Dark 2: Una recensione apocalittica!

Viaggi nel tempo, apocalisse e filosofia sono i punti cardine a cui ruota attorno la stagione 2 di Dark. Torniamo allora nella città di Winden per recensire il penultimo ciclo di questo piccolo capolavoro tedesco.

Con la stagione 2, Dark si è confermata come una delle migliori, se non la migliore serie soprannaturale presente su Netflix. Il livello della precedente stagione è stato confermato, anzi, innalzato. Infatti tutti i personaggi, dai principali fino a quelli che sembravano essere semplici comparse, hanno assunto un ruolo chiave nell’intricato puzzle della storyline.

Il lato oscuro e thriller, tipico delle prime otto puntate, ha lasciato spazio ad una narrazione più lineare (per modo di dire) ma estremamente efficace. Perciò, prima di entrare nei dettagli, complimenti a Jantje Friese e Baran bo Odar per aver confezionato un prodotto di altissimo livello, sotto ogni punto di vista.

Da qui in avanti allerta spoiler!

Un ciclo senza fine

La storia riprende sei mesi dopo il finale della stagione 1 con Jonas, il protagonista, ancora bloccato nel 2053, in quella che scopre essere una Winden devastata da una probabile catastrofe radioattiva. Nel frattempo il suo alter-ego adulto torna nel 2020 con l’obiettivo di porre termine a questo ciclo di eventi senza fine.

Jonas in Dark 2

Quello che colpisce da subito è il cambiamento fatto dal Jonas teenager: a quanto pare il dover sopravvivere in un futuro militarizzato, radioattivo e tutt’altro che ospitale ha reso il suo personaggio molto più interessante!

I viaggiatori

La componente fantascientifica è più presente rispetto alla prima stagione. Complicata ma estremamente intrigante, la presenza dei viaggi nel tempo costituisce il fulcro di Dark 2. I passaggi dal 2020 al 2053 per tornare nel 1986 poi 1953 e infine nel 1921 sono repentini, andando inizialmente a disorientare lo spettatore per poi ricostruire, puntata dopo puntata, l’intera vicenda colmando i punti interrogativi lasciati in sospeso dalla stagione uno. Il tutto senza far risultare il prodotto troppo “cervellotico“: merito degli sceneggiatori e degli scrittori che hanno fatto un lavoro eccezionale!

Apocalisse in Dark 2

Sic Mundus Creatus Est

Per quanto riguarda i villains della serie, sono più minacciosi che mai! L’evoluzione di Noah è favolosa e fa riflettere molto sulla questione filosofica dell’esistenza (o meno) del libero arbitrio. Faremo inoltre la conoscenza di Adam, ossia la versione anziana di Jonas, che renderà Noah, il cattivo per eccellenza della prima stagione, una semplice pedina in una scacchiera infinitamente più grande e complessa.

Noah in Dark 2

Il tutto è condito da svariate riflessioni esistenziali, secondo cui il destino non è altro che una concatenazione di cause ed effetti già prestabiliti. L’obiettivo di Adam è quello di distruggere il mondo per porre fine a questo eterno loop di eventi e creare un “paradiso” in cui ogni uomo è veramente libero.

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Task Force e segreti

Tornando al presente (perlomeno il nostro presente), a Winden nel 2020 viene istituita una Task Force capitanata dall’investigatore Clausen. Il detective è un poliziotto tutto di un pezzo, con l’intenzione di scoprire cosa c’è che non va nella cittadina tedesca: perché nessuno va mai via? Perché sembra che tutti nascondano dei segreti?

Dark 2

Inoltre la seconda stagione lascia maggiore spazio alle vicende riguardanti gli amici di Jonas, fermi nel 2020 e consapevoli che sta succedendo qualcosa di difficile da comprendere. Stanchi di aspettare, Martha & Co. decidono di investigare scoprendo così la fitta trama legata ai viaggi nel tempo. Il cast è numeroso ma l‘ottimo lavoro fatto dai creatori concede tempo ad ogni personaggio, permettendo un’evoluzione mai frettolosa degli eventi.

Il verdetto

Dark 2 potrà sembrare ostico a volte, sicuramente non è la serie tv da guardare con il cellulare in mano. Richiede tempo e attenzione per essere compresa a fondo e per non perdersi in uno dei numerosi viaggi nel tempo. Oggettivamente il lato tecnico è impeccabile, con fotografia e musica che rendono pienamente l’atmosfera sovrannaturale della serie. L’estrema cura messa nello scrivere e confezionare il prodotto da parte dei creatori è senza dubbio tangibile e contribuisce a far apprezzare una serie complessa ma mai pretenziosa, e perciò estremamente godibile. Basti vedere le votazioni di Imdb delle singole puntate per capire che siamo di fronte a degli episodi di altissimo livello.

Inoltre non dimentichiamo che le riprese della terza ed ultima stagione sono già iniziate in giugno. Dovremmo aspettare all’incirca un anno (entro il 2020) per sapere come le vicende di Winden andranno a finire.. intanto godiamoci questo “secondo ciclo di eventi“!