Black Mirror 4 | Hang the DJ

Finalmente dopo tanta agonia siamo riusciti ad avere un episodio che ripercorre i canoni, che più ci piacciono, alla Black Mirror.
Hang the DJ è un piccolo gioiellino che sia per tematica che per atmosfera ricorda molto vagamente San Junipero, una delle puntante più belle di tutta la serie.

Procediamo però un po’ per gradi!

I protagonisti di questo racconto sono due giovani emozionati, ma allo stesso un po’ scettici, che decidono di intraprendere una lunga serie di imminenti appuntamenti al buio con il vano tentativo di trovare l’anima gemella. Questi infruttuosi incontri serviranno al sistema per determinare con affidabilità matematica il volto e il nome del loro partner perfetto.

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Questa particolare app non è come Tinder o Lovoo, ma ricorda più una prigione in cui i single sono costretti a trascorrere tempi variabili con persone scelte dall’algoritmo. La ricerca dell’anima gemella si trasforma così nell’inferno della ripetizione, un repentino passaggio da un abbraccio ad un altro, da un bacio ad un altro fino a diventare noioso.

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Fanno eccezione però Amy e Frank che proprio in quel primissimo incontro sentono scattare la scintilla. C’è simpatia, curiosità e una misteriosa reazione chimica che rende anche solo il semplice gesto di tenersi per mano qualcosa di così emozionate al punto da volersi ribellare al sistema.

Voto: 8

Ottimo, ma non perfetto. Dal punto di vista narrativo c’è proprio tutto: un’idea geniale e una conclusione stravolgente, certo non cinica come magari ci aspettiamo da un classico episodio alla Black Mirror.

Il concetto alla base del racconto riguarda principalmente la possibilità di creare una simulazione computerizzata che utilizza copie reali delle persone per affinare l’algoritmo e renderlo quanto più preciso possibile. Infatti, tutto l’episodio si svolge all’interno di questa app per incontri in cui centinaia di cloni sono obbligati a frequentarsi costantemente alla ricerca della propria anima gemella.

Hang The DJ ha le sue pecche

Prima di tutto il fatto di essere all’interno di una simulazione è un po’ prevedibile, infatti, ci sono numerosi indizi che ci permettono di comprendere che ci troviamo in un mondo fittizio come ad esempio i quattro salti della pietra sull’acqua.

Inoltre, non so voi, ma avete avuto ansia?

Forse solamente nella prima parte quando parteggi per i due protagonisti, ma sono obbligati a frequentare persone diverse richieste dal sistema. Poi però questa angoscia svanisce e subentrano i classici sentimenti romantici.

Dov’è quel costante senso di smarrimento e di oppressione al petto che ci logorava nelle precedenti stagioni? 


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