La vera storia dell’Isola delle Rose, lo stato indipendente a largo di Rimini

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Con la durata di 55 giorni, l’impresa dell’Isola delle Rose arriva su Netflix il 9 dicembre. Lo sapevi che è una storia vera?

Sebbene abbia avuto vita veramente breve, l’Isola delle Rose ha segnato una tappa importante per la storia italiana. Per la prima volta un uomo e il suo modo di pensare sono riusciti, anche solo per 55 giorni, a rendere reale una mera utopia. Nessuno conosce questo incredibile progetto perché purtroppo è subito finito nel dimenticatoio, ma grazie al nuovo film originale Netflix diretto da Sydney Sibilia in uscita oggi è possibile scoprirne i retroscena.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose, il trailer del nuovo film  sull'utopia di Giorgio Rosa

Noi di Fuori Series, incuriositi, abbiamo deciso di approfondire l’argomento. Ecco dunque la vera storia dell’Isola delle Rose e di come questo stato indipendente abbia preso magicamente vita a largo di Rimini.

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Le origini dell’Isola delle Rose

Questa incredibile avventura nacque a largo delle coste di Rimini per iniziativa dell’ingegnere bolognese Giorgio Rosa. La sua era una vera e propria utopia ossia creare uno Stato Indipendente in cui non vi fossero regole e dove gli abitanti potessero convivere in armonia. L’unico principio o valore: la libertà.

La nostra storia inizia alla fine degli anni ’50 quando Rosa ideò questo incredibile progetto. Fin da subito la burocrazia italiana si dimostrò d’intralcio nella realizzazione. Formalmente parlando veniva utilizzata la scusa dell’ingombro navale, ma in realtà a spaventare erano gli ideali che l’ingegnere cercava di promuovere. Il governo democristiano mai avrebbe accettato tutta questa libertà ed inoltre temevano fosse un avamposto comunista. Allo stesso tempo anche la fronda di sinistra si mostrò particolarmente contraria all’iniziativa che invece vedeva nell’Isola delle Rose un’occasione per rendere legali i bordelli, i casinò e i costumi dissoluti.

Isola delle Rose: il sogno ambizioso di un uomo fra mito e realtà

Tuttavia, l’ingegnere non si perse mai d’animo e andò avanti per la sua strada. La piattaforma crebbe pian piano arrivando ad occupare 400 metri quadri a largo di Rimini. Per la precisone fu eretta a 11km di distanza da Torre Pedrera, appena fuori dalle acque territoriali italiane.  

Uno Stato autonomo di breve durata

Nel 1967 l’Isola delle Rose era pronta per accogliere i suoi abitanti e il 1 maggio 1968 fu dichiarata la sua indipendenza dallo stato italiano. Giorgio Rosa venne eletto Presidente della Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose. Lingua ufficiale: l’esperanto, una decisione chiaramente volta a sancire la propria sovranità e indipendenza dallo Stato italiano. Di conseguenza fu emessa una nuova moneta e persino i francobolli erano diversi.

Questa incredibile avventura durò poco, la micronazione infatti durò appena 55 giorni. Il 25 giugno 1968, le forze italiane diedero il via ad un blocco navale obbligando gli unici due residenti ad andarsene. L’idea di libertà di Giorgio Rosa fu destinata a soccombere con diverse cariche di esplosivo. Paradossalmente il suo scheletro rimase ancora in piedi fino alla burrasca del 26 febbraio 1969 che la inabissò completamente. Con lei anche la sua storia passò subito nel dimenticatoio.

Isola delle Rose - L'utopia adriatica - Luoghi Fantasma

L’eredità di Giorgio Rosa

Per quanto ci possa sembrare strana, l’Isola delle Rose fu solo uno di tanti esempi che la storia riporta. Graziano Graziani ha scritto persino un atlante che illustra la vita di queste piccole micronazioni che sorgono in posti formalmente liberi ma che vengono purtroppo soffocate dal diritto internazionale. Lo sforzo di Giorgio Rosa diede quindi la ad altre realtà. Tra queste ricordiamo la Repubblica di Mal di Ventre di Doddore Meloni, un altro esempio di ricerca dell’autonomia e dell’emancipazione.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è disponibile su Netflix. Come sempre continua a seguire Fuori Series per rimanere sempre aggiornato!