Suburra 3: la recensione SPOILER FREE dell’atto finale

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La prima serie originale Netflix italiana è ormai agli sgoccioli. Suburra 3 sarà disponibile a partire dal 30 ottobre. Ecco la nostra recensione SPOILER FREE!

“Roma non si governa con le carte e nemmeno con le pistole, ma con il potere”. Questa è la massima, la summa finale, ciò che ci rimane impresso da questi ultimi episodi di Suburra 3. Il viaggio all’interno della malavita romana termina con un epilogo dolce amaro, la storia dei tre ragazzi che sognano in grande si conclude definitivamente venerdì 30 ottobre su Netflix. Noi di Fuori Series abbiamo avuto l’opportunità di guardare la nuova stagione in anteprima e questa è la nostra recensione SPOILER FREE.

Suburra 3 Recensione: Alessandro Borghi nell'esplosiva stagione finale

Le vicende riprendono esattamente là dove le abbiamo lasciate. Lele è morto, si è suicidato davanti ad Aureliano e Spadino i quali scossi cercano lo stesso di andare avanti con i propri affari. Tra le mani hanno una grandissima opportunità: il mondo “di sopra” e quello “di sotto” dovranno venire a patti per spartirti il più grande affare del millennio: il Giubileo.

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I veri legami di sangue in Suburra 3

Il tema della famiglia è sempre stato un gancio di traino in tutte e tre le stagioni. I tre protagonisti, ora diventati due, hanno sempre vissuto forti tensioni con le rispettive figure paterne. Nella prima stagione sia Aureliano che Lele perdono il proprio padre, mentre Spadino ha sempre dovuto interfacciarsi con Manfredi, suo fratello maggiore capo clan e patriarca degli Anacleti.

Suburra 3 su Netflix: tutta la moda nel cast della celebre serie - Foto  Style

In questi ultimi episodi i protagonisti capiscono finalmente chi vogliono essere, stringono alleanze che vanno ben oltre dai semplici affari per poi compiere il proprio destino. Quella che dapprima sembrava essere un patto di lavoro si trasforma a lungo andare in un’amicizia e poi infine in un legame fraterno. Sia Aureliano che Spadino finalmente sentono di aver creato una famiglia e faranno di tutto pur di difenderla.

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La rivincita femminile

In questa nuova famiglia rientrano centrali due personaggi femminili che nella seconda stagione sono lasciati ai margini. Angelica e Nadia, rispettivamente interpretate da Carlotta Antonelli e Federica Sabatini, riescono a trovare una propria indipendenza. Non sono più etichettate come le “donne di Aureliano e Spadino”, ma inseguono i propri sogni e i propri progetti finendo per realizzarsi completamente. Quello che sembrava essere un rapporto conflittuale riesce a dar vita ad una delle storie più emozionanti della terza stagione.

La recensione di Suburra 3, su Netflix dal 30 ottobre 2020

Il discostamento dal film e la sensazione di incompiuto

Dimenticatevi completamente l’omonimo film diretto da Stefano Sollima, Suburra 3 si discosta completamente dall’opera cinematografica per crearsi un universo a sé. Quella che all’inizio sembra essere una storia prequel si dimostra invece un prodotto unico con una propria fine ed una propria indipendenza.

L’unica pecca forse riguarda il finale. Senza ovviamente fare spoiler, negli ultimi due episodi della stagione si ha come la sensazione che gli sceneggiatori non sapessero esattamente come terminare la storia e abbiano optato per un’accelerazione troncando inesorabilmente alcune storyline. Fatto sta che forse sei soli episodi non erano sufficienti per raccontare una vicenda dove non esiste confine tra il bene e il male.

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In conclusione…

Suburra 3 chiude in bellezza un percorso durato tre anni. Certo forse in maniera un po’ frettolosa, ma rimane senza ombra di dubbio la migliore serie originale italiana targata Netflix mai prodotta prima. Roma è eterna e sempre resterà tale, nessuno riuscirà a scalfirla.

Suburra 3 è disponibile da oggi su Netflix. Continua a seguire Fuori Series per rimanere sempre aggiornato su tutte le novità in catalogo!