La vera storia dietro a Suburra, la serie italiana che si ispira ai fatti di Mafia Capitale

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Cosa c’è dietro a Suburra? La guerra tra Anacleti e Adami attinge a piene mani alle indagini su Mafia Capitale. Vediamo insieme la vera storia che ha ispirato la serie originale Netflix!

Tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, Suburra prende ampiamente spunto dalle vicende di Mafia Capitale e le trasforma in fiction. I fatti raccontati non si discostano neanche così tanto dalla realtà, infatti è possibile trovare moltissime analogie. Per esempio, il temuto Samurai, colui che ha in pugno tutta Roma, altro non è che Massimo Carminati, ma anche la famiglia di Spadino, gli Anacleti, invece è la versione cinematografica dei Casamonica. Se sei interessato a saperne di più leggi il nostro articolo dedicato esclusivamente ai protagonisti.

Suburra: La Serie | Sito ufficiale Netflix

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Ostia e gli affari sul lungomare in Suburra

Al centro della narrazione di Suburra – La serie ci sono due famiglie rivali che si contendono la supremazia sui territori di Ostia. Gli Anacleti e gli Adami, rispettivamente la famiglia di Spadino e quella di Aureliano, si occupano principalmente di tutte le attività losche sul lungomare dal traffico di droga ad altri illeciti. Il primo clan appartiene all’etnia dei sinti ed è facilmente riconducibile, nella vita reale, ai Casamonica e agli Spada.

Suburra, la famiglia Anacleti è ispirata al clan Casamonica: ma quanto si  assomigliano?

Per quanto gli autori di Suburra abbiano sempre dichiarato di aver perso più volte l’aderenza con la realtà, questa analogia non è passata per niente inosservata. Francesco Spada si è divertito a farsi fotografare con due attori del film scatenando così le ire del senatore del PD Stefano Esposito. Inoltre, già con l’uscita di Suburra il film, il portavoce di CasaPound Simone Di Stefano si è subito procurato ad indire una conferenza stampa per prendere le distanze dalle azioni di Roberto Spada e dall’inchiesta di Mafia Capitale.

La realtà dietro ai lidi di Ostia

Se la cronaca giudiziaria è in realtà completamente diversa dal racconto in Suburra è bene però chiedersi quale sia la situazione ad Ostia. Ci sono due famiglie che da anni si contendono il territorio alle porte di Roma. Una delle due è sempre rimasta in secondo piano, ma dal 2011 ha iniziato ad impadronirsi della parte ovest del lungomare. Questi sono gli Spada che a detta del Gip Anna Maria Fattori sono “una realtà criminale emergente e al momento dominante su tutto il territorio di Ostia.” Un’ascesa a dir poco brutale che è subito entrata in contrasto con gli ex-alleati Fasciani.

Clan Spada a Ostia, altra conferma: "Fu mafia" - la Repubblica

La mafia ad Ostia esiste, lo dicono le sentenze oltre ad avere un primo pentito. Con il nome di Sebastiano Cassia, ha denunciato come i due clan si siano impadroniti del litorale attraverso estorsione e pizzo. Successivamente si è passati alla droga, usura ed imprese gestite per i propri conti. “Gli Spada non hanno il prestigio dei Fasciani, perché sono e resteranno sempre zingari”.

Che cos’è Mafia Capitale?

Se da una parte Suburra racconta le vicende dei lidi di Ostia e dei numerosi conflitti per la supremazia, dall’altra parte mette a nudo anche i fatti di Mafia Capitale, ma che cos’è? Un’inchiesta che ha messo sotto i riflettori Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, due vertici di un’associazione mafiosa che si spartiva il predominio di Roma.

Nella terza sezione della Corte d’Appello di Roma, presieduta da Claudio Tortora, si è letteralmente capovolta la sentenza di primo grado riconoscendo un’associazione per delinquere di stampo mafioso per 18 dei 43 imputati. Per poi essere ritrattata il 23 settembre 2019 quando i giudici della Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto d’appello e stabilito che i due non avevamo messo su un’organizzazione di stampo mafioso.

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L’indagine “Mondo di mezzo”

Mafia Capitale, o meglio conosciuta anche con il termine l’indagine Mondo di Mezzo, ha origini nel 2011. A guidare l’inchiesta è la procura di Roma con Giuseppe Pignatore che passò a setaccio gli appalti e i finanziamenti pubblici del Comune di Roma. Tra le varie cose compaiono discordanze anche all’interno della raccolta rifiuti e la realizzazione di campi d’accoglienza. Già ai primi di dicembre del 2014 vengono arrestate 37 persone, 39 indagati e sono stati sequestrati oltre a 200 milioni di euro.

Le accuse? Oltre all’associazione a delinquere di stampo mafioso, vengono contestati anche i reati di estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio di denaro e chi ne ha più ne metta. A capo ovviamente Massimo Carminati, ex esponente del gruppo neofascista detto anche Er Cecato, e il suo vice Salvatore Buzzi, ex presidente della Cooperativa.

I 18 imputati per Mafia Capitale

Oltre a Buzzi e Carminati, compaiono altre 16 persone facente parte di questa associazione mafiosa. Tra questi compaiono Gramazio e Panzironi, ma anche Claudio Bolla (4 anni e 5 mesi), Riccardo Brugia (11 anni e 4 mesi), Emanuela Bugitti (3 anni e 8 mesi), Claudio Caldarelli (9 anni e 4 mesi), Matteo Calvio (10 anni e 4 mesi). Condannati anche Paolo Di Ninno (6 anni e 3 mesi), Agostino Gaglianone (4 anni e 10 mesi), Alessandra Garrone (6 anni e 6 mesi), Luca Gramazio (8 anni e 8 mesi), Carlo Maria Guaranì (4 anni e 10 mesi), Giovanni Lacopo (5 annu e 4 masi), Roberto Lacopo (8 anni), Michele Nacamulli (3 anni e 11 mesi), Franco Panzironi (8 anni e 4 mesi), Carlo Pucci (7 anni e 8 mesi) e Fabrizio Franco Testa (9 anni e 4 mesi).

Suburra 3 è disponibile ora su Netflix. Continua a seguire Fuori Series per rimanere sempre aggiornato!