E’ stata la mano di Dio: la recensione in anteprima al Festival di Venezia

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Il regista premio Oscar, Paolo Sorrentino, torna nella sua Napoli per raccontare una storia dai toni autobiografici in E’ stata la mano di Dio. Ecco la recensione del film presentato al Lido di Venezia!

E’ stata la mano di Dio. Un’esclamazione che fa da titolo alla pellicola e che richiama una battuta del film. E’ stata la mano di Dio, una battuta che spezza la drammaticità di un momento che cambia totalmente il tono de film oltre che la vita del giovane protagonista e che lo porterà ai riflettere su se stesso e sul suo futuro!

Noi di Fuori Series abbiamo avuto l’opportunità di vedere la pellicola in anteprima al Festival di Venezia e questa è la nostra recensione.

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E' stata la mano di Dio: la recensione in anteprima al Festival di Venezia 1

Di cosa parla il film?

Napoli, anni Ottanta. La vita del diciassettenne Fabietto Schisa cambia radicalmente in seguito a due avvenimenti: l’arrivo di Maradona al Napoli e un grave incidente, che interrompe la felicità familiare.

E' stata la mano di Dio: la recensione in anteprima al Festival di Venezia 2

L’Amarcord di Sorrentino

Quasi otto anni dopo, il premio Oscar per La grande bellezza, Sorrentino arriva al Lido di Venezia a presentare il suo film più personale. Un racconto di formazione ambientato nella splendida cornice partenopea. Un racconto parzialmente autobiografico dove il cineasta abbandona parte degli aspetti complessi dei suoi ultimi lavori per “guardarsi allo specchio”.

Come ha lui stesso dichiarato nella conferenza stampa, c’era in lui da tempo la volontà di raccontare una parte fondamentale della sua vita segnata dal dramma della morte dei genitori e dell’arrivo di Diego Armando Maradona al Napoli.

Nel farlo divide idealmente il film in due parti ben distinte: una caratterizzata dai toni scanzonati e comici che in più occasioni riescono a strappare un sorriso allo spettatore e una più profonda e riflessiva dove il giovane protagonista “cerca il suo posto nel mondo”.

Napoli protagonista della vicenda

Sorrentino racconta Napoli e le sue tradizioni e per farlo non può che sfruttare: la vicenda del Monaciello e il Culto per San Gennaro. Il cineasta partenopeo inserisce negli oltre 130 minuti di durata una serie di omaggi alla stessa Napoli che viene raccontata fin dalla scena di apertura con una panoramica che segue dall’alto una barca nel Golfo pronta ad attraccare.

È stata la mano di Dio": così Sorrentino racconta Maradona e Napoli -  ilGiornale.it

Fabietto cresce e matura in questo contesto anche grazie ai rapporti con i personaggi di contorno (la Baronessa e il regista Capuano in primis). Uno dei simboli di Napoli accompagna il nostro protagonista verso il suo futuro nella capitale probabilmente nel mondo del cinema.

In conclusione

E’ stata la mano di Dio è un film che commuove, diverte e fa riflettere. Un film che convincerà la maggior parte del pubblico e che sarà in grado di coinvolgere anche i detrattori del cinema sorrentiniano.

Pronto a sbarcare su Netflix poco prima di Natale sarà distribuito in alcuni cinema selezionati dal 24 novembre, unica location in grado di rendere giustizia alla maestosità di questo film!

Frasi del film È stata la mano di Dio

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