Oceania, un viaggio alla ricerca di sè tra le onde dell’oceano

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Oceania, la nuova principessa polinesiana, ci porta a vivere un’incredibile avventura. Leggi la nostra recensione!

“L’acqua sembra chiamarmi a sé per nome
Ed io non so dov’è che andrò
Anche il vento mi sfiora e continua ad attrarmi
Lo seguirò”

Negli ultimi anni Disney ci ha regalato film che sono diventati, fin dalle prime settimane di proiezione in sala, dei veri e propri oggetti di culto. Mi riferisco sopratutto a titoli come Frozen – il regno di ghiaccio che ha fatto breccia nel cuore di bambini (e non) e che è ad oggi il film d’animazione con il più alto incasso della storia del cinema. Oppure a produzioni come il recente Zootropolis in grado di parlare di temi delicati come il razzismo creando un film crime con protagonisti animali antropomorfi.

Se Elsa e Anna sono ufficialmente diventate icone della cultura pop anche grazie all’uscita del sequel lo scorso inverno, ci sono film che purtroppo non hanno ottenuto lo stesso successo e che almeno dal mio punto di vista lo avrebbero meritato. Tra questi c’è Oceania, cartone animato del 2017 diretto da Ron Clements e John Musker.

Oceania in breve

Il viaggio di Vaiana è un viaggio di conoscenza e crescita personale nel corso del quale si imbatte nel semidio mutaforma Maui. Questo assumerà il ruolo di guida per diventare una grande esploratrice. Insieme attraverseranno l’oceano vivendo momenti ricchi d’azione che li porteranno ad affrontare enormi e feroci creature e ostacoli impossibili. Lungo il percorso, Vaiana porterà a compimento l’antica ricerca dei suoi antenati e troverà l’unica cosa che ha sempre desiderato: la propria identità.

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La prima principessa Disney dall’Oceania

Nel corso della sua storia quasi centenaria, la Disney ci ha raccontato storie di principesse provenienti da pressochè ogni parte del mondo. Se inizialmente il focus era incentrato sulle fiabe del Vecchio Continente con personaggi come Biancaneve o Cenerentola, si è poi ampliato a territori come l’Asia di Mulan, l’America Latina di Pocahontas o il Medio Oriente della principessa Jasmine.

In Oceania, o Moana se preferite il titolo originale, la protagonista ci porta ad esplorare un parte del mondo finora mai raccontata: la Polinesia, con i suoi paesaggi incontaminati e le sue isole paradisiache circondate dall’azzurro dell’Oceano. Proprio la ricostruzione degli ambienti attraverso l’animazione digitale rappresenta, a mio avviso, uno dei punti di forza della pellicola. L’acqua cristallina, le spiagge bianche e tutti i dettagli sono curati nei minimi dettagli risultando davvero una gioia per gli occhi.

L’iconicità dei personaggi

Come in buona parte delle produzioni animate di mamma Disney tutti i personaggi riescono a lasciare un segno indelebile nella mente dello spettatore a fine visione. Questo si conferma anche in Oceania con le figure di contorno come nonna Tala, il granchio Tamatoa e poi naturalmente come dimenticare il pollo domestico HeiHei (di cui ammetto possiedo un peluche comprato al Disney Store).

Pensavate che mi fosse dimenticato del semidio Maui? Impossibile, è diventato iconico fin dai primissimi trailer. Come non dimenticare che a dargli la voce in lingua originale c‘è il nostro amato Dwayne The Rock Johnson.

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Pronti a cantare a squarciagola?

Quando si parla di classici Disney c’è un aspetto che passa spesso in secondo piano ma che ha reso la Casa di Topolino una vera e propria icona nel cinema: le canzoni. Anche in questa avventura nel bel mezzo del Pacifico non siamo rimasti delusi: Oltre l’Orizzonte nella versione italiana cantata dalla giovanissima Chiara Grispo è diventata fin da subito iconica!

In conclusione

Oceania, o Moana se preferite, è un ottimo film animato in grado di rendere fin da subito iconici personaggi e una cultura mai esplorati prima. Capace di lasciare a bocca aperta lo spettatore per la ricostruzione dei paesaggi e la maniacale cura nei dettagli. L’avventura polinesiana targata Disney, al momento dell’uscita in sala, ha dovuto fare i conti con un diretto concorrente Zootropolis. Uscito qualche mese prima vinse l’Oscar all’edizione 2017 strappando la statuetta dalle mani.