SPACE FORCE, la recensione SPOILER FREE della sitcom con Steve Carell

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Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima la prima stagione di Space Force, la nuova sitcom originale Netflix con protagonista Steve Carell. Ecco la nostra recensione rigorosamente SPOILER FREE!

Steve Carell è noto al grande pubblico per essere uno di quegli attori che nel corso della sua carriera si è dedicato per lo più alla commedia: dai film di Anchorman alla recente doppia collaborazione con il regista Adam McKay. Però uno dei ruoli che l’ha reso iconico non viene dal grande schermo bensì da una produzione televisiva, nello specifico dal personaggio di Michael Scott in The Office US. Ora Netflix lancia Space Force, come sarà questa nuova avventura televisiva?

Carell interpreta Mark Naird, un pluridecorato generale dell’Air Force statunitense a cui viene assegnato il comando della neonata divisione Space Force. Questa neonata organizzazione si occupa di missioni spaziali in stretta collaborazione con la NASA ed è perennemente in contatto con la Casa Bianca. Il nostro protagonista sarà costretto a lavorare insieme ad un team di esperti entrando più volte in contrasto. Oltre ai problemi sul posto di lavoro il generale Naird deve gestire i difficili rapporti con gli altri componenti della sua famiglia, specialmente con la figlia Erin.

L’America di Trump secondo Steve Carell

In Space Force, ci viene raccontata con una buona dose di ironia e di battute frizzanti la realtà statunitense degli ultimi tempi. Il personaggio interpretato da Steve Carell altro non è che una sorta di icona dell’americano medio patriottico che pur di tenersi stretto l’ambito posto di comando arriva in più occasioni ad ignorare il parere degli esperti e a dare il via a missioni rischiose in nome del patriottismo a stelle e strisce. L’esperto con cui maggiormente è in contrasto è Adam Mallory, lo scienziato a capo della task force di esperti interpretato da John Malkovic. Come vi dicevo i nostri personaggi sono in stretto contatto con la Casa Bianca, non possono quindi mancare riferimenti velati all’amministrazione Trump e a tutte le sue contraddizioni. Se vi dico “tweet” credo che abbiate già capito!

Oltre a queste battute politicamente scorrette lo show è pieno zeppo di riferimenti alla cultura nerd ben calibrati e qualche inaspettato riferimento a teorie del complotto (giuro, non sto scherzando!)

L’attenzione ai personaggi secondari di Space Force

Lo ammetto, quando nel cast ho visto i nomi di Carell e Malkovich uno accanto all’altro ho temuto che gli altri personaggi, visti i nomi sopracitati, sarebbero stati poco approfonditi o peggio ridotti a stereotipi. Con mia grande sorpresa questo non è accaduto, o almeno non del tutto:sicuramente le storyline che non li vedono protagonisti occupano meno minutaggio nel corso dei dieci episodi ma non per questo risultano prive di mordente o non divertenti.

Quello che stupisce della serie Netflix è soprattutto il lato tecnico che in alcune sequenze ambientate , letteralmente, “su un altro pianeta” stupiscono e non poco sopratutto pensando che si tratta di una serie comedy, genere che spesso fa uso di location domestiche o comunque della quotidianità come nel caso dell’iconico Central Perk di Friends.

In conclusione

Space Force è una sitcom simpatica, che vanta nomi altisonanti come quelli di Carell o Malkovic i quali rappresentano il perno attorno a cui girano le vicende secondarie che risultano comunque interessanti e ben gestite. Un racconto ironico dell’America odierna sempre desiderosa di essere “la migliore” con il rischio però di mostrare le falle di un sistema tutt’altro che perfetto. Perfetta per il binge-watching e ricordatevi, prima di iniziare, postate un tweet per avvertire tutti i vostri followers!

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