La famiglia Willoughby, “facciamo fuori i genitori” e poi?

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Lasciatevi deliziare da questi 90 minuti di avventure e risate. Ecco la recensione di La Famiglia Willoughby, la nuova storia animata targata Netflix.

Dopo la delusione per mancato Oscar con Klaus, Netflix ci ritenta lanciando La Famiglia Willoughby, il nuovo lungometraggio d’animazione disponibile sulla piattaforma a partire dal 22 aprile. L’ironia della sorte ha deciso che questo prodotto dedicato alla famiglia sia capitato proprio ora quando la convivenza forzata in casa le ha messe decisamente a dura prova con battibecchi e tensioni.

Quattro bambini di età diverse, tre fratelli e una sorella, sono costretti a subire le continue non curanze di genitori poco presenti. Padre e madre Willoughby non si limitano solo a centellinare le proprie attenzioni, ma per non averli sempre tra i piedi li relegano nelle aree meno appetibili della casa come ad esempio la carbonaia o la soffitta. Stanchi di questa vita, i giovani protagonisti decidono di organizzare una pericolosa vacanza così da sbarazzarsi dei due adulti. Peccato che i loro piani per l’indipendenza vengono guastati dalla presenza di Linda, la nuova baby-sitter che farà riscoprire loro il vero significato di famiglia.

La famiglia Willoughby: recensione del film Netflix ...

Una serie di Sfortunati Eventi in versione cartoon

“Se amate le storie di famiglie che restano unite e si amano nel bene e nel male, con un bel lieto fine… questo film non fa per voi, ok?”

Con questa fantastica premessa lanciata dal nostro gatto-narratore veniamo immersi nella famiglia Willougby e nelle sue sventure. Uno stile che fa certamente eco ad una storia che conosciamo ormai fin troppo bene perché presente sulla piattaforma in formato serie tv. Stiamo proprio parlando di Una Serie di Sfortunati Eventi.

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Il paragone risulta subito lampante. Sia i Baudelaire che i Willoughby vivono una sorta di insoddisfazione in famiglia. I primi hanno perso i genitori in un misterioso incendi e si ritrovano affidati ad un tutore interessato semplicemente alla propria fortuna, mentre in questo caso la situazione è completamente ribaltata. La figura negativa è rappresentata dai genitori mentre invece la tata, Linda, sarà colei che libererà i quattro bambini da questo tormento.

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Una storia dai colori vivaci

Se quanto appena detto può far pensare che sia una storia dai toni cupi o deprimenti, in realtà La Famiglia Willoughby mette in scena un mondo ricco di colori ed originale. Ogni personaggio ha le sue peculiarità, oltre ed essere estremamente stravagante. Il rosso fa da padrone ad ogni scena. Le sue tonalità infatti colorano i capelli, il tratto distintivo della famiglia, e si tramandano immutate da generazione a generazione.

Altro tratto distintivo è la scelta di realizzazione. Il lungometraggio animato non è stato prodotto in computer grafica, ma in stop-motion, una tecnica già sperimentata con Coraline. Questa scelta ne determina anche l’animazione scattosa, ma anche una grande cura al dettaglio. I Bron Studios hanno portato a termine un piccolo gioiellino che risulta essere una gioia per gli occhi.

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In conclusione

Rocambolesche situazioni e scene sentimentali coloreranno la vostra quarantena e chissà, magari, riusciranno anche a strapparvi un bel sorriso. Una storia surreale ricca di ironia e tanto sarcasmo che vi intratterrà per novanta minuti e andrà a rafforzare il catalogo family già presente su Netflix.

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