Making a Murderer | Non sempre la giustizia funziona come dovrebbe

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Quello che forse non sai della docu-serie con protagonista Steven Avery, un uomo condannato ingiustamente a 18 anni di carcere e non solo…

Arrivata su Netflix il 18 dicembre, Making a Murderer non è proprio una delle serie più leggere che ci siano sulla piattaforma. Essa infatti tratta di un dei casi di cronaca più assurdi degli ultimi 30 anni.
Facciamo un breve riassunto:
Steven Avery, che nel 1985 aveva 22 anni, venne accusato di stupro e arrestato. Venne rilasciato dopo diciotto anni grazie ad un test del DNA che lo scagionò da ogni accusa ritenendolo innocente. Purtroppo però la vita di Steven non sarà più la stessa.
Due anni dopo essere stato scagionato, mentre è in atto una causa da 36 milioni di dollari da parte di Avery nei confronti della contea, l’ormai adulto Steven viene arrestato per l’omicidio di una fotografa, Teresa Halbach, insieme al nipote Brendan Dassey: dopo essersi dichiarati innocenti i due vengono condannati all’ergastolo nel 2007.
La docu-serie è composta da 10 episodi di cui 9 trattano del caso Halbach e del processo.

Partiamo dal fatto che ho una grande passione per le serie/film documentari soprattutto se parlano di fatti recenti e che in qualche modo hanno a che fare con la giustizia. Making a Murderer credo sia una delle serie di questo genere che più mi ha colpito perché mette in evidenza un lato della giustizia che non sempre viene fuori.

Leggi Anche: 4 curiosità su Making a Murderer che non sai

Guardando questa serie ho provato moltissime emozioni contrastanti: dalla soddisfazione alla tristezza, dallo stupore allo shock. Per la maggior parte del tempo ho provato un forte nervosismo causato da una giustizia che ha tutti i costi ha cercato, e sta cercando ancora oggi, di annientare completamente un uomo che nonostante tutto continua a battersi per la propria libertà.
Non è facile rimanere indifferenti davanti ad un’analisi del crimine sbagliata in partenza, a indizi schiaccianti sul fatto che le prove siano state manomesse e al fatto che Steven Avery stia passando la sua vita in prigione senza un motivo valido.

La definirei una serie irritante ma allo stesso tempo intensa e piena di significato con un protagonista in continua evoluzione che ancora sta studiando di ricorrere in appello.
Per il suo rilascio sono state create molte raccolte firme, una di queste è anche arrivata all’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.


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