Non ho mai, la recensione della nuova teen comedy di Netflix

0
398

Il mese di aprile è stato decisamente ricco di uscite. Tra queste, vi segnaliamo Never Have I Ever, tradotto come Non ho mai, brillante e divertente teen comedy. Ecco perchè dovete assolutamente guardarla!

Never Have I Ever (in italiano Non ho mai) è un prodotto originale Netflix, creato e prodotto da Mindy Kaling (The Office, The Mindy Project) e Lang Fisher (Brooklyn Nine-Nine, The Mindy Project, 30 Rock), rilasciato sulla piattaforma il 27 aprile 2020 e composto di 10 episodi.

Devi Vishwakumar(Maitreyi Ramakrishnan) è un’adolescente indiana, figlia di immigrati di prima generazione, Mohan (Sendhil Ramamurthy) e Nalini (Poorna Jagannathan). I suoi genitori si sono trasferiti dall’India in California nel 2001 e dal allora hanno sempre vissuto lì. Durante un’esibizione di musica a scuola, Mohan ha un infarto e Devi, scioccata dalla perdita del padre perde l’uso delle gambe per tre mesi. Quando, miracolosamente, riprende a camminare, il nuovo anno scolastico è alle porte e Devi è più che mai decisa a migliorare il suo status sociale e trovarsi un ragazzo cool, qualcuno come la sua cotta, il bellissimo atleta di nuoto Paxton Hall-Yoshida (Darren Barnet).

A scuola con lei ci sono le inseparabili amiche di sempre, Fabiola (Lee Rodriguez), appassionata di tecnologia e studentessa modello, e Eleanor (Ramona Young), un’aspirante attrice dall’abbigliamento eccentrico. Devi si contende il titolo di più brava della classe con il suo arci-nemico Ben Gross (Jaren Lewison), che proviene da una ricca famiglia ed è fidanzato con una ragazza molto superficiale.

I piani di Devi sono, però, costantemente ostacolati dalla sua tempra focosa e dalla sua propensione a cacciarsi nei guai, per i quali la madre la punisce severamente e a causa dei quali non manca di metterla a paragone con la bella cugina più grande, Kamala (Richa Moorjani), che è andata a vivere con loro dopo la morte di Mohan e studia per il dottorato in biologia all’Università Calctech.

La serie è narrata da John McEnroe, giocatore di tennis di fama mondiale, che interpreta e racconta di pensieri di Devi. La scelta di McEnroe è dovuta all’ammirazione che il padre di Devi ha sempre avuto per lui.

Non ho mai: una serie dai toni autobiografici

Quando Mindy Kaling è stata contattata da Netflix per creare questa serie, ha deciso di portare in tv una storia che si ispirasse alla sua adolescenza di indiana americanizzata e figlia di immigrati. Come aveva detto in un’intervista, non le era mai capitato di vedere in tv la rappresentazione di una famiglia come la sua. Così, anche per la scelta della sua Devi, ha tenuto in mente questo principio e ha organizzato un’audizione a chiamata aperta tramite i social: si sono presentate più di 15000 candidate.

Poichè non desiderava che Devi avesse l’aspetto delle protagoniste dei film di Bollywood, con pelle chiara, capelli rossi e occhi verdi, ha cercato un volto che potesse essere facile immaginare tra i membri della sua famiglia e la candidata ideale era Maitreyi Ramakrishnan, di origine Tamil (dal nome di una delle regioni dell’India), dotata di senso dell’humor e dalla risposta pronta.

Leggi anche: Hollywood: la recensione di una scalata al successo (spoiler free)

E, in effetti, Maitreyi ha riversato la sua personalità nel personaggio di Devi, dando vita a questa adolescente ironica, dalla risposta tagliente, profondamente legata e suo padre e in conflitto con la madre. Un’adolescente in cui convivessero la cultura indiana e americana in un mix affascinante e divertente, con problemi e dubbi tipici degli adolescenti, ma che ricalcassero bene anche il background in cui era cresciuta.

Perchè vedere Non ho mai?

Pur presentando molti dei clichè tipici delle teen-comedy americane, come l’ambientazione scolastica, la rivalità, i gruppi e l’importanza dello stato sociale, Non ho mai non risulta un prodotto già visto e di basso livello. Al contrario, è uno show brillante, ironico, divertente e commovente, merito di una scrittura intelligente, di personaggi ben costruiti, come Ben, il rivale-amico di Devi, a cui è dedicato un intero episodio, narrato da Andy Samberg.

Tutti i personaggi presentano storyline interessanti, che vorrete seguire fino alla fine e che trattano degli argomenti più diversi: dalla disabilità, bullismo, solitudine tra gli adolescenti, coming out, integrazione, la perdita di una persona cara e relazioni genitori-figli.

In conclusione

Non ho mai è ricco di citazioni della cultura pop americana e legata al mondo delle serie tv (in un episodio Kamala e Devi guardano e commentano Riverdale), ma mostra anche cosa significa essere figli di una cultura diversa, con tutte le convinzioni e le idiosincrasie del caso. Ma sempre, in maniera ironica e con il sorriso.

Ci auguriamo che la serie sia presto rinnovata, visto il grande successo di critica e dal momento che in pochi giorni è nella lista tra le più viste di Netflix. Never I Have Ever è disponibile dal 27 aprile su Netflix, fatevi un grandissimo favore e guardatela, non ve ne pentirete!

Per ulteriori recensioni e news sul mondo di Netflix e non solo, continuate a seguire Fuori Series!