The Eddy, la recensione SPOILER FREE della serie musicale di Damien Chazelle

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Ancora una volta Chazelle riesce a tradurre la musica in immagini con The Eddy, la nuova miniserie ambientata a Parigi. Vale la pena guardarla?

Se analizzassimo bene gran parte della filmografia di Damien Chazelle scopriamo subito che la musica ne ha sempre fatto da protagonista. Così come nelle sue opere precedenti come Whiplash e La La Land, The Eddy, la nuova miniserie in arrivo su Netflix venerdì 8 maggio, è un lungo viaggio all’interno del Jazz in tutte le sue forme più sofisticate.

Elliot è un ex musicista che ha deciso di aprire un suo Jazz Club, insieme al suo socio in affari Farid, dal curioso nome di The Eddy. Gli affari non sembrano andare nel miglior modo possibile, il pubblico latita e il locale non sembra attirare la clientela. La chiave di svolta sembra arrivare quando entra il famoso discografico Frank Levy. Egli sembra essere particolarmente attratto dalla cantante, ma la musica, ahimè, non lo convince per niente. Inoltre, proprio quella sera, un gruppo di persone minaccia il proprietario del locale pretendendo un’ingente somma di denaro. Con che losche figure è entrato in affari?

Anteprima The Eddy: la nuova serie Netflix dal regista di La La Land

Una storia corale

Nella nuova miniserie originale Netflix i problemi sembrano essere all’ordine del giorno. Ogni personaggio, che ruota attorno alla realtà di The Eddy, è tormentato dai propri demoni interiori e la musica sembra essere la soluzione a tutto. In questi otto episodi li conosceremo meglio scoprendo pian piano i loro segreti più oscuri e reconditi. Un percorso di crescita interiore e di accettazione di se stessi porterà ognuno di loro a prendersi le proprie responsabilità.

Così come il Jazz anche la storia segue un ritmo corale e discontinuo. La narrazione, infatti, non ha un unico punto di vista, ma abbraccia la vita di ogni singolo musicista. Oltre al club cosa hanno in comune? Una vita dedicata esclusivamente alla musica tra sacrifici e gioie. Difficile non emozionarsi alla fine.

The Eddy | l'importanza del jazz nella nuova featurette della serie

The Eddy, la miniserie per chi ama il Jazz

È indubbio che The Eddy sia un prodotto di nicchia, un piccolo gioiellino non adatto a tutti. Esistono davvero poche serie televisive come questa, una rarità all’interno del catalogo Netflix. È un prodotto raffinato ed elegante che cerca di dare alla musica un’ulteriore rappresentazione iconica, ma allo stesso tempo si discosta dal musical.

Dimenticatevi la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo, non siamo nella Parigi bene, ma ci addentriamo nei suoi sobborghi. In quella parte della città che si anima di sera e di notte e si destreggia tra droga e malavita. Insomma, niente a che vedere con la rappresentazione canonica della capitale francese!

In conclusione

The Eddy è quindi quel genere di prodotto autoriale che solamente in pochi apprezzeranno completamente. Sicuramente io non sono tra questi. Ammetto che le aspettative erano davvero tante, specialmente dopo tutto il clamore che Netflix ha creato tramite le sue campagne di promozione, ma purtroppo non sono state per niente rispettate. Il mio consiglio? È un prodotto troppo elitario, sicuramente non sono otto ore buttate, ma fidatevi dovete armarvi di grandissima forza di volontà.

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