Narcos | La vera storia di Jorge Salcedo

Questa serie si basa su una storia vera. Tuttavia, alcune scene, personaggi, nomi, luoghi ed eventi sono stati modificati a fini drammatici.

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Non tutto quello che si vede nelle serie tv basate su fatti reali è realmente come viene descritto: Narcos è una di queste.
Oggi vogliamo raccontarvi la vera storia di colui che ha aiutato la DEA nella cattura del cartello di Cali: Jorge Salcedo.

Come abbiamo già anticipato nell’articolo riguardante la terza stagione, Jorge oggi ha più di sessant’anni, vive negli Stati Uniti ed è nel programma di protezione testimoni da circa 22 anni. Si è lasciato alle spalle il vecchio nome ed ora, nonostante tutte le difficoltà affrontate per cambiare vita, lavora come ingegnere.
Contattato direttamente da Eric Newman, showrunner della serie, ha collaborato attivamente nella realizzazione e nella stesura della sceneggiatura per garantirne la precisione.

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Iniziamo dalla prima puntata.
Tutti ricorderete la morte di Claudio Salazar, i cui arti sono stati legati a quattro moto diverse. Questa scena non è molto lontano dalla realtà: le moto erano delle Land Cruisers e non delle Harley Davidson.

Claudio Salazar

In un’altra scena, Jorge viene invitato in un ranch, di proprietà di Pacho Herrera, per un incontro con Miguel. Ad aspettarlo c’è David, figlio di Miguel, pronto a mostrare come vengono trattati i traditori.

Mi avevano detto di arrivare per primo per controllare che la strada restasse libera, e così ho fatto. Subito sono arrivate macchine che portavano persone contro la loro volontà. Una volta dentro ho sentito delle grida, dei colpi. Non mi sono mosso da lì, il mio lavoro era quello di controllare l’esterno. Ma mi sono sempre chiesto perché mi avessero chiesto di essere lì in quel momento. Forse era un test.

Nella serie, il fine di questa situazione è l’uccisione di Carlos Córdova e moglie dopo che l’uomo ha preferito mentire a Miguel piuttosto che assumersi le responsabilità delle sue azioni.

Vi ricordate quando Jorge Salcedo sta per essere ucciso con un sacchetto di plastica?

Da quello che viene mostrato, Miguel non ha mai dubitato del suo braccio destro fino a quando il figlio non lo mette di fronte all’evidenza, ma in realtà iniziarono ad escluderlo già da prima: non veniva incluso nei meeting e quando la DEA provò ad arrestare il capo di Cali la prima volta, Jorge fu chiamato solo quando la polizia aveva già circondato l’edificio.

Navegante

Che dire di Navegante?
Non è mai stato ucciso da Jorge Salcedo. Egli era nascosto in un bunker insieme alla sua famiglia e ad un arsenale di armi e granate per difendersi; non si sarebbe mai fatto trovare in strade come quella, era una spia, un traditore e sarebbe stato ucciso se si fosse fatto vedere in giro.

Jorge Salcedo e Daniel Rodriguez

Uno dei rapporti più difficoltosi di tutta la serie tv: la relazione con Daniel Rodriguez.

Il piccolo Rodriguez è l’unico che si preoccupa realmente della possibilità che Jorge non sia così fedele come fa credere, lui vede un lato oscuro, fatto di menzogne, che il resto del gruppo non riesce a percepire.
Si incontrano spesso ai meeting e molte volte Daniel si lamenta con Jorge del fatto che il padre lo carichi troppo di lavoro e, nonostante i suggerimenti da parte di Salcedo di lasciare la vita da narcotrafficante, diventa presto un nemico.

Era imprevedibile, perché doveva dimostrare a tutti, me compreso, di poter occupare quel trono.

t- shirt e magliette divertenti tostadora.itNonostante queste piccole distorsioni drammatiche è interessante notare come persone come Jorge Salcedo, fondamentali per la cattura e la caduta del cartello di Cali, alla fine debbano vivere una vita che non è la loro, nascosti in luoghi sconosciuti, facendo finta di essere persone qualsiasi e ritrovandosi ad ordinare del pollo in chissà quale fast-food americano.

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Greta Nicoli

Commentatrice seriale che tra un episodio e l'altro frequenta l'Università.

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