Shira Haas, Esty in Unorthodox, ritorna a parlare della sua scena di canto nel finale

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L’attrice del momento, Shira Haas, è ritornata a parlare di una delle scene più iconiche di Unorthodox

Sono stati davvero tanti i sacrifici che l’attrice Shira Haas ha dovuto compiere per interpretare al Esty, una giovane ebrea ortodossa alla ricerca della libertà. Per Unorthodox, la donna ha infatti dovuto radersi la testa a zero, ma, a sua detta, la parte più difficile è stato il canto nel finale.

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Fino a mancare il fiato!

Esther Shapiro è riuscita finalmente ad ottenere la sua audizione in una della più prestigiose scuole di musica del paese. Dovrà dimostrare a tutta la commissione di essere degna per l’ammissione. La giovane ragazza cresciuta in un ambiente tradizionalista come la comunità ortodossa non sa molte canzoni e così decide di portare un brano tradizionale come “Mi Bon Siach” suonato al suo matrimonio. In un’intervista Haas ha dichiarato di essersi sentita stata particolarmente nervosa e vulnerabile:

“È stata letteralmente una sorpresa. Gli unici ad avermi sentito cantare erano due persone della produzione. Ho lavorato sodo su questa performance. Mi sentivo quasi come Esty in quel momento. Nessuno sapeva cosa sarebbe uscito dalla mia gola ed ero particolarmente nervosa. Inoltre, c’erano così tante telecamere. Insomma, sembrava che stessi facendo realmente un provino.”

Unorthodox” e il ruolo della donna nelle comunità ultra-ortodosse – Series,  she wrote

A rendere il tutto ancora più epico, è il fatto che l’attrice ha dovuto ripetere più volte la scena e quindi cantare per più tempo. La regista, oltre a catturare la sua voce, voleva anche imprimere sulla pellicola le espressioni del pubblico, della commissione, della madre, ma soprattutto del marito Yanky. Il giorno dopo Shira Haas ha accusato un forte mal di gola per essersi sforzata troppo.

Un dialogo tra Esty e Dio

La scena finale ha di per sé una carica emotiva esorbitante. Esty sembra quasi completamente estraniata dal mondo che le circonda arrivando a parlare con Dio. In quel momento così intimo la giovane protagonista è riuscita a scardinare ogni dogma religioso arrivando a cantare una melodia esclusivamente maschile.

Shira Haas ha aggiunto poi: “È come se lei si avvicinasse a Dio. È una sorta di preghiera e alla fine riesce a far valere la sua voce, il suo grido disperato. Sta davvero urlando su quel palco. Dopotutto Unortodox parla di una donna che trova la sua voce e in quella scena la sta proprio scovando. Si sorprende persino di quello che le viene fuori. Mi sono davvero commossa alla fine.”

Unorthodox. La recensione della miniserie Netflix

Sfido chiunque a non commuoversi dopo una performance di questo calibro e non è un caso che Shira Haas sia riuscita ad ottenere la nomination agli Emmy Awards come miglior attrice protagonista di una miniserie. Riuscirà a conquistare l’ambita statuetta? Staremo a vedere, noi di Fuori Series facciamo il tifo per lei.

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