Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino: la tragica storia vera di Christiane F.

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Il 7 maggio debutta su Prime Video la nuova serie tratta dal romanzo “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino“, in questo articolo vi racconteremo la vera storia della sua protagonista!

Christiane Felscherinow, più conosciuta con il nome di  Christiane F. Ha 58 anni e mostra ancora i segni dell’epatite C che contrasse negli anni ’80. Alle spalle ha una vita fatta di tantissime ombre e tenebre.

Il trailer ufficiale della serie Amazon

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L’infanzia difficile

Già a partire dall’infanzia, infatti, la vita di Christiane non è delle più semplici: nata ad Amburgo, a sei anni si trasferisce coi genitori a Berlino, nella speranza di poter trovare condizioni di vita migliori.

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Natja Brunckhorst nei panni di Christiane F. nel film del 1981

Ma l’atmosfera in casa Felscherinow è tutt’altro che serena: il padre di Christiane è così insoddisfatto della sua vita e della povertà in cui imperversa la famiglia da diventare molto spesso violento. Atteggiamento che avrà ripercussioni sulla giovane Christiane, ripercussioni che si aggraveranno quando, dopo la separazione dei genitori, la giovane vedrà sua sorella lasciare la casa e trasferirsi lontano insieme al padre. Solo anni più tardi la ragazza, ormai divenuta donna, racconterà che quel padre violento aveva abusato ripetutamente di lei e di sua sorella.

Il contatto con gli stupefacenti

Il battesimo nel mondo degli stupefacenti inizia con l’hashish, ma Christiane non impiegherà molto tempo prima di passare a quelle sintetiche, finché un mese prima di compiere quattordici anni e all’alba del concerto di David Bowie, la ragazza assume per la prima volta la sua prima dose di eroina per inalazione.

Ci vorrà circa un anno prima che il primo ago gli apra una vena per far entrare immediatamente in circolo l’eroina. Tutti i pomeriggi la ragazza si recava alla stazione dello Zoo a Charlottenburg per procurarsi l’eroina e quando non aveva soldi per comprarsela, vendeva il suo corpo per racimolare il denaro.

Christiane vive dunque una vita dove la mattina si recava a scuola e il pomeriggio era impegnata a prostituirsi, così come facevano le sue amiche e il suo fidanzato Detlef, che si prostituiva con ragazzi omosessuali.

Nonostante alcuni tentativi di disintossicazione, la ragazza continua ad essere sempre più immersa nel mondo della droga e assiste alla morte di amici e di un ex fidanzato. La morte dell’amica Babette, quando Christiane ha solo 15 anni, la spinge sull’orlo del baratro: tenta di togliersi la vita assumendo una dose eccessiva di droga, ma verrà salvata. A quel punto sua madre decide di rispedirla ad Amburgo, lontana dalle tentazioni e dagli eccessi.

Dal libro al successo mondiale

Per Christiane gli anni tra il 1978 e il 1984 sono gli anni del successo. La pubblicazione del libro e il film ispirato alla sua storia la rendono famosissima in tutto il mondo. Inoltre Christiane prende parte a due film e tenta la carriera musicale. 

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Tuttavia, nel corso di questi anni, Christiane non è rimasta lontana dalle droghe e dall’eroina. Christiane non riesce ad abituarsi a quel mondo che a parere suo la trattava più come un pupazzo che come una persona. Christiane ritorna stabilmente a Berlino.

Senza saperlo le sue memorie – una famiglia incurante, la caduta nella droga, la prostituzione, la perdita di alcuni amici, i furti – sono diventate una sorta di pilastro nella formazione per milioni di ragazzi (e genitori) che di tossicodipendenza non sapevano nulla. Quando poi nel 1981 il libro è stato adattato in un film, il successo è esploso. Christiane è stata consacrata a testimonial dell’anti-droga, esempio vivente di come non si dovrebbe vivere.

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