Peaky Blinders: un gioiello da non perdere

Creata da Steven Knight e prodotta dalla BBC, Peaky Blinders è uno dei migliori prodotti seriali degli ultimi anni. Ecco cosa ne pensa Maria.



Birmingham, quartiere di Small Heath, anni ’20.

La famiglia Shelby gestisce le scommesse illegali sulle corse di cavalli ed è a capo della gang criminale nota come”Peaky Blinders”, dal nome dei berretti che indossano e dalle lame di rasoio cucite nel risvolto.

A capo della famiglia c’è Thomas (Cillian Murphy) che intende estendere il controllo dei Blinders anche al di fuori di Birmingham. Ad aiutarlo ci sono i fratelli Arthur (Paul Anderson), John (Joe Cole) e Polly (Helen McRoy), la zia che li ha cresciuti dopo la morte della madre e l’abbandono del padre.



I piani di Thomas sono intralciati dall’arrivo in città di un nuovo ispettore, Chester Campbell (Sam Neill), disposto a tutto pur di ripulire la città dal sudiciume che la infetta. Tra i due si scatenerà una guerra, resa ancora più violenta dalla presenza di Grace (Annabelle Wallis), agente sotto copertura che si innamorerà, ricambiata, di Thomas e di cui Campbell è infatuato.

Leggi anche: Dove abbiamo già visto Badison di Orange Is The New Black?

La trama avvincente,  i personaggi complessi e le dinamiche che li muovono, la fotografia e una colonna sonora di alto impatto (Nick Cave & The Bad Seeds – Red Right Hand in apertura di ogni episodio incarna bene lo spirito di Peaky Blinders) sono tutti motivi per iniziare a guardare questa serie.



Ne resti catturato fin dalle prime inquadrature, quando vedi un affascinante uomo a cavallo arrivare nei quartieri malfamati di Birmingham e chiedere la benedizione di una strega cinese per il suo stallone: è l’uomo dalla mano destra rossa, colui che tira le fila, Thomas Shelby.

Cillian Murphy è bravissimo nell’interpretare questo personaggio dagli occhi cerulei e freddi come ghiaccio, dalle mille contraddizioni e inseguito dai demoni del suo passato.



Dopo aver prestato servizio nella prima guerra mondiale, in Francia, Tommy ritorna a casa pluridecorato e con i fantasmi della guerra negli occhi. Mentre suo fratello Arthur affoga i disturbi post traumatici nell’alcool e nel pugilato, Tommy si butta a capofitto negli affari, intreccia alleanze, minaccia, corrompe. Tutto per scalare la vetta e per tenere al sicuro la sua famiglia.

peaky blinders

Leggi anche: The Staircase | La storia di Michael Peterson e della condanna per omicidio

Tommy Shelby non è un eroe, non è un uomo che fa qualcosa senza un tornaconto personale,  è spesso incurante delle conseguenze che coinvolgono gli altri (Lizzie Stark docet), ma lo ammiri, ti affezioni a lui, ai suoi ossimorici comportamenti. Lo dice anche Henry, barista del Garrison Pub, alla fine della prima stagione:

Tutti vogliono che tu vinca. Io penso semplicemente che tu sia un uomo cattivo, ma sei il nostro uomo cattivo”.



Thomas sembra incapace di provare affetto per chiunque non sia la sua famiglia, eppure, arriva qualcuno capace di far sparire i suoi demoni, qualcuno al cui fianco non sente più il rumore della guerra che si fa strada nella sua mente: Grace.

Grace lo trova arrogante, ma astuto e si sente attratta da lui. Ci vorranno due morti perché entrambi capiscano che sono simili, che si sono trovati, che, forse, in quel mondo folle e marcio, almeno questa cosa tra loro può funzionare. O forse no, perché Grace fa il doppio gioco per Campbell, ma si è innamorata di Thomas. E non può mentirgli, non più. Peccato che sia proprio il suo ex datore di lavoro a rivelare tutto a Thomas.



Campbell è un uomo ligio al dovere, incorruttibile, ma è anche un sadico e un malvagio. Vuole ripulire la città dalla feccia che la insozza e per farlo non esita a ricorrere a mezzi di qualunque genere. Crede di essere un esecutore della legge divina, si erge su tutti, soprattutto Thomas, forte della sua autorità. Si contrappone a Thomas, nonostante affermi che loro due sono simili. Sam Neill fa un ottimo lavoro nel portare sullo schermo un personaggio odioso e arrogante, facile all’ira e subdolo.



Oltre a Grace, nello show sono presenti numerosi personaggi femminili forti: Polly, Ada, l’unica sorella Shelby, Lizzie ed Esme, la moglie di John. Ognuna di loro ha una propria evoluzione, una caratterizzazione ben delineata. Ada, in particolare, passa dall’essere una ragazza in lotta per l’amore segreto con Freddie Thorne, comunista e nemico degli Shelby, ad una donna indipendente che combatte per un futuro migliore.

Leggi anche: Manhunt avrà altre due stagioni, ecco chi saranno i protagonisti

La fotografia è un’altra caratteristica degna di nota: attraverso l’uso della slow motion o di intensi primi piani si creano dei veri e propri quadri, immagini quasi ferme, statiche e di una forte bellezza: mi viene in mente la scena della morte di Grace, con la camera che si allontana lentamente, inquadrando sulla sinistra Tommy che regge la moglie, Polly che corre per cercare aiuto, con il vestito rosa che si allarga come un manto dietro di lei e sulla destra John e Arthur che puniscono l’assassino. Sembra un quadro, un’opera d’arte e ce lo suggerisce anche la figura di Tatiana Petrovna che osserva tutto, calma, placida, proprio come se guardasse un dipinto.



Nella scrittura di questa serie si pone una certa cura anche ai dettagli: gli abiti, il linguaggio, le tradizioni gipsy spesso citate, la situazione politica dell’epoca, con i conflitti tra l’IRA e il governo inglese, la corruzione delle forze dell’ordine, le scazzottate, con il sangue e i vetri rotti. Tutto è scelto con cura meticolosa, proprio per dare allo spettatore un prodotto di alta qualità.

Leggi anche: Lost in Space: siamo sicuri che rispecchi la serie del 1965?

Rinnovata per una quinta stagione in arrivo sulla BBC nel 2019 (su Netflix sono disponibili le prime 4), Peaky Blinders è sicuramente un piccolo gioiello tra le serie attuali. Imperdibile.

VOTO: 8



Lascia un bel Like alla nostra pagina Facebook e aiutaci a crescere!