Il Magisterium controlla ogni cosa, soprattutto, in materia di scienza e fede e porta avanti un progetto guidato dall’Intendenza Generale per l’Oblazione, posto sotto la guida di Marisa Coulter (Ruth Wilson), una misteriosa e crudele donna, che incrocerà il suo cammino con quello di Lyra.

La scomparsa di numerosi bambini gyziani e di famiglie poco abbienti si aggiunge ai misteri della trama e quando anche Roger sparirà misteriosamente, per Lyra sarà l’inizio di tutto: partirà alla volta di Londra, con Marisa Coulter, per ritrovare Roger e, senza saperlo, dare il via a una lotta tra mondi per il controllo della Polvere e del libero arbitrio, tra streghe, orsi corazzati e il Magisterium…

Lyra: orfana e maga

His Dark Materials appartiene al filone fantasy ed è un Bildungsroman, un romanzo di formazione che ha per protagonista Lyra e, dal secondo volume, anche Will Parry (Amir Wilson). Lyra è descritta, nel libro ma è evidente anche dalla serie, come un’orfana intelligente, vivace, dotata di grande acume e molto brava anche nel mentire. Si caccia spesso nei guai e adora correre in giro con Pantalaimon e Roger. Ammira molto suo zio e vorrebbe visitare il nord e conoscere tutto sulla Polvere.

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Su di lei aleggia una profezia, riportata più avanti nella serie dalla strega Serafina Pekkala (Ruta Gedmintas), in cui viene rivelato che Lyra avrà un ruolo chiave nel distruggere e ricostruire il mondo.

Lyra, all’inizio del suo viaggio, incarna benissimo l’archetipo dell’orfana e dell’innocente, ma in lei c’è anche il primo avviso dell’archetipo della maga: alla ragazzina, infatti, viene affidato dal Maestro del Jordan College, l’Aletiometro (la bussola d’oro del primo libro), uno strumento che permette, a chi sa leggerlo, di scoprire la verità – lo strumento prende il nome dal sostantivo greco aletheia, cioè ‘verità’- che si cela dietro ogni cosa.

Lyra, pur non avendo la minima preparazione accademica e senza mai aver letto i libri che insegnano a leggerlo, scopre di essere in grado di decodificare i simboli dell’Aletiometro (che funzione anche grazie alla Polvere). Non soltanto questo, ma Lyra sa spostarsi tra i mondi con facilità e anche la sua età la avvicina a figure sciamaniche, come Persefone, Alice o altre, che possono passare da un mondo all’altro.

His Dark Materials: un universo profondamente maschile

Soprattutto, dalla serie si evince come il mondo creato da Pullman sia un mondo profondamente maschile e maschilista, in cui pochissime sono le donne che vi appaiono. Per fortuna, quelle poche sono davvero meravigliose da seguire e conoscere: oltre a Lyra, un personaggio magnetico e particolare è quello di Marisa Coulter.

Mrs. Coulter è una donna elegante, che ha per daimon uno scimmiotto dorato, ma fredda e crudele. Appare per la prima volta al Jordan College dove si mostra molto interessata a Lyra e ne fa la sua assistente, portandola a Londra, con la promessa di aiutarla a ritrovare Roger. In realtà, Lyra scopre che dietro la sparizione dei bambini si cela proprio Mrs. Coulter e un piano diabolico e inumano, svelato nel corso della prima stagione.

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Marisa Coulter è l’unica donna con cui il Magisterium si rapporta: più volte, viene rimarcato come sia l’unica ad aver accesso a conoscenze accademiche e strumenti altrimenti al di fuori della portata di qualunque altra donna. Rappresenta, insomma, l’eccezione che il patriarcato (il Magisterium) sceglie di accogliere tra le sue fila. Nel libro e nella serie, mancano quasi totalmente figure femminili che occupano posizioni di potere o che non siano madri e mogli. La società dell’Universo di Lyra non consente che sia diverso.

Non è un caso che le uniche altre donne potenti siano le Streghe, che vivono in comunità a Nord, separate dal resto del mondo. Serafina Pekkala è a capo della comunità di Lago Enara ed ex amante del gyziano Farder Coram (Jasmes Cosmo) con cui aveva avuto un figlio, deceduto a causa di una malattia. Nel libro viene specificato come le streghe possano concepire figli con gli uomini, ma solo se il nascituro sarà una bambina, avrà il dono della lunga vita come la madre, i maschi sono destinati a una vita mortale.

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Lyra viene affiancata, durante il viaggio, dalla madre gyziana Ma Costa (Anne-Marie Duff), coraggiosa e forte donna, sua balia poco prima che venisse portata al Jordan College. Il figlio minore di Ma Costa, Billy, è stato rapito dagli Ingoiatori e sarà grazie a Lyra se riusciranno a trovarlo. Tuttavia, il suo ritrovamento getterà luce sugli orribili esperimenti che l’Intendenza sta compiendo…

Nella seconda stagione, infine, faremo la conoscenza anche di Mary Malone (Simone Kirby), fisica dell’università di Oxford (nel nostro mondo) che si occupa di studiare la Polvere, che lei chiama Ombre, e che costruirà il cannocchiale d’ambra del terzo libro.

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Teologia, filosofia ed epica

Come già Tolkien e C.S. Lewis, anche Pullman attinge a piene mani dall’epica classica e costruisce un viaggio dell’eroina e dell’eroe con due adolescenti destinati a essere oltre che amici, anche star-crossed lovers. Come Odisseo ed Enea, anche Lyra e Will sperimentano la discesa agli inferi per parlare con le anime dei defunti e ottenere risposte. Su di loro aleggiano profezie ed echi di battaglie per il libero arbitrio.

Infatti, il Magisterium è convinto che la Polvere, che è attratta dagli adulti ma non dai bambini, sia la manifestazione fisica del peccato originale e che l’unico modo per liberarsene sia spezzare il legame tra daimon e il suo umano, prima che questi raggiunga la pubertà. Questo perché, nella cultura misogina e retrograda del Magisterium, la presenza dei daimon indurrebbe i bambini a produrre pensieri ed emozioni sbagliate e che li portano al peccato.

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Pullman, con la sua trilogia, vuole dimostrare come, spesso, in nome di false credenze e miti ormai obsoleti, vengano compiuti atti orrendi. Il suo è un tentativo di dimostrare che il libero pensiero e il libero arbitrio non devono essere una minaccia, ma devono essere preservati e coltivati dalle generazioni future. La sua è anche una difesa degli innocenti: nel libro a essere colpiti sono i bambini, ma è grazie alla purezza di cuore e mente di Lyra e Will che la situazione migliora.

Dal film alla serie tv

Le prime due stagioni sono ben scritte e riescono a mixare bene elementi fantastici, CGI e filosofia, sebbene His Dark Materials sia estremamente complesso e ricco di sfumature che possono perdersi con la fruizione di un altro medium. Un primo tentativo avvenne nel 2007 con il film di Chirs Weitz: nonostante un cast stellare, con un’eterea e magnifica Nicole Kidman nel ruolo di Coulter, il film era troppo patinato ed edulcorato e la componente fantasy aveva soppresso totalmente i riferimenti metafisici e teologici, risultando banale e poco interessante.

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Nel 2019, invece, grazie alla co-produzione di Bad Wolf e New Line Productions, con la distribuzione di HBO, è stata realizzata la prima stagione, scritta da Jack Thorne, e che comprende gli avvenimenti de La bussola d’oro. Un cast pazzesco, comprendente anche Lin Manuel-Miranda nel ruolo dell’aeronauta Lee Scoresby, un’ottima CGI impiegata con parsimonia e per realizzare in maniera efficace i daimon degli umani, l’intreccio di vicende e musiche mozzafiato rendono la serie un prodotto pregevole, ben congeniato.

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Speriamo che anche la terza stagione, ora in produzione, sia all’altezza delle prime due e che anzi le possa superare, considerando che Il cannocchiale d’ambra è il volume più complesso da leggere e anche da portare sullo schermo. Tuttavia, date le premesse, potremmo avere delle ottime sorprese.

His Dark Materials è composta, per ora, di due stagioni da 7 e 8 episodi l’una, disponibili su Sky. Provate a immergervi nella complessità del mondo creato da Philip Pullman, sono sicura che non ve ne pentirete.

Spero che questo viaggio vi sia piaciuto, vi aspetto al prossimo appuntamento de La lettrice seriale, come sempre, il 9 di ogni mese, su Fuori Series!