WandaVision recensione 1×08 Negli episodi precedenti

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(L-R): Elizabeth Olsen as Wanda Maximoff and Kathryn Hahn as Agatha Harkness in Marvel Studios' WANDAVISION exclusively on Disney+. Photo courtesy of Marvel Studios. ©Marvel Studios 2021. All Rights Reserved.

WandaVision sta giungendo al gran finale e come ogni settimana noi di Fuori Series torniamo con la recensione del nuovo episodio. Che cosa ci avrà riservato la 1×08 Negli episodi precedenti? Venite a scoprirlo!

Alla fine della 1×07 Infrangere la quarta parete, una prima domanda ha finalmente trovato risposta: it’s been Agatha all along! Agnes è in realtà una potentissima strega di nome Agatha Harkness (e ve ne abbiamo parlato qui, ricordate?) ed è lei ad aver manovrato il falso Pietro per avvicinarsi a Wanda e sempre lei, in ogni episodio di WandaVision, ha tentato di far svegliare Wanda dal mondo che aveva creato e prendere coscienza della realtà. Ma per quali ragioni?

WandaVision 1x08 Recensione: le emozionanti origini di Scarlet Witch

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Un viaggio emozionante

L’episodio 8 ci porta indietro nel tempo, a Salem nel 1669: una congrega di streghe trascina una giovane Agatha nei meandri del bosco, dove intendono punirla perché la strega ha iniziato a padroneggiare un tipo di magia estremamente oscura. Nonostante le proteste di Agatha, il capo della congrega, che scopriamo essere la madre della ragazza, pronuncia la sentenza di morte e condanna la figlia a essere privata di tutti i suoi poteri.

Tuttavia, forse proprio grazie ai nuovi incantesimi che ha imparato a padroneggiare, Agatha risucchia l’energia vitale di tutte le sue consorelle e, infine, uccide anche sua madre. Prima di andare via, porta con sé, come unico ricordo della donna, il cameo che sua madre portava al collo.

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Katrhyn Hahn nel ruolo diAgatha Harkness in una scena di WandaVsion / Credits: Marvel/Disney

Catapultati di nuovo nel nostro tempo, Agatha e Wanda si fronteggiano. La strega più anziana è curiosa di apprendere come Wanda ha dato vita all’Hex, cosa ha scatenato tutti i suoi poteri. Con la minaccia di far del male ai gemelli Tommy e Billy, Agatha obbliga Wanda a ripercorrere i momenti più importanti della sua vita per scoprire come abbia ottenuto la sua potente magia.

In un viaggio emozionante e doloroso, scopriremo che tutti i riferimenti alle diverse serie tv del passato, erano effettivamente omaggi, ma tributati dalla stessa Wanda per ricordare i momenti spesi con i suoi genitori e Pietro a guardare vecchie serie tv (da Vita da Strega, al Dyke Wan Dyke Show, The Brady Bunch e altre) nella loro casa a Sokovia, mentre fuori la guerra imperversava.

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Elizabeth Olsen nel ruolo di Wanda/ Credits: Marvel/Disney

Per la prima volta scopriamo anche come, effettivamente, Wanda abbia ottenuto i suoi poteri: rinchiusa in una stanza con lo scettro di Loki, per essere sottoposta a un esperimento, la ragazza è stata scelta dalla Gemma della Mente che si è rivelata a lei e le ha mostrato una figura femminile dai tratti indistinti, ma di cui era visibile il copricapo che Scarlet Witch indossa nei fumetti.

Un altro tassello che viene messo al suo posto è uno dei primi momenti in cui, dopo la morte di Pietro, Wanda e Vision parlano e si confrontano sulla natura del dolore e dell’amore, perché il sintezoide non ha mai provato il dolore della perdita, ma sa che questo dolore deriva dall’aver provato amore per qualcuno, perciò afferma che cos’è il dolore, se non amore che persevera?

E qui, persino Agatha si commuove, per non parlare di tutti noi!

Eppure, alla strega non basta tutto questo: manca ancora qualcosa ed è intenzionata a spingere Wanda oltre il precipizio per scoprire cosa abbia davvero scatenato tutto. Veniamo così spinti attraverso l’ultimo ricordo: Wanda alla base operativa dello S.W.O.R.D per recuperare il corpo di Vision e dargli degna sepoltura.

Viene meno qui la teoria secondo cui Wanda volesse rubare il corpo dell’amato per riportarlo in vita, perché persino lei ammette che non riesce più a percepirlo. Ciò che è peggio è che Vision è stato smembrato dagli agenti dell’organizzazione, per evitare che venga usato come arma.

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Elizabeth Olsen in una scena di WandaVision/ Credits: Marvel/Disney

Con il cuore gonfio di pena, Wanda si allontana e la vediamo guidare verso Westview. La ragazza percorre le vie della città, dove incontriamo tutti i personaggi visti in WandaVision fino ad ora, e arriva a un terreno deserto. Lì scopriamo che Vision aveva acquistato quel posto per costruirci una casa dove invecchiare insieme a lei, come è riportato nell’atto di vendita.

Ed è quello il momento in cui Wanda sente qualcosa spezzarsi e il suo potere fuoriesce, letteralmente, fino a creare l’anomalia Maximoff e anche un nuovo Visione, dotato dei ricordi della sua relazione con Wanda e di buoni sentimenti, ma non della vita trascorsa con gli Avengers.

Il viaggio termina e Wanda si trova faccia a faccia con Agatha che tiene in ostaggio i gemelli e ci rivela un’ultima scioccante notizia: quella che Wanda usa è magia del caos e lei è una figura mitologica, che non era mai apparsa prima. Wanda è una Scarlet Witch.

WandaVision: l’origin story che tutti aspettavamo

Essenzialmente, questo episodio di WandaVision è l’origin story di Wanda. Quella che non abbiamo mai avuto prima e una delle più complete, emozionanti e forti dell’intero MCU. Finalmente tutti i tasselli sono al loro posto e tutto è pronto per il gran finale.

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Elizabeth Olsen e Paul Bettany in una scena di WandaVision/ Credits: Marvel/Disney

La Marvel ha saputo creare, partendo da un personaggio che appariva secondario nelle dinamiche degli Avengers, una serie potente, ben costruita, in grado di dosare i colpi di scena e permettere allo spettatore/spettatrice di empatizzare con Wanda, di amare lei e il suo percorso, fino alla rivelazione finale. Wanda ha sempre avuto una percezione di sé molto negativa, si è sempre vista come una villainess – lo afferma in Captain America: Civil War dopo l’incidente di Lagos – e anche qui, tutto sembrava portarci a credere che la carnefice fosse lei.

Jac Shaeffer, ideatrice della serie, ha fatto perciò un discorso molto interessante sulla percezione di un individuo attraverso lo sguardo altrui. Ma ora, Wanda ha riscoperto il perché delle sue azioni e non lascerà che siano gli altri a dirle come vivere la sua propria storia. L’intera anomalia è un modo per lei di riparare ciò che le è stato rubato e WandaVision è anche il suo personale percorso di elaborazione del lutto, anzi, di tutti i lutti della sua vita.

Raramente ci è capitato di trovare una serie così intensa e così ricca di colpi di scena, calibrata, sorprendente e con attori di tale bravura: Elizabeth Olsen svetta su tutti e tutte e speriamo che con WandaVision il suo talento sia riconosciuto ancora di più.

Speriamo che questa recensione vi sia piaciuta e vi aspettiamo per il gran finale, venerdì 5 marzo!

Ps: non abbandonate la visione prima dei titoli di coda…

Come sempre, continuate a seguire Fuori Series!