SI ALZA IL VENTO, il commovente addio di Hayao Miyazaki

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Il mese di aprile ha visto l’arrivo su Netflix dell’ultima tranche di lungometraggi dello Studio Ghibli. Tra questi c’è “Si alza il vento” l’ultimo film diretto da Hayao Miyazaki. Ecco la nostra recensione!

“Si alza il vento…bisogna tentare di vivere” è una citazione della poesia Cimetière Marine di Paul Valery, scrittore e poeta francese vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nelle strofe precedenti il poeta si era abbandonato a cupe riflessioni sulla vita, la morte e il tempo. All’improvviso, tuttavia, inizia a soffiare un vento tremendo, che scuote l’autore dalle sue divagazioni e gli fa comprendere che quella tempesta che si sta avvicinando è la tempesta della vita e bisogna cavalcarla. Non è quello il tempo per interrogarsi sulla morte, bisogna tentare di vivere, invece.

Con “Si alza il vento”, Hayao Miyazaki ha dato addio al mondo dell’animazione, dichiarando che quello sarebbe stato il suo ultimo film. Fu presentato nel 2013 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e candidato all’Oscar come Miglior Film d’animazione. La pellicola è tratta dall’omonimo manga di Miyazaki ed è ispirato, seppur vagamente, al romanzo di Tatsuo Hori, Kaze tachinu, su Jiro Horikoshi, progettista del Mitsubishi AM5 e A6M Zero, utilizzato dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

Si alza il vento di Hayao Miyazaki - Cronache Letterarie

Di cosa parla Si alza il vento?

Jiro Horikoshi è un ragazzo giapponese che sogna di pilotare un aereo, ma la sua miopia glielo rende impossibile. I suoi sogni si intrecciano con quelli del progettista italiano Giovanni Caproni, che gli suggerisce di non rinunciare al suo desiderio, ma di modificarlo e diventare un progettista di aeroplani. Dopotutto, questi sono uno splendido sogno e il progettista è colui che dà vita a quel sogno. Tuttavia, lo mette in guardia Caproni, quel sogno porta con sè una terribile maledizione: sapere che le proprie creazioni, per quanto belle, potrebbero essere usate per fini bellici e causare morte e distruzione.

Si alza il vento, lo struggente addio di Hayao Miyazaki

Da quel momento, Jiro impiegherà tutto il suo tempo e le sue energie per costruire l’aeroplano dei suoi sogni. Sarà un’occupazione che lo porterà a lavorare, giovanissimo, per la Mistubishi, una delle più importanti fabbriche di aerei del Giappone. La sua vita sarà segnata dall’incontro con Nahoko Satomi, dolce ragazza dalla salute compromessa, che diventerà il grande amore della sua vita.

Nonostante la consapevolezza della sua morte imminente, Nahoko resterà accanto al marito per permettergli di completare il progetto dell’AM5 e, solo nel giorno di prova finale, si ritirerà in un sanatorio di montagna per morire.

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Il fascino del cielo

Da sempre appassionato di aerei e macchine volanti (i suoi film precedenti sono quasi tutti pieni di creazioni steampunk fantasiose), Hayao Miyazaki si documentò sulla vita di Jiro Horikoshi, memore anche dell’impatto che i caccia Zero avevano avuto sulla sua generazione, impegnata ad assistere al secondo conflitto mondiale. Nonostante il Giappone avesse subito dolorose perdite, quei magnifici aerei che sfrecciavano nel cielo erano una delle poche creazioni di cui andassero fieri.

Si alza il vento | Cineclandestino

Nel delineare il personaggio di Jiro, Miyazaki vi ha infuso questo suo profondo amore per il cielo, lasciandosi ispirare anche da una frase pronunciata dal progettista:“Tutto quello che volevo fare era creare qualcosa di bello”. In un Giappone estremamente povero, rurale e ancora molto legato alle sue tradizioni, Jiro si muove con estrema determinazione ed energia, pur di realizzare il suo sogno.

Più volte nella pellicola lo notiamo perso nei propri pensieri, con la testa in aria e nel vento. Il suo personaggio è meticoloso, quasi ossessivo nel suo lavoro, stacanovista (mentre i suoi colleghi tornano a casa di sera, lo vediamo ancora immerso nei suoi progetti). Persino con Nahoko non smette mai di lavorare, ma i due sono felici di poter stare l’uno accanto all’altra e si tengono per mano tutta la notte, mentre Jiro continua a scrivere e disegnare.

La presenza della Storia

Più di qualsiasi altro film, in Si alza il vento possiamo percepire il peso degli eventi che si abbatteranno presto sul Giappone e sul mondo intero. La pellicola è ambientata a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, un periodo di grandi fermenti. Consapevole di non essere al pari delle altre grandi nazioni, il Giappone impiega tutte le sue risorse pur di raggiungerle e superarle.

Jiro lavora per la Marina Imperiale per creare aerei in grado di superare quelli tedeschi, è consapevole che le sue creazioni saranno usate per scopi distruttivi e non riesce ad accettarlo del tutto. Vi è, quindi, anche il conflitto tra libertà creativa e un potere più forte che, spesso, soffoca il libero pensiero o lo piega al suo volere.

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La storia è ben incarnata dal personaggio di Hans Castorp, omonimo del protagonista de La Montagna magica di Thomas Mann, incontrato da Jiro durante una vacanza. Hans è un oppositore di Hitler e della politica bellica del Giappone e più di tutti, sembra capire che presto ci sarà un conflitto tremendo: “la Germania scoppierà, il Giappone scoppierà” afferma durante una conversazione con Jiro.

Un addio commovente e pieno d’amore

“Si alza il vento” è il manifesto della poetica di Hayao Miyazaki e contiene la summa di tutte le tematiche a lui più care. Fu accusato di essere anti-nazionalista, per il chiaro messaggio anti-bellico, ma fin da ‘Nausicaa della valle del vento’, Miyazaki ha sempre dimostrato la sua opposizione alle guerre.

Nel film il tema del sogno è centrale ed è da un sogno, dopotutto, che è nato il progetto dello Studio Ghibli che ha permesso al Maestro di realizzare meravigliosi lungometraggi. Attraverso la figura del conte Caproni, suo alter ego, Miyazaki trasmette un bellissimo messaggio di speranza ai progettisti che verranno dopo di lui: devono dare fondo a tutte le loro energie per dar vita alle loro creazioni, perché il periodo di massimo lavoro per un’artista è di un decennio.

Si alza il vento - Spettacolo - Ansa.it

Con il sogno Miyazaki può mostrare i lati più umani di Jiro ed è nell’ultimo sogno che avviene l’addio tra lui e Nahoko. La loro storia d’amore è tra le più delicate, commoventi e mature di tutte le relazioni raccontate al Maestro. Lo spirito di sacrifico di Nahoko, la sua gentilezza la rendono un personaggio sublime e poetico, capace di incantare gli spettatori. L’amore tra lei e Jiro è nato grazie al vento e con il vento lei gli dice addio, esortandolo a vivere.

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Il finale di Si alza il vento

In un’ultima sequenza onirica, Caproni, ormai prossimo alla pensione, e Jiro si incontrano. Sullo sfondo la Seconda Guerra Mondiale ha devastato il Giappone e nessuno degli aerei Zero progettati da Jiro ha fatto ritorno dal conflitto. Nahoko è morta e Jiro è solo. Ne è valsa la pena? Jiro sembra chiedersi proprio questo, lì su quella pianura percorsa dal vento lieve. Caproni lo conforta, dicendo che al di là dell’uso che ne hanno fatto, Jiro ha creato dei velivoli bellissimi e ne deve andare fiero.

In questo ultimo sogno Nahoko appare per dire addio al marito ed esortarlo a vivere. Miyazaki, inizialmente, aveva scritto il finale concludendolo con l’invito di Nahoko al marito, affinchè la raggiungesse. Era un finale triste e di morte, dunque. Tuttavia, un giorno prima della scadenza della fine dei lavori, cambiò il finale e l’esortazione di Nahoko divenne un inno alla vita e a non sprecare nessun attimo.

Clip L'importante è il buon gusto - Si alza il vento | Video ...

Si alza il vento, bisogna vivere e cavalcare le tempeste della vita: ecco l’ultimo messaggio per noi da parte del Maestro Miyazaki. Il film è disponibile su Netflix dal 1 aprile. Fatevi un favore e guardatelo, non ve ne pentirete!

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