Roma, uno splendido quadro in bianco e nero

Lo scorso 14 dicembre è approdato su Netflix l’ultimo film diretto dal cineasta messicano Alfonso Cuarón. Noi di Fuori Series lo abbiamo visto ed ecco la nostra recensione.

Premiato con il Leone d’Oro alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Venezia, Roma è senza dubbio una delle pellicole più chiacchierate degli ultimi mesi. Questo film segna il ritorno al cinema, dopo ben 5 anni, di Alfonso Cuaròn regista del pluripremiato Gravity del 2013.

Recentemente è tornato a far parlare di sé in seguito al recente annuncio delle nomination della prossima edizione dei Golden Globes che lo vedono candidato in 3 categorie, tra cui quella di Miglior Film Straniero. 

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Sfortunatamente Roma non ha goduto di una grande distribuzione in sala, infatti la diffusione più capillare è avvenuta proprio grazie a Netflix.

Di cosa parla “Roma”?

roma cuaron

Il film di Cuaròn segue le vicende di Cleo, domestica di una famiglia medio-borghese di Città del Messico che si occupa di moltissimi aspetti della vita quotidiana tra cui la cura dei figli, le pulizie e la cucina.

Un aspetto parecchio sottolineato è proprio quello della crescita dei figli con il quale il cineasta vuole fare riferimento alla generazione di bambini delle famiglie borghesi cresciuta da queste “sguattere”, raccontando così la realtà del Messico degli anni Settanta in modo molto personale e con una forte denuncia sociale.

Un racconto meravigliosamente drammatico 

A ben 17 anni  di distanza dal suo bellissimo Y tu mamà tambièn  e a 4 anni dalla vittoria di ben 8 statuette alla cerimonia degli Oscar, Cuaròn ci regala il suo film più personale e realistico.  Lo fa tornando alla sua terra natia e raccontando una realtà che lui stesso ha vissuto ambientando le vicende nel quartiere di Colonia Roma di Città del Messico.

Con un meraviglioso bianco e nero e dei movimenti di macchina ben calibrati e lenti, il regista costruisce veri e propri quadri visivi che raccontano, attraverso immagini strazianti, la sua denuncia sociale.

Altro aspetto molto interessante, che ci viene anticipato dal disclaimer ad inizio film, è la scelta di non far doppiare i dialoghi  ma solamente mettendo a disposizione dello spettatore i sottotitoli per aumentare ulteriormente il realismo del film.

In conclusione vi consiglio vivamente di vedere questo film e di lasciarvi conquistare dalla bellezza delle immagini messe in scena da Cuarón che rasentano la  perfezione.

VOTO 9


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