Mercoledì: la nuova serie Netflix che ha snaturato gli Addams

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Mercoledì Addams: la serie netflix che ci ha deluso

È stata tanto attesa la serie targata Netflix di Tim Burton su uno dei personaggi della cultura mediatica più amati di tutti i tempi: Mercoledì Addams, la ragazzina più cold-hearted e sadica di sempre, nonché simbolo di ogni millennial outsider.

Avrà però soddisfatto le aspettative del pubblico e rispettato l’hype tanto atteso? Vediamolo subito assieme.

Mercoledì e Pugsley Addams, tra kung fu e bullismo

Mercoledì: la nuova serie Netflix che ha snaturato gli Addams 1

Mercoledì, interpretata magnificamente da Jenna Ortega, è una ragazzina di circa 15 anni, una perfetta emarginata.

Assieme al fratello Pugsley, sono presi di mira dai popolari della scuola, soprattutto lui che, a differenza del personaggio originale, è chiaramente la vittima. Questo scatena in Mercoledì la vena vendicativa, facendola diventare un’eroina protettrice dei più deboli in una famiglia che non è all’altezza delle sue capacità.

Viene delineata come una ragazza dal quoziente intellettivo altissimo ed eclettica: dalla sua incredibile bravura al violoncello si passa alle mosse di Kung Fu eleggibili ad una vera allieva del miglior Bruce Lee.

C’è dell’Addams in lei? Fortunatamente la sua voglia di vivere pari a quella di una bara è rimasta intatta e ove c’è disperazione c’è il suo respiro, in linea con le nostre aspettative.

Gomez, Morticia, Fester e Mano: che fine anno fatto gli Addams?

Mercoledì: la nuova serie Netflix che ha snaturato gli Addams 2

Stendendo un velo pietoso su Pugslay passiamo a Gomez (Luis Guzman), di cui la serie non rivela assolutamente niente. Del personaggio complesso che è, la serie rivela solo l’insistente galanteria e la dolcezza che ha nei confronti della moglie e di Mercoledì.

Quel tozzo e lugubre personaggio dalla passione sfrenata per il sinistro, per i treni e l’amore della sua vita Morticia, vede la luce solo durante le scene in compagnia della moglie, senza la quale il capostipite Addams sarebbe una presenza inutile.

La vera nota dolente spetta all’indomabile Morticia, affidata alle cure di Catherine Zeta Jones, che viene rilegato in un angolo, trasformandolo così in un personaggio assente.

La Tish a cui Mercoledì è legata, sia nei film che nel fumetto, è invece una madre sempre conflitto con la figlia, dall’approccio visionario, sognatore e a dir poco mainstream. Non troviamo nulla del personaggio femminile più controverso e amato dei fumetti e del cinema dark, né tantomeno il ruolo femminista che ella stessa ricopriva con tanta lungimiranza, spazzato inesorabilmente via dalla millantante femme fatale della Morticia della Jones.

Non ci possiamo esprimere granché su zio Fester (Fred Armisen) la cui comparsa è avvenuta solo per dare l’input alla svolta narrativa, portando con sé una personalità degna del circo di Moira Orfei, lasciando la genialità ed eccentricità che lo caratterizzavano ad un ricordo ormai lontano.

Promosso invece Thing (Mano, interpretato da Victor Doronbantu) che ha saputo trasmettere un carattere all’altezza di questa mirabile Mercoledì e così macabramente dolce tanto da poterla e poterci emozionare. Semplicemente Thing, un personaggio interpretato meravigliosamente, tanto da essere il volto – o mano? – degno di tutta la combriccola oserei dire deceduta.

Dunque una famiglia Addams inesistente, costruita solo come contorno scenico attorno ad una Mercoledì che, senza il supporto del suo cupo e funebre contesto, spicca fin troppo fuori dagli schemi facendoci domandare se non sia l’ennesima adolescente in piena pubertà o la tipica outsider dai poteri supremi.

Dal defunto quadretto della famiglia macabra più amata nella cultura mediatica spicca il nome di Cristina Ricci, la Mercoledì degli anni ’90 che è cresciuta assieme ai millennials. La Ricci ha deciso infatti di distaccarsi dalla sua nonché verace Mercoledì per interpretare una delle sue educatrici, nella scuola Nevermore, quella in cui Morticia e Gomez decidono di trasferire la nostra protagonista: l’accademia degli emarginati.

Come si sviluppa la nuova serie Netflix?

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Avremo la risposta andando avanti nella visione della serie che troverà approvazione e divertirà il pubblico sulle note di “Harry Potter”, “Le disavventure di Sabrina” e “Riverdale” dall’incipit alla “Mean Girls”, opere mediatiche chiaramente Teen Drama, proprio come la nostra “Mercoledì”.

Non potrà mancare l’inevitabile ballo di fine anno che sancisce l’importanza di una diegesi adolescenziale piena di cliché, richiamando una delle scene più belle del cinema Horror, “Carrie – Lo Sguardo di Satana”. Probabilmente l’unica scelta registica di senso compiuto tra tutti gli episodi.

Tanto acclamata quanto deludente, la webserie targata Netflix è uscita mercoledì 23 novembre schizzando al primo posto tra i titoli più guardati.

Lo consiglio?

Mettiamola così: se avete già visto tutti i contenuti netflix effettivamente meritevoli e non vedete l’ora di rovinarvi il memorabile ricordo che il fumetto di Charles Addams e i film anni di Barry Sonnenfeld hanno lasciato in eredità, allora è sicuramente la compagnia ideale, mentre passate l’aspirapolvere e lavate i piatti.

Se invece siete dei fan sfegatati dei Teen Drama e stavate attendendo l’ennesima storia masticata dagli amanti di film fantasy ed ex prepuberali che indossavano le borchie, è sicuramente un must watch.

Infine, per chi conosce ed è cresciuto con la canonicità della famiglia Addams, c’è solo un’ultima cosa da dirvi: l’episodio di lancio è stato intitolato “mercoledì è un giorno triste” e si può ampiamente confermare che lo è effettivamente stato.