Il Castello Errante di Howl, la recensione del film di Hayao Miyazaki

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Dal 1 aprile, Il castello errante di Howl è disponibile su Netflix, insieme ad altri titoli dello Studio Ghibli. Ecco la nostra recensione di questa opera, firmata dal Maestro dell’animazione Hayao Miyazaki.

Forse, non tutti sanno che “Il Castello Errante di Howl” è il primo volume di una trilogia della scrittrice inglese Diana Wynne Jones, pubblicato nel 1986. Hayao Miyazaki era un fan dell’autrice e le chiese il permesso di adattare il romanzo in un film d’animazione. Contrariamente a Ursula LeGuin, autrice de “I racconti di Terramare” e che inizialmente rifiutò l’offerta di Miyazaki, poichè non lo conosceva e non si fidava di lui, Diana Wynne Jones accolse con entusiasmo l’interesse di Miyazaki e accettò la sua proposta.

Nel 2003 il film viene presentato in concorso alla 61ª Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove vince il Premio Osella. L’anno successivo Hayao MIyazaki viene premiato con il Leone d’oro alla carriera e, fino a oggi, è l’unico regista d’animazione ad aver vinto l’Oscar (nel 2001 con quel gioiello che è La città incantata) e il Leone d’oro.

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Di cosa parla Il castello errante di Howl?

Sophie è una giovane cappellaia dalla vita grigia e solitaria. Un giorno si imbatte in un affascinante straniero. Costui è il mago Howl ed è inseguito dagli sgherri della Strega delle Lande, una perfida fattucchiera, decisa a vendicarsi dello stregone per averla ingannata. Sophie si trova, suo malgrado, coinvolta in questa lotta e viene maledetta dalla Strega con la trasformazione in una vecchina di 90 anni e l’impossibilità di raccontare a chiunque che cosa le sia successo. Per Sophie, tuttavia, la maledizione è l’occasione per varcare finalmente la soglia di casa e scoprire il mondo. La ragazza, infatti, decide di mettersi in viaggio per trovare Howl e spezzare la sua maledizione.

Lo stregone viaggia di città in città con un castello movente, alimentato dalla magia del demone Calcifer, con cui Howl ha stretto un patto. In questo modo, Howl può sfuggire non solo alla Strega delle Lande, ma anche alla Maga di Corte Sulliman, sua vecchia insegnante, che vuole reclutarlo per l’imminente guerra con un paese confinante. Sophie riesce a farsi assumere come donna delle pulizie nel castello e diventa amica di Markl, il giovane apprendista di Howl. Con questa nuova e strampalata famiglia, la giovane vecchietta scoprirà se stessa e le sue capacità, mettendosi in gioco per la prima volta e chissà che nel frattempo non si innamori del nostro stregone…

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Le favole Ubakawa

La storia di una ragazza che viene trasformata in una donna anziana è la trama principale delle favole Ubakawa (The Old Woman’s Skin), storie tipiche del folklore giapponese. Questa inizia con una ragazza costretta a lasciare la casa paterna o perché è obbligata dalla matrigna, o perché deve sposare un serpente a cui suo padre l’ha promessa in sposa. La ragazza, tuttavia, inganna il serpente, indossando un mantello che la dà l’aspetto di una vecchia e che le è stato donato, a seconda delle versioni, da una uba (un’anziana donna), da una yamanba (una strega delle montagne) o dalla sua balia.

Il Castello Errante di Howl | Studio Ghibli

Con il suo nuovo travestimento la ragazza trova lavoro presso la casa di un nobile come donna delle pulizie, cuoca, o altri lavori umili. Il figlio del padrone di casa la vede senza il mantello che ne altera le fattezze e, per la sua bellezza, se ne innamora. I due si sposano.

Spesso, la trasformazione in donna anziana avviene per proteggere la fanciulla dai pericoli che incontrerebbe lungo la strada, ma è anche probabile che il travestimento rappresenti una metafora per le ragazze di sfuggire ai doveri che le aspettano quando diventano adulte.

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Sophie e la maschera della vecchiaia

Invece, Sophie si serve di questo travestimento per imparare a esprimere se stessa. All’inizio del film, infatti, la vediamo come una ragazza tranquilla, dimessa e un po’ spenta. Una descrizione che si adatterebbe meglio a una persona anziana, non trovate?

Quando la maledizione la colpisce, ci si aspetterebbe da lei un pianto inconsolabile per la perdita della sua giovinezza e bellezza, invece la ragazza si limita a commentare che, in questo modo, i vestiti e il suo aspetto si sono adeguati alla sua personalità. La maledizione ha portato all’esterno ciò che Sophie sente di essere dentro di sè ossia un persona che, all’apparenza, non ha più nulla di cui meravigliarsi.

Il castello errante di Howl (2004) H. Miyazaki - Recensione ...

Eppure, è grazie al maleficio della strega che Sophie prende coraggio e lascia l’angusta stanzetta, dove è sempre vissuta, per avventurarsi nel mondo. Inoltre, come vediamo nel corso della storia, l’aspetto da vecchina le consente di esprimere, per la prima volta, la sua voce e le sue idee. Memorabili, nel film, sono i suoi battibecchi con Howl e Calcifer per limitare i danni nel castello a causa delle sue pulizie.

La sua versione novantenne è una maschera con cui si può mostrare agli altri, nascondendo le sue insicurezze, come il cruccio per non essere una grande bellezza agli occhi degli altri. L’aspetto fisico è un tasto dolente e sarà evidente più volte nel corso del film.

Utilizzando il suo nuovo aspetto di donna anziana, Sophie è in grado di liberarsi dalle aspettative della società sul suo ruolo di giovane donna e di guadagnare sicurezza in se stessa. Infatti, come ha riferito anche Miyazaki in un’intervista, i bambini e le persone anziane sono le categorie che hanno maggior libertà sociale, poichè su di loro non ci sono aspettative e, così, possono essere liberi di agire come desiderano.

Howl e la maschera del vanesio

Come Sophie, anche Howl fa uso di numerosi travestimenti nel corso del film. Si tinge i capelli, assume il volto di altri personaggi, ha diverse identità con cui è conosciuto in diverse città. Come Sophie, Howl sfrutta questi travestimenti per sfuggire ai suoi doveri e alla paura di non essere all’altezza del futuro. Lo stregone si concentra sull’aspetto esteriore per evitare di analizzare il vuoto che porta dentro, la solitudine che lo ha accompagnato fin da bambino, che lo ha portato a stringere un patto con il demone Calcifer e che rischia di ucciderlo.

Il castello errante di Howl (Anime) | AnimeClick.it

La prima persona in grado di penetrare la sua maschera di indifferenza e superficialità sarà un’anziana Sophie, di cui Howl è in grado di vedere, all’insaputa della ragazza, il vero aspetto che il mago desidera protteggere. La loro vicinanza permette a entrambi di superare le reciproche paure e li rende adulti e responsabili per gli altri.

La Strega delle Lande: voracità e crudeltà

Nonostante il vero nemico sia la guerra e la devastazione che porta con sè (un tema molto caro al Maestro), non poteva mancare un’antagonista più immediato: la Strega delle Lande. Una donna dall’aspetto imponente, vestita di scuro e dal viso truccato e dai modi suadenti, ma che nascondo un animo avido e poteri spaventosi.

La Strega è completamente diversa da Sophie, sia per aspetto sia per carattere: tanto una è massiccia e crudele, tanto l’altra è esile e gentile. Questa fattucchiera desidera impossessarsi del cuore di Howl, come punizione per averla ingannata e si adopera con ogni mezzo affinchè ciò accada. Nel corso della storia subirà, per mano di Sulliman, anche lei una trasformazione che la mostrerà al pubblico per ciò che è realmente, al di là di abiti e trucco importanti.

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